Maria Zakharova: “La Russia gode di un ampio sostegno sulla risoluzione anti-nazista presentata alle Nazioni Unite”

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha sottolineato che la risoluzione proposta dalla Russia ha visto collaborare 58 Paesi in tutto il mondo, mentre la sua adozione è stata sostenuta da 122 Stati.
Mosca, 20 Novembre 2020 – Mosca è forte del supporto di una grossa maggioranza dei Paesi membri delle Nazioni Unite, i quali nel corso della 75a Assemblea Generale delle Nazioni Unite hanno votato per la risoluzione avviata dalla Russia sulla lotta contro il nazismo, ha commentato venerdì la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
“Il vasto e costante sostegno all’iniziativa russa, fornito dai Paesi impegnati nella lotta contro la celebrazione del nazismo, è fonte di ispirazione”, ha detto Zakharova.
La portavoce ha sottolineato che 58 Paesi nel mondo hanno collaborato alla risoluzione, mentre la sua adozione è stata sostenuta da 122 Stati. Solamente gli Stati Uniti e l’Ucraina si sono nuovamente opposti, mentre 53 delegazioni, incluse quelle degli Stati membri dell’UE, si sono astenute.
“Chi avrebbe mai pensato che dopo così tanti anni alcuni membri dell’Organizzazione si sarebbero avvalsi  della dichiarata preoccupazione per la libertà di parola per opporsi agli sforzi contro la celebrazione del nazismo, del neonazismo, dell’ideologia della supremazia razziale e altre varietà di intolleranza, idee che trascurano gli obblighi contenuti nei principali trattati sui diritti umani, compreso il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale”,  prosegue il commento.
Zakharova ha sottolineato che la risoluzione adottata sta acquisendo particolare rilevanza alla luce degli attacchi sempre più frequenti negli ultimi anni contro persone di diverse nazionalità, lingue o fedi, nonché altre manifestazioni di intolleranza. Inoltre, in alcuni Paesi i rappresentanti del movimento nazista sono stati sempre più spesso glorificati e gli scagnozzi nazisti rappresentati come eroi nazionali o compartecipi di movimenti di liberazione nazionale.
“I divieti legislativi in ​​un certo numero di Paesi sull’uso di simboli associati alla Vittoria sul nazismo sono un’altra tendenza allarmante” [1], ha aggiunto Zakharova.
“Tutti i fenomeni di cui sopra si sono riflessi nella risoluzione adottata, che, ne siamo certi, è chiamata a fungere da supporto per tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite nella causa della lotta contro la celebrazione del nazismo, del neonazismo e di altre pratiche che generano razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza”, ha concluso la portavoce.

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

Fonte TASS: https://tass.com/politics/1225915

[1] A tale proposito si può ben vedere il documento-risoluzione che l’Unione Europea ha approvato il 19 settembre 2019, in cui si equiparano nazismo e comunismo: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2019-0021_IT.html

