Ecco le impressioni sul presidio al Consolato di Cuba

Ecco le impressioni sul presidio al Consolato di Cuba di giovedì 15 luglio: un pomeriggio strano

Circa l’arrivo dei gusanos di San Isidro vicino al Consolato di Cuba a Milano, la prima impressione è quella che si può avere in corrispondenza di altre “rivoluzioni colorate”. Sono in prevalenza giovani, con “modelli” trasferitigli che sono subito visibili dall’atteggiamento, dal vestiario e insomma da quella colonizzazione culturale nord-americana che si vorrebbe espandere ben oltre l’oceano Atlantico.
Durante il loro presidio si è osservata una notevole vitalità. Nel loro ambiente si parla male dei comunisti, di progressisti come Morales ed altri leader del Latinoamerica, si insulta Che Guevara e viene tirato in ballo persino Giuseppe Stalin; argomenti questi che appartengono a deputati e senatori di Washington, i quali portano avanti questa politica in quel di Miami.
Non solo i loro cartelli invocavano tra l’altro l’intervento umanitario di tipo jugoslavo, ma li si è uditi richiedere a gran voce l’intervento militare verso l’isola di Cuba. Non una parola sul vaccino Soberana, non una su Abdala, si sono invece fatti un punto d’onore nel parlar male dei medici cubani che, in un momento molto particolare della storia del nostro Paese, come non abbiamo mai vissuto, sono stati visti da noi come l’incarnazione della solidarietà. Né più né meno di come sono stati visti nella bergamasca i russi, salvo poi a mesi di distanza affermare da parte della destra italiana che fossero qui per ragioni tattico-strategiche, le quali avevano a che fare con una “raccolta di informazioni” molto imparentata con lo spionaggio.
Ad un certo punto c’è stato anche il lancio di qualche uovo, giunto quasi sulla soglia del Consolato di Cuba. Non vale la pena spendere molto per descrivere i gesti e le provocazioni messe in atto dagli “amici di San Isidro”.
Dopo essere andati a presidiare il Consolato di Cuba abbiamo notato che, a voler essere buoni, ci sono stati troppi problemi proprio per noi che eravamo lì a portare la nostra solidarietà. Proprio per questo rivolgeremo all’Ufficio di Gabinetto della Questura di Milano alcune domande che stanno dentro questo quadro: circa tre settimane fa nell’assemblea dell’ONU ben 184 nazioni si sono pronunciate per la fine dell’embargo. Noi stiamo con loro.
Crediamo inoltre che una barbarie come questa, in tempo di epidemia, non faccia altro che confermare la “fama” degli Stati Uniti come falsi difensori dei diritti umani e veri predatori, votati all’aggressione e alla rapina, anche attraverso lo strangolamento di una piccola isola come Cuba, con l’intento di suscitare ribellioni alle condizioni durissime causate da imposizioni esterne, proprio quelle di Washington. Dunque noi in solidarietà con Cuba, gli “amici di San Isidro” invece no; loro con un piglio aggressivo contro il Consolato di Cuba a Milano.
A questo punto vogliamo dire che non ci hanno convinto alcune cose del pomeriggio di giovedì 15 luglio. Teniamo a precisare che non ci riferiamo agli uomini dello Stato presenti sul posto. Non sono stati loro infatti a prendere le decisioni, le quali a nostro avviso non hanno giovato a scongiurare il pericolo che qualche esagitato potesse rivolgere gesti inconsulti ai danni dell’ingresso del Consolato di Cuba.
Non lasceremo la questione inevasa perché, così come da parte nostra c’è stato senso di responsabilità, visti i tempi che corrono, crediamo di avere il diritto costituzionalmente garantito di esprimere il nostro pensiero solidale davanti al Consolato di Cuba, chi ha lanciato uova erano altri…
Ben 184 governi pensano che occorra porre fine alle sanzioni che strangolano Cuba, noi la pensiamo allo stesso modo. Le questioni di ordine pubblico non si sono acuite pur essendo arrivati gli “amici di San Isidro” a soli 20-25 metri dal Consolato di Cuba. Sappiamo che sono finanziati da Washington e così, come desideriamo la sovranità piena per il nostro Paese, crediamo proprio per questo che Cuba abbia pieno diritto alla sua.
Un pomeriggio strano quello di giovedì 15 luglio. Ci sono altre questioni infatti sul tappeto, ma come è buon uso e costume classico, le tratteremo in luogo opportuno e tempo debito.
Stiamo in contatto.

Comitato Contro La Guerra Milano,
16 luglio 2021

Presidio al Consolato di Cuba a Milano, giovedì 15 luglio 2021

Dopo l’annuncio degli amici di “San Isidro” vicini agli ambienti di Miami, abbiamo pensato bene di andare al Consolato di Cuba a Milano. Siamo arrivati immediatamente dopo altri che avevano avuto la nostra stessa idea, intorno alle 14.20. Successivamente diremo alcune delle impressioni che abbiamo raccolto sul posto.

