«Dal gas naturale al gas Serin … il fondo del pantano siriano»

di Khaled ABDELHAFIZ

Palestinese e Siriano per Investig’Action

20 agosto 2013

Non esageriamo dunque nell’affermare che la coppia gas-petrolio è come il sangue per il nostro pianeta e che le condutture e i gasdotti che li trasportano sono le arterie del globo. Inoltre, possiamo sostenere che le crisi del gas o petrolifere sono come crisi cardiache della nostra bella terra blu! E una crisi cardiaca è ben pericolosa, anzi mortale. Potremmo forse affermare il contrario?

Forse presto assisteremo a bocca aperta ad una sorta di crisi cardiaca terrestre la quale è prossima a dispiegarsi sotto i nostri occhi impotenti. Nessuno spera di subirne le conseguenze catastrofiche, uomini e donne, vecchi e bambini, in procinto di pagare con il loro vero sangue i danni collaterali di questa crisi. Dove? In Siria, in Medio Oriente, ma anche altrove.

La crisi siriana affonda le sue radici nel Nabucco[2]

La data d’avvio del progetto (gasdotto N.d.T.) Nabucco, il 2002, segna l’inizio della guerra statunitense contro l’Afghanistan! Le date poste in successione [3] della fine prevista per i lavori di costruzione del Nabucco, 2009, 2012 e 2014 seguono scrupolosamente e rispettivamente la data delle due guerre israeliane contro il Libano e Gaza, « l’anno delle primavere arabe » e la resistenza inaspettata della Siria agli obiettivi delle primavere arabe. E’ qui che si colgono  i nessi tra Medio Oriente, Russia ed Europa.  Attualmente la data prevista per la fine dei lavori viene ormai spostata al 2017. Perché gli americani non cessano di posticipare la data prevista per la fine dei lavori del loro gasdotto mentre i russi concludono i progetti uno dopo l’altro? Per comprendere tale dilemma occorre addentrarsi nel pantano siriano con le sue innominabili biforcazioni in forma di…gasdotti!

Cominciamo i nostri sforzi riflettendo sulle risposte a tutte le possibili domande suscettibili d’essere poste da chiunque si occupi della realtà della crisi siriana, nazione che si colloca al crocevia di quattro grandi regioni: Medio Oriente, Russia, e Occidente con l’Europa mediana al centro.

  • Perché la crisi siriana si va aggravando con crescendo di conflitti interni ed esterni?
  • Qual è la natura e la misura degli interessi che si giocano sul terreno siriano?
  • Perché il ritorno di posizioni ostili verso la Siria da parte di Turchia e Qatar e perché l’alleanza di Doha e Ankara contro Damasco?
  • Perché il sostegno della Russia a Damasco?
  • Perchè la reticenza tedesca contro le politiche delle altre potenze NATO?
  • E perché il silenzio dei paesi dell’Europa mediana che avevano preso brutalmente parte alla guerra contro l’Iraq?
  • Cosa si cela dietro il ritorno dell’Emiro del Qatar a suo padre e di Erdogan al suo maestro Necmettin Erbakan?
  • Cosa si cela dietro le dichiarazioni americane sul nuovo Medio Oriente?
  • In quale direzione stanno sviluppandosi gli eventi in Siria?
  • Quali sono le indicazioni per il futuro alla luce delle rivelazioni di WikiLeaks?
  • Le fughe di notizie WikiLeaks sono involontarie o ben programmate?
  • Ogni giorno vi sono più « BOUAZIZI » arabi. Perché questi Tarek BOUAZIZI tunisini in particolare? Cosa si cela dietro le primavere arabe?
  • Le rivoluzioni arabe sono prefabbricate a Washington?
  • Come ha funzionato il nesso tra Otpor serbo, rivoluzioni colorate nello spazio eurasiatico e primavere arabe?
  • Qual’è l’obiettivo di un gasdotto siro-iraniano attraverso l’Iraq e verso l’Europa tagliando fuori la Grecia?
  • La Frammentazione di ciò che è diviso è il titolo del nuovo Medio Oriente?
  • L’occupazione dell’Iraq costituisce l’avvio ufficiale del nuovo progetto di Medio Oriente?

Nei corridoi del potente G7 del 1992 fu elaborato un piano (evidentemente sotto la pressione di grandi società finanziarie ed energetiche transcontinentali) [4]? Questo incontro ha avuto luogo pressocchè in parallelo, sì da dare l’impressione di una grande democrazia mondiale, con il famoso summit della Terra detto anche summit dei poveri [5] presso l’UNCED, filiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, che si tenne a Rio de Janeiro e che diede vita al protocollo di Kyoto. Tale protocollo impose la riduzione delle emissioni di polveri sottili nell’atmosfera, al fine di limitare l’aggravarsi del riscaldamento climatico globale. In seguito, si capisce! E’ ben qui che germinarono i grandi conflitti mondiali a venire!

L’Unione europea ratifica l’accordo nel 1994. Così il gas naturale diventa la principale fonte di energia al posto del petrolio, che comincia il proprio declino d’importanza strategica, scivolando al secondo posto. Occorre allora molto più gas in Europa, la più grande consumatrice mondiale di gas! Ora, questo gas è disponibile a profusione in Russia ed in Iran … Le inagibilità politiche con l’Iran portano l’Europa direttamente in una posizione scomoda di fronte al monopolio russo[6]! Col tempo l’Europa soffre di incertezze nell’approvigionamento di tale fabbisogno energetico. Questo problema rende indispensabile l’intervento degli strateghi americani!  Washington può permettere l’espandersi dell’influenza russa in Europa dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia e la possibile scomparsa della ragion d’essere della NATO? E’ ciò che paiono reclamare taluni europei! Sul punto, notiamo una contraddizione importante: Gli USA sono uno dei rari paesi che non hanno ratificato il protocollo di Kyoto, mentre alcune grandi società americane si fregano le mani per realizzare il progetto del Nabucco ed incanalare così il gas verso l’Europa.

Nel 1995 un accordo in Qatar, ha portato il figlio (dell’Emiro N.d.T.) al potere attraverso un colpo di stato bianco contro suo padre. Rapidi accordi hanno allora consentito la demarcazione del confine con l’Iraq e l’inizio delle estrazioni di gas in Qatar per cercare di soddisfare la domanda europea e ridurre l’impatto della dipendenza europea dal gas russo. L’impossibilità del trasporto del gas dal Qatar attraverso un gasdotto ha reso necessaria la liquefazione del carburante non ostante gli elevati costi di tale operazione.  La Siria rifiutava il passaggio di un gasdotto nel proprio territorio poiché il Qatar imponeva di trasportare gas di interesse israeliano[7]. Questa posizione rigida della Siria inoltre non si modificherà finchè non sarà risolto il problema palestinese. Ironia della sorte per gli stati limitrofi: Bahreïn[8] e Sultanato d’Oman[9] aquistano gas proveniente da paesi lontani mentre il gas qatariota è a portata di mano! In effetti, Washington ha deciso di privilegiare il gas qatariota per il mercato europeo per fare concorrenza al gas russo. A Doha l’ultima parola spetta a Washington. Forte della sua super base militare[10] il cui nome in codice è un disneylandiano « Camp Snoopy », mentre le sue enormi componenti direbbero qualcosa di opposto: 1) l’areoporto internazionale di Doha 2) il campo militare del Saliyah 3) la base aerea di Al Udeid e soprattutto il comando centrale americano detto « CENTCOM[11] ». Nel contempo pare che in passato Washington abbia offerto il proprio aiuto per infiammare le regioni della Cecenia e della Yugoslavia utilizzando mercenari arabi ed afgani in nome d’una improbabile jihad!

La società del gas russo « Gazprom [12] » è stata trasformata in società di Stato per azioni (РАО) nel 1993, per mano del Capo del Governo russo Viktor Tchernomyrdine e del suo Partito, la NDR, del quale Putin è stato un responsabile regionale a San Pietroburgo. Quando Putin riuscì nel marzo 2000 a riprendere prontamente le fila della situazione in Cecenia, Gazprom era divenuto rapidamente il vero centro di potere in Russia, sul modello delle compagnie americane che reggono gli Stati Uniti e che si nascondono dietro il progetto del Nuovo Medio Oriente.  Washington ha compreso l’importanza della ripartizione geografica del gas [13] nella regione: il Turkménistan, l’Azerbaïdjan, l’Iran, l’Egitto e le riserve di gas, ben identificate da Washington, sulla costa orientale del Mediterraneo tra la Siria e Cipro ma soprattutto nel sottosuolo della Siria. Essi hanno compreso che il controllo di queste fonti significa la conservazione di una posizione monopolista incontrastata e la gestione del mondo in funzione dei loro interessi. Ma occorre neutralizzare l’influenza russa, che controlla il transito di gas entro le regioni dell’Azerbaïdjan e Turkménistan. Il mezzo per arrivare al controllo del gas mediterraneo in modo da assicurare l’approvigionamento di gas all’Europa. Così la Russia non potrà acquistare gas dall’Asia centrale per venderlo all’Europa. Questi paesi dell’Asia centrale saranno perciò costretti ad entrare nell’orbita americana. Ma l’accesso al dominio del gas a partire dalla riva orientale del Mediterraneo deve presupporre il processo di pace nella regione che deve avvenire secondo i principi di legittimità internazionale. Lo Stato d’Israele è pronto per questo obiettivo? O preferirebbe un <nuovo Medio-Oriente> più facilmente controllabile mediante governi confessionali e nuovi stati settari che non somiglino tanto al Qatar attuale quanto ai suoi maestri? La liquidazione della causa palestinese da piazzare in qualche parte del reame di Cisgiordania sarebbe eventualmente un rimedio in quest’ultimo caso! E’ il cantiere del secolo, e ci saranno enormi perdite umane in ciò che somiglia ad una primavera araba!

E’ proprio necessario? Non esiste una soluzione alternativa? Prima del progetto di nuovo Medio Oriente ne esisteva uno più semplice e meno costoso agli occhi di Washington. Era il piano che prevedeva l’eliminazione della resistenza in Libano, e che consentiva di attingere alle risorse di gas senza trovare una soluzione per la questione palestinese. Tale questione è diventata un dilemma ed un’equazione difficile da risolvere per il futuro di Washington nella regione. Come risolvere il dilemma per il controllo della regione? Le ipotesi sul tavolo erano sia di liquidare la causa palestinese sia di eliminare la resistenza libanese, oppure entrambe le cose insieme, meglio ancora? E’ allora che è cominciata la guerra israeliana contro il Libano nel 1996 sotto il nome ispiratore di « radici della collera » per eliminare gli Hezbollah e la loro resistenza, per imporrre la pace con il Libano e garantire l’approvvigionamento di gas. Ma lo scacco dell’attacco ha portato alla dichiarazione di legittimità della resistenza contro gli occupanti ed a forzare Israele, per la prima volta nella sua storia, a conformarsi all’intesa di Aprile. Più ancora nel 2000, la liberazione del sud del Libano ha segnato la naksah[14] (organizzazione integralista sionista. N.d.T.) dei due stati Israeliano e Americano. Nello stesso anno V. Putin ha preso il potere in Russia dopo le dimissioni di Boris Eltsin.

Washington si è reso conto che il gas del Qatar è divenuto incapace di competere contro quello russo sul mercato europeo, con un’influenza della Russia sempre maggiore ed una domanda europea crescente, che di colpo hanno posto l’intera Europa centrale, dai Balcani alla Polonia, in una posizione strategica nella concorrenza Russia/Medio-Oriente. A questo si associa una ripresa economica che ha consentito rapidamente alla Russia di recuperare le proprie posizioni politiche e strategiche. Una corsa contro la fretta di Washington di fare qualcosa! Contemporaneamente, i cittadini del mondo intero assistono impotenti in diretta sugli schermi televisivi ad un attacco suicida di due aerei contro le Torri Gemelle a New York!!! Washington coglie l’occasione e lancia,  pressocchè all’indomani dell’11/9 un attacco contro l’Afghanistan,  poi contro l’Iraq per occuparli! Perchè? Che fosse la risposta al terrorismo, su questo il giudizio del mondo non è mai stato unanime, e le accuse americane contro l’Irak sono state smentite in merito a sue implicazioni nel terrorismo o il suo sviluppo di armi di distruzione di massa. Dunque cerchiamo le cause di quelle guerre.  Le troveremo nella disfatta d’Israele in Libano e nell’arrivo di Putin al potere, o nella convergenza tra Russia e Cina dopo le tensioni perdurate per decenni durante la Guerra Fredda? Oppure anche perché le nazioni dell’Europa centrale che andavano svincolandosi dall’influenza russa non avevano mostrato la tendenza, in tale contesto, a riprendere il dialogo con i loro antichi protettori? O ancora la risposta va cercata in una perdita      dell’influenza in America del Sud? E’ evidente che l’occupazione dell’Afghanistan e dell’Irak rappresentano un tassello strategico nel complesso dei movimenti e delle azioni americane nella regione, un tassello dalle amare conseguenze[15]. Certamente   molti dei principali obiettivi di tali azioni restano nell’ombra: conquistare vie di transito esistenti o potenziali da e verso la Cina (mercati e prodotti energetici), perseguirne l’accerchiamento e l’accerchiamento della Russia, dell’Iran e della Siria che sono i principali sostenitori e fornitori della resistenza libanese e palestinese.

Nel 2002, Washington, sigla un accordo con Recep Tayyip Erdogan e con Abdullah Gul, che si era rivoltato contro il suo antico maestro Necmettin Erbakan. I due fondano il « Partito della giustizia e dello sviluppo », il nuovo AKP, grazie al quale Abdullah Gul divenne il primo Primo ministro « islamista » in Turchia con la benedizione americana. Non è che la ripetizione dello scenario qatariota del 1996 o un colpo di stato bianco fondato su motivazioni dinastiche. E’ evidente la coincidenza che i due gruppi prendano il potere in Turchia e Qatar con le felicitazioni americane e che si richiamano entrambi ad una medesima corrente islamica detta dei « fratelli musulmani». La stessa di Hamas nella resistenza palestinese e la stessa dei futuri animatori delle primavere arabe dal Marocco allo Yémen ! Con l’emerge dell’AKP, Washington ha annunciato il progetto del gasdotto Nabucco per incamminare il gas dal Mar Caspio attraverso l’Iran, l’Azerbaïdjan, la Géorgia e la Turchia aggirando        accuratamente la Grecia, verso l’Europa e passando dai Balcani più a nord. La prima nota che disvela le implicazioni dello stato d’Israele nel progetto è il suo stesso nome. Nabucco è il nome di un’opera di Verdi che narra, secondo la propria visione, la storia della deportazione a Babilonia, in Iraq, degli abitanti di Gerusalemme da parte di Nabuccodonosor re di Babilonia dal 605 al 562 a.c. Appena un poco più tardi le forze americane hanno invaso l’Iraq! Uno studio che esplori le congruenze tra la semantica, il gas, i colpi di stato bianco, o di transizione, la resistenza all’occupazione in tutti gli stati del Medio-Oriente ivi compresa la Palestina e il ruolo di Israele sfiora la verità senza coglierla! Perchè Nabucco? Certo, Washington non ha certezza di accedere al gas dell’Asia centrale. E si trova egualmente nell’impossibilità di condurre una guerra contro l’Iran alla luce delle condizioni internazioneli attuali economiche e politiche. Non ha correttamente valutato le reazioni brutali di Mosca di fronte al lancio del gasdotto Nabucco. Analizzeremo più tardi la risposta russa al Nabucco. Washington sperava inizialmente di ottenere del gas dall’Egitto e dalla costa orientale del Mediterraneo. La divisione e la distruzione della Siria sarebbe uno stratagemma per definire ulteriormente, per ottenere senza sforzo e senza guerre il gas iraniano. Così Mosca non potrebbe più comprare gas aziro e si neutralizzerebbe l’influenza russa nel Mediterraneo in Europa e Asia centrale in una sola volta. E Washington avrebbe ottenuto il controllo del mondo per sempre!

Il gasdotto Nabucco trasporta il gas regionale in Turchia, pour esportarlo in Europa senza attraversare la Grecia. Questo progetto trasforma anche la Turchia in un paese ricco grazie ai profitti del transito.  Nabucco avrebbe dovuto avere 45 milliardi di metri cubi di velocità di trasporto, il 50% per gli azionisti ed il resto a disposizione per altri eventuali clienti! Circa il 10% del consumo europeo attuale [16] e il 37% della capacità del gasdotto russo « Nord Stream[17] » già operativo come « South Stream[18] » o piuttosto operativo a partire dal 2015. Dal lancio del Nabucco, Erdogan si è reso conto che l’accesso al gas dall’Asia centrale è impossibile a causa della Russia. Allora, è stato supervisore al Cairo dell’accordo Nabucco[19]. Hosni Moubarak non si è reso conto, all’epoca, che firmare l’accordo significava la sua defenestrazione dal potere!

L’accordo tra Erdogan, Abdullah Gul e gli Americani comportava diritti e doveri. Erdogan e Gul dovevano formare un partito richiamantesi ad una corrente islamista così da tenere le redini del potere di una Turchia laica. Essi avrebbero avuto diritto al sostegno americano e alla protezione, solo a condizione che le seguenti condizioni fossero realizzate:

1) Dividere l’Egitto in tre Stati, l’Iraq in tre Stati e la Siria in Quattro. Tutti mono-confessionali e mono- etnici!

2) Porre i nuovi Stati non-sunniti sotto l’influenza israeliana.

3) Aiutare gli Stati Uniti in Afghanistan, in Iraq e nei nuovi Stati che Washington intende costituire!

4) Permettere agli Stati Uniti di costrire un insieme di gasdotto posti sotto l’influenza di Washington.

Per contro partita i seguenti patti verrebbero onorati da Washington:

1) Porre I nuovi Stati sunniti sotto l’influenza turca.

2) Trasformare la Turchia in uno snodo mondiale del gas.

3) Non consentire il passaggio di gasdotti in Grecia, ed assicurare l’annessione di Cipro alla Turchia ed il suo ingresso nell’unione Europea, ai danni della Grecia.

Una variante alla disgregazione proposta per il Nuovo Medio Oriente.

E’ vero questo accordo segreto sembra (un coniglio) uscito dal cappello del Mago! Quali argomenti abbiamo a sostegno di queste ipotesi? Senza la pretesa di conoscere tutta la verità cerchiamo di analizzare apertamente ed oggettivamente nel modo più semplice! Il progetto del Nabucco indica chiaramente attraverso le sue tracce la messa fuori gioco della Grecia e della Serbia. Il suo nome appare rivelatore di un ruolo specifico di Israele. A che livello? La disgregazione del Medio Oriente in piccoli Stati non è più un mistero. L’esempio del Sudan e le forti implicazioni statunitensi nella sua divisione secondo una linea confessionale sono più che palesi! I conflitti sanguinari tra i Libici ed il rischio di una scissione su base etnica immediatamente dopo uno scenario di « primavera araba » ed in seguito all’intervento americano lo è altrettanto! E nella regione?  L’Iraq, nonostante nove anni di occupazione e la caduta del Governo guidato da Saddam Hussein, nessuna democrazia degna di tal nome, non ha calato le braghe del tutto! Bush figlio non ha cessato di calpestare tutti i tetti con la sua esemplare democrazia che si va insediando in Iraq e che si propagherà nell’intera regione.  Può essere dimenticata la nozione tanto cara a Bush figlio: Il Nuovo o Grande Medio Oriente? Cos’è esattamente questo progetto, qualcosa di circoscritto alla regione o espressione della strategia esposta da Zbigniew Brzezinski nella sua opera « Il grande scacchiere » dove si prefigurava una strategia che mira al cuore dell’Eurasia con la trasformazione dell’Europa centrale in periferia e zona di transito verso il nuovo Medio Oriente?

Il 28 gennaio 2004 Bush, alla presenza del Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan, durante una riunione alla Casa Bianca espone gli aspetti principali del nuovo progetto americano di « Grande Medio-Oriente ». E’ così che si esprime un giornale turco[20] dieci giorni dopo l’incontro in questione «Il progetto, secondo il Presidente americano fa della Turchia la sua colonna vertebrale.  Washington desidera che essa svolga un ruolo essenziale in questo progetto, promuovendo il proprio modello democratico e la sua « moderazione » religiosa nella regione»! Cioè a dire promuovere la corrente detta « fratelli musulmani », che nove anni più tardi inventano ciò che viene chiamato « primavere arabe ». Una primavera finalmente rigettata in massa dale popolazioni, poichè questi « fratelli » non sono affatto così moderati come Bush pretendeva!

La disgregazione del Medio Oriente è menzionata da Pierre Hillard[21], nel suo articolo dal titolo «Il Nuovo Ordine mondiale all’assalto dell’Islam», apparso il 18 marzo 2011. Come afferma « Bernard Lewis[22][…] autore dell’espressione « Choc delle civiltà » ripresa con successo da Samuel Huntington. Per lui si tratta di balcanizzare il mondo musulmano come è stato fatto in Yugoslavia e in URSS per creare dei mini Stati più facili da controllare. Un modello di ristrutturazione chiamato « Americana: Arch Enemies, soit, arc de crise » fu presentato nella rivista « Time[23] » del 15 gennaio  1979 ». Israele in tutto questo processo ha proposto un prorpio modello di disintegrazione del Nuovo Medio Oriente? Fin nel primo Congresso sionista riunitosi a   Bâle in Svizzera dal 29 al 31 agosto del 1897, si trova uno studio strategico pressocchè parallelo ai lavori di Bernard Lewis, e che pare tendere ai medesimi risultati. Questo dodumento è apparso nel febbraio 1982 nella rivista Kivunim, pubblicazione della « World Zionist Organization », per la penna di Oded Yinon, intitolato «una strategia per Israele negli anni Novanta [24] », ribattezzato « Clean Break[25] » dopo l’11/9.

Sono solo coincidenze? Non c’è dubbio che I piani previsti negli anni 80-90 sono tristemente tramontati. Ciò essenzialmente a causa della resistenza libanese, palestinese e d iraniana ed al sostegno siriano ed iraniano dunqua alla volontà dei popoli del Machrik, al loro attaccamento alla propria terra e sovranità malgrado le immense perdite. Il campo avverso ha ugualmente perso in termini umani, economici e strategici!

Il gas Serin:

Pare che taluni dirigenti occidentali, incoraggiati forse da grosso portafoglio di certi Emiri, sotto la minaccia imminente di perdere il loro trono, ad immagine del qatariota il 25/06/2013[26], vogliano assolutamente far crollare il Governo siriano per poter    vendere questo gas « naturale », tanto bramato! Anche al prezzo di manipolazioni fatte sulla base di altro gas! Recentemente strane notizie sono circulate menzionanti la cattura, in Turchia [27] di una banda criminale trovata in possesso di 2kg di gas  «nervino », un pericoloso gas « neurotossico », poi la cattura di un’altra banda che lo fabbricava in Iraq [28] ? Ora questi mercenary è di tutta evidenza non siano che Jabhat Al Nosra, iniziatori dell’insurrezione in Siria, e questo gas « sarin » era destinato alla Siria!

Allora perchè taluni ministri degli affari esteri perseverano, contro corrente ed in particolare contro gli esperti delle Nazioni Unite [29], ad accusare il Governo siriano di utilizzare questi gas tossici contro il suo popolo? Ciò malgrado il rifiuto da