Una pietra miliare nella lotta per la Pace

17 novembre 2020 – Cubaporlapaz

Liz Payne, coordinatrice dell’Assemblea Britannica per la Pace (British Peace Assembly), nel suo articolo pubblicato sul Morning Star torna indietro a 70 anni fa, quando il Consiglio Mondiale per la Pace (WPC), contro i tentativi di sabotaggio del Partito Laburista di Attlee, arrivò a Sheffield.
«Settant’anni fa, dal 13 al 19 novembre 1950, si sarebbe dovuta tenere a Sheffield una grande Conferenza Internazionale per la Pace con migliaia di delegati provenienti da tutto il mondo.
Con sua eterna vergogna, il governo laburista dell’epoca fece tutto ciò che era in suo potere per impedirlo.
Sebbene riuscì ad abbreviare l’incontro in Gran Bretagna e nonostante tutti gli ostacoli che gli pose, si svolse comunque l’evento di una giornata.
Questo è diventato leggendario nel movimento per la pace globale e ciò che segue è la sua singolare storia.
La conferenza di Sheffield avrebbe dovuto essere il secondo congresso Mondiale dei Partigiani della Pace (WCPP), il cui primo congresso si era tenuto a Parigi nell’aprile del 1949, pochi giorni dopo e in risposta alla firma del Trattato Imperialista del Nord Atlantico considerato dai difensori della pace in tutto il mondo come il precursore di un attacco preventivo all’Unione Sovietica guidato dagli Stati Uniti, di una nuova guerra mondiale e di una conflagrazione nucleare.
Fin dall’inizio il movimento mondiale per la Pace fu sottoposto a tentativi di sabotaggio da parte dei governi allineati con gli Stati Uniti.
Alla vigilia del congresso del 1949 i funzionari francesi negarono i visti a centinaia di delegati provenienti dai Paesi socialisti, sperando invano di fermare il processo.
Il congresso di Parigi creò il Comitato Mondiale dei Partigiani della Pace e sotto i suoi auspici furono presto creati comitati di Pace in molti paesi.
Nel giro di pochi mesi furono avviati i piani per un secondo congresso mondiale alla fine del 1950. L’urgenza della causa della pace fu riconosciuta ovunque dalle persone.
Gli Stati Uniti ed i loro alleati entrarono in guerra nella penisola coreana dal giugno del 1950 nel tentativo di fermare la formazione di una repubblica popolare socialista unita.
Migliaia e migliaia di persone firmarono la “Chiamata di Stoccolma” (Stockholm Call), lanciata nel marzo 1950 dal WCPP, chiedendo il bando delle armi atomiche e dichiarando che qualsiasi governo le avesse usate per primo contro un altro paese, avrebbe commesso un crimine contro l’umanità.
Sheffield fu scelta per ospitare almeno parzialmente il secondo congresso del WCPP, sulla base dell’impegno dei suoi cittadini per la pace, come dimostrò la rapida raccolta di 50.000 firme per l’appello del Comitato per la Pace di Sheffield, lanciata dal suo presidente, il pastore radicale Alan Ecclestone che aveva partecipato al congresso di Parigi.
Gli organizzatori e il popolo di Sheffield fecero meticolosi preparativi per accogliere i loro ospiti, pensarono a tutto per farli sentire i benvenuti, un’ospitalità meravigliosamente generosa offerta da una città distrutta, devastata dalla guerra e cosciente di come l’unico futuro per il mondo fosse nella Pace.
Ma il governo laburista, seguendo gli ordini della classe dirigente britannica e dei suoi sostenitori negli Stati Uniti, fu estremamente ostile.
Il 19 ottobre durante un dibattito alla Camera dei Comuni, ci fu un appello per vietare del tutto lo svolgimento del congresso. Questo fu respinto poiché il ministro dell’Interno espresse la preoccupazione di poter offuscare la reputazione della Gran Bretagna sul tema della libertà di espressione.
Ma le azioni del governo laburista suscitarono comunque una condanna universale. La Pravda descrisse il primo ministro Attlee come “il massimo gendarme di Washington”.
Il consenso iniziale per consentire a 18 voli charter di portare rappresentanti dall’Europa orientale fu ritirato. A centinaia di delegati fu negato il visto ed altri furono costretti a tornare alla frontiera, ma soltanto dopo che i funzionari, per motivi di sicurezza, avessero determinato i dettagli dei loro contatti con il movimento per la pace in Gran Bretagna.
Tra coloro ai quali furono negati i visti, vi furono incluse molte figure di alto livello. Pablo Picasso fu uno di quelli che riuscì ad ottenerlo dopo intense richieste. La sua esperienza gli fece promettere che non avrebbe mai più messo piede in Gran Bretagna.
Nonostante tutto al municipio di Sheffield si tenne un incontro serrato di un giorno, con la folla che non poteva entrare, assiepata in strada.
Picasso arrivò in treno e fu accolto da una delegazione che includeva il membro del Partito Comunista Bill Ronksley. Egli raccontò come il famoso artista ed uomo di pace fu accolto con i fiori e di come successivamente ad aver scattato le foto di rito, fu necessario chiedergli di restituirli per essere dati ad altri ospiti, visto che il comitato di accoglienza ne aveva un solo mazzo.
Quando ci si rese conto che l’intero congresso non si sarebbe potuto continuare a tenere in Gran Bretagna, si decise rapidamente di trasferire l’intero evento a Varsavia.
Fu un’impresa fantastica risolvere il problema, la logistica ed il fatto che già il 16 novembre l’evento si fosse spostato in Polonia con migliaia di partecipanti, fu un trionfo per l’intero movimento per la pace.
Per una persona che prese la decisione immediata di partecipare alla riunione di Sheffield, fu la vita a cambiare. L’attrice e ballerina non protagonista Tacchi-Morris si trovava con gli amici a Bradford quando vide l’annuncio della riunione. Essendo una conoscente di Picasso, quando fu invitata ad accompagnarlo nella sala, gli chiese come mai ci fossero così poche donne tra i delegati che sarebbero dovuti andare a Varsavia. Lui le chiese subito di prendere il suo posto. Quello che vide e sentì lì nella città in rovina, sul fascismo, la guerra e l’occupazione, le cambiò la vita.
Al suo ritorno fondò l’organizzazione internazionale per la Pace Women for World Disarmament (WFWD), nella quale svolse un ruolo di primo piano per i quattro decenni e mezzo che seguirono.
A Varsavia il Congresso Mondiale dei Partigiani della Pace fu ribattezzato Consiglio Mondiale per la Pace (World Peace Council).
Il fisico e militante francese Fréderic Joliot-Curie, a cui fu negato il visto dalla Gran Bretagna per partecipare all’incontro di Sheffield, fu il suo primo presidente (1950-58).
Il secondo a ricoprire quella carica (1959-65) fu lo scienziato e socialista britannico JD Bernal, il cui inestimabile archivio per la Pace è ospitato nella Marx Memorial Library.
Settant’anni dopo i popoli del mondo affrontano la proliferazione dell’aggressione imperialista guidata dagli Stati Uniti, con l’espansione degli arsenali delle armi di distruzione di massa, una nuova guerra fredda e guerre tradizionali devastanti, mentre le potenze più reazionarie del pianeta lottano per mantenere il loro controllo sulle risorse in diminuzione, sulla manodopera e sui mercati mondiali. Sappiamo che la pace e il socialismo sono le uniche soluzioni per l’umanità e dobbiamo portare avanti con urgenza la lotta internazionale per renderle una realtà.
In tal modo continueremo ad essere mossi dallo spirito, dalla determinazione di Sheffield nel 1950 e dalla lotta di principio del Consiglio Mondiale per la Pace e di tutte le sue organizzazioni associate, insieme ai movimenti di massa per la pace in ogni Paese. E saremo ispirati dalle colombe della pace e della libertà disegnate da Picasso durante la sua visita, dal disegno delle “Ali della Pace” che fece sul muro dell’appartamento del suo amico Bernal a Londra a metà novembre del 1950 e che ora si trova nella sede londinese della Wellcome Foundation.»
Liz Payne