Comunicato del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) sulle recenti proteste a Cuba

Atene, 12 luglio 2021

Il Consiglio Mondiale per la Pace (WPC) esprime la sua forte preoccupazione per il recente piano imperialista ben orchestrato e finanziato per creare caos e disordine a Cuba, usando come pretesto la grave carenza di beni importati ed altri beni di prima necessità, così come i black-out elettrici; eventi questi che affondano largamente le proprie radici nei quasi sessant’anni (60) di blocco criminale imposto dagli Stati Uniti a Cuba.
Soprattutto nell’ultimo periodo e in condizioni di pandemia sanitaria globale, Cuba viene colpita attraverso nuove ed ulteriori misure e sanzioni per l’acquisto e l’importazione di medicinali, materie prime per medicinali, così come per forniture tecniche ospedaliere.
Pur riconoscendo la sofferenza del Popolo cubano, il WPC sottolinea nel modo più energico il suo rifiuto ad azioni sovversive e d’ingerenza che mirano al “cambio di regime” da parte di elementi pagati e di mercenari, come abbiamo già osservato in altre parti del mondo con le “Rivoluzioni colorate”.
Il popolo cubano sa fin troppo bene che gli imperialisti non hanno mai fermato la guerra contro il loro Paese, indipendentemente dalle diverse tattiche o dai cambiamenti dei presidenti alla Casa Bianca.
Queste politiche criminali e disumane sono sostenute dai loro alleati imperialisti nell’Unione Europea e dai loro agenti all’interno di Cuba ed in Florida, i quali oggi hanno persino chiesto un intervento aperto con un pretesto umanitario, come del resto si è già visto anche in altri casi precedenti di Paesi aggrediti.
Denunciamo il cinico interesse di quelle forze che prima portano sofferenze con sanzioni, blocchi politici ed economici, per poi poter dire con la loro ipocrisia “povero Popolo cubano a cui dobbiamo insegnare democrazia e diritti umani”.
In particolare dal trionfo della Rivoluzione nel 1959 in poi, Cuba ha dato molte volte lezioni di solidarietà e dignità, anche durante quest’ultimo periodo della pandemia di Covid-19, l’isola della Rivoluzione ha di nuovo difeso con il suo disinteressato aiuto internazionalista i Popoli bisognosi, sviluppando anche molto rapidamente in condizioni estremamente difficili i propri vaccini, con l’impegno ad aiutare i Popoli poveri ed oppressi del Mondo.
Esprimiamo la nostra indignazione per i piani imperialisti di generare malcontento sociale e dirigerlo contro il Governo sovrano cubano. Le conquiste della Cuba socialista costituiscono un esempio ed una fonte di ispirazione per i Popoli dell’America Latina e del mondo.
Il WPC esprime la sua Solidarietà all’eroico Popolo di Cuba e alla sua Rivoluzione!
Chiediamo la revoca immediata del blocco e di tutte le sanzioni contro Cuba!
Basta con le provocazioni imperialiste!
Giù le mani da Cuba!
Il Segretariato del World Peace Council,
12 luglio 2021

Fonte: http://www.wpc-in.org/statements/declaración-del-consejo-mundial-de-la-paz-sobre-los-recientes-eventos-de-protesta-en-cuba

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

Nel 2019 in Bolivia, ora a Cuba

«L’invio di materiale bellico da parte degli ex Presidenti dell’Ecuador e dell’Argentina, Moreno e Macri, con la lettera di ringraziamento del generale Terceros, sono ulteriori prove che dimostrano come il colpo di Stato in Bolivia, così come il magnicidio ad Haiti eseguito da ex militari colombiani, siano l’attuazione di un secondo “Plan Cóndor” sotto la direzione degli USA.
Allertiamo i movimenti sociali dell’America Latina sul “Plan Cóndor 2” e sulla necessità di rafforzare la lotta per la pace, unita alla giustizia sociale e alla democrazia, per preservare la sovranità e l’indipendenza dei nostri Stati e la dignità dei nostri Popoli.»
Evo Morales Ayma, 10 luglio2021

Fonti:
https://www.facebook.com/EvoMASFuturo/posts/1296937430758279
https://twitter.com/evoespueblo/status/1413468225233330183

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

Moldavia verso le nuove elezioni.

A cura di Enrico Vigna – 5 luglio 2021
L’11 luglio la Moldavia, dopo poco più di 7 mesi del fallimentare governo europeista e filo NATO della Maia Sandu, vincitrice di misura delle elezioni del 15 novembre scorso, di fronte ad una completa incapacità della stessa e dei suoi alleati di migliorare o cambiare la difficile situazione del paese, il paese ex sovietico affronta una nuova tornata elettorale. Per il popolo moldavo stavolta ci potrebbe essere una nuova speranza legata alla storica, dati i precedenti scontri fratricidi, decisione dei due partiti progressisti moldavi, di formare una alleanza elettorale per puntare a riprendere il governo del paese.
Blocco Elettorale dei Comunisti e Socialisti moldavi
Così si chiama questa alleanza, finalmente un segnale di unità popolare proprio in un momento delicatissimo che aleggia sul paese. Infatti stretto tra le pressioni e i ricatti della NATO e della UE, di cui la Sandu è la portavoce in Moldavia, dell’Ucraina golpista, della cosiddetta opposizione bielorussa, delle mire turche nella regione della Gagauzia e il sempre più complesso problema della Prednestrovia e del suo futuro, il paese è attanagliato da problemi economici, sociali e di povertà vistosi. Ma oltre a questo non va dimenticato il tentativo sempre meno nascosto, di svuotare e indebolire il ruolo dello stato moldavo, seppellire la questione dell’indipendenza e della sovranità moldava, calpestando il concetto di Patria della Moldova, attraverso il tentativo di assoggettamento del paese alla Romania, come strategia di estinzione della Moldavia come stato indipendente e neutrale.
Il gruppo di incompetenti politici europeisti e filo-romeni che in questi mesi ha governato senza esiti se non aggravamenti della situazione, grazie all’aiuto dell’Occidente, hanno bisogno di continue destabilizzazioni, divisioni e conflitti per poter portare il paese nelle fauci della NATO e del FMI. Esiste una profonda delusione dei cittadini verso il loro stesso stato e se queste forze sostenute e finanziate dall’estero riusciranno a riprendere il potere, la Moldova non esisterà più. Ed è proprio nella analisi di questa situazione e nel rischio di questo processo devastante, che le forze progressiste del paese, il Partito Comunista e il Partito Socialista sono riusciti superare le divergenze e a formare un unico Blocco Elettorale.
Le discussioni sulla formazione di una coalizione elettorale sono state avviate dai rappresentanti del PSRM nell’aprile 2021 e all’inizio di maggio Igor Dodon ha inviato una proposta al presidente del PCRM, Vladimir Voronin, per formare una coalizione elettorale. Il Comitato Centrale del PCRM ha approvato a maggioranza la formazione di una coalizione elettorale l’11 maggio, e il giorno dopo il PSRM ha annunciato di essere disposto a firmare il protocollo per la formazione della coalizione. La Commissione elettorale centrale della Moldavia ha poi accettato la richiesta di formare il “Blocco elettorale dei comunisti e dei socialisti” il 13 maggio 2021 e Voronin segretario del PCRM, è stato indicato come capo della coalizione, mentre Dodon il vice.
L’annuncio è stato dato ai media locali da Dodon, dopo il colloquio con Voronin, avvenuto dopo la riunione del Consiglio repubblicano del PSRM: “Questo pomeriggio, insieme al presidente del PCRM Vladimir Voronin, abbiamo firmato il documento ufficiale che crea il blocco elettorale del PSRM e del PCRM. Durante l’incontro è stato sottolineato che la sovranità della Repubblica di Moldova è in pericolo e gli interessi del popolo moldavo sono in questa fase subordinati agli interessi di altri Paesi, compresi i piani per trasformare il territorio del nostro Paese in una zona militare. Potenze straniere, con l’aiuto dei loro strumenti politici a Chisinau, vogliono imporre ai cittadini un insieme di interessi e pseudovalori inadatti e estranei alla nostra nazione. Cercano inoltre di liquidare l’identità moldava, anche vietando la lingua moldava. L’obiettivo è trasformare il nostro Paese in una colonia, che diventerà una fonte di manodopera a basso costo, terra a basso costo venduta agli stranieri…i membri del Consiglio repubblicano del PSRM, sono stati unanimi nella loro opinione sulla necessità di unificare le forze politiche patriottiche in grado di vincere le elezioni e garantire un governo competente, responsabile ed esperto nell’interesse dei cittadini del paese e non a vantaggio di altre forze straniere. Così, sono state accolte le azioni della dirigenza del PSRM al fine di creare un blocco elettorale con altri partiti statalisti, in particolare con il PCRM…”.
UNITI vinceremo!
Insieme riporteremo la Moldova sulla via del progresso, della giustizia sociale e dello sviluppo economico.
Uniti per salvare il Paese
La Moldova può e deve vivere meglio. E lo abbiamo già dimostrato nella pratica. Il Blocco dei comunisti e dei socialisti metterà la Moldova sulla strada della stabilità e dello sviluppo.
Insieme vinceremo
Le proposte del Blocco dei comunisti e dei socialisti
Per l’indicizzazione delle pensioni: almeno del 20% annuo e indennità aggiuntive per Pasqua e il giorno dell’anziano
Per lo sviluppo del Paese: programmi per i villaggi moldovani “Moldavskoe Selo”, “Migliori strade”, con incremento della gassificazione, illuminazione, costruzione di sistemi di approvvigionamento idrico e fognario nelle aree rurali
Per lo sviluppo dell’economia e dell’industria: nuovi posti di lavoro, parchi industriali in ogni distretto, supporto al produttore locale
Per una politica estera indipendente nell’interesse della Moldova: partenariato strategico con la Russia, amicizia con l’Europa, neutralità, soluzione pacifica della Prednestrovie/Transnistria
Per la difesa dei valori tradizionali: sostenere i valori spirituali cristiani e l’istituzione della famiglia tradizionale
Alle elezioni dell’11 luglio sono iscritti 53 partiti.