INIZIATIVA DELL’11 NOVEMBRE 2012: INTERVENTO DI S. PUTTINI

Siria: guerra civile o ingerenza imperialista?
Relazione tenuta l’11 novembre 2012 alla Casa Rossa
All’iniziativa del Comitato contro la guerra di Milano

Ci troviamo di fronte all’ennesima tragedia e di fronte all’ennesimo pericolo di un’altra guerra della Nato alle porte di casa.
Eppure dopo la guerra fredda ci era stata raccontata la favola di un mondo che avrebbe vissuto nella pace, nella prosperità, nel benessere. I fatti hanno parlato una lingua molto diversa. La Triade dei paesi capitalistici avanzati ha assunto da allora una postura sempre più aggressiva verso l’esterno ed anche verso l’interno, verso i propri popoli e verso i propri lavoratori.

Dopo la guerra fredda la fine del campo socialista ha permesso agli Stati Uniti, in quanto unica superpotenza rimasta, di cercare di imporre al mondo un ordine unipolare che avesse in Washington l’unico centro decisionale. Gli Stati Uniti hanno cercato di raggiungere questo ambizioso obiettivo sviluppando alcune iniziative: cercando di ottenere una netta supremazia nella armi strategiche (va inserito in questo contesto la decisione di costruire uno scudo antimissilistico che dovrebbe annichilire la capacità di dissuasione della Russia e della Cina); puntando al controllo diretto delle principali fonti energetiche (ed è la ragione per la quale il Medio oriente e l’Asia centrale hanno assunto un ruolo sempre più di rilievo nell’agenda delle amministrazioni statunitensi); e infine scardinando la sovranità delle nazioni, perché la sovranità nazionale è il principale argine che si trovano di fronte nel loro tentativo di penetrazione.

Questo tentativo di egemonia ha attraversato due fasi: la prima nel decennio immediatamente successivo alla caduta del muro di Berlino, fino alla guerra alla Jugoslavia, è stata una fase nella quale gli Usa hanno avanzato senza incontrare alcuna resistenza fin nel cuore dell’Europa; la seconda è invece caratterizzata da un contrasto molto più aspro a causa dell’ascesa della Cina, della riemersione della Russia come un attore geopolitico significativo e dell’emancipazione dell’America latina. In questa fase gli Usa si sono trovato di fronte a paesi che non erano più disposti a cedere alle loro ambizioni e a subire passivamente le loro iniziative. Questi paesi hanno cercato di concertarsi tra loro in funzione antiegemonica. Siamo in una fase di transizione tra un tentativo di equilibrio unipolare palesemente in crisi e l’emergere di un equilibrio multipolare.
Questa sfida matura in un contesto che per gli Usa è, dal punto di vista economico, sempre più difficile. A Washington hanno deciso di ricorrere sempre più massicciamente alle armi e alle operazioni di destabilizzazione, campi nei quali gli Usa hanno oggi una schiacciante supremazia.

– Un lungo elenco di aggressioni e mistificazioni continua…

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