Coordinatrice Assemblea Britannica per la Pace (British Peace Assembly)

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

Tratto da:
https://morningstaronline.co.uk/article/f/landmark-struggle-peace
https://cubaporlapaz.wordpress.com/2020/11/17/un-hito-en-la-lucha-por-la-paz

Walid al-Mouallem … un diplomatico combattente che ha difeso la Siria fino all’ultimo respiro

Damasco, SANA (16 novembre 2020) – Lunedì, Damasco ha salutato il suo amato diplomatico, Vice Primo Ministro, Ministro degli Esteri e degli Espatriati Walid al-Mouallem, che ha scolpito nella memoria dei siriani una storia di lavoro politico e patriottico.

Nei giorni scorsi, al-Mouallem ha insistito per partecipare alla Conferenza Internazionale sul Ritorno dei Rifugiati Siriani, sfidando la malattia che gli appariva chiaramente sul volto, per inviare attraverso la sua presenza l’ultimo appello ai cittadini siriani sfollati per tornare in patria.
A ottobre diramò un comunicato mediante l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Geir Pedersen, criticando il ruolo occidentale nell’ostacolare il ritorno dei rifugiati siriani in patria e le accusando potenze occidentali di politicizzare la questione dei rifugiati per conseguire scopi politici.
La presa di posizione di al-Mouallem attirò le sanzioni dell’Unione Europea contro di lui e altre cariche sin dal 2011 e successivamente le sanzioni statunitensi per aver rivelato il ruolo occidentale nel sostegno al terrorismo contro la Siria, poiché al-Mouallem non ha mai rinunciato a criticare le politiche occidentali, descrivendo i funzionari occidentali come un “coro di bugiardi”.
Mentre pronunciava il discorso sulla Siria alla 75a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, al-Mouallem ha affermato che le sanzioni statunitensi note come “Caesar Act” hanno preso di mira il popolo siriano nel suo sostentamento e nella vita quotidiana.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero degli Esteri e degli Espatriati hanno pianto la morte del Vice Primo Ministro, Ministro degli Esteri e degli Espatriati Walid al-Mouallem, scomparso lunedì all’alba.

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

Fonte: http://sana.sy/en/?p=210468

Le conquiste della Bielorussia e gli appetiti dell’Occidente

Quanti conoscono le conquiste sociali della Bielorussia? Quanti conoscono la condizione delle donne bielorusse? Da mesi manifestazioni e proteste scuotono il Paese, con la regia di alcuni Stati vicini e lontani.
Elezioni con brogli, elezioni senza brogli: un pretesto per favorire l’accerchiamento della Russia, mettendo in discussione al tempo stesso lo Stato sociale e la realtà quotidiana bielorussa, creando opportunità per penetrare in modo devastante all’interno dell’economia del Paese.

Ne parliamo con Enrico Vigna del Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia (CIVG).
Venerdì 20 novembre ore 21.30, in diretta sulla pagina Facebook del Comitato Contro La Guerra Milano: www.facebook.com/comitato.milano.5
Evento FB: https://www.facebook.com/events/3516475295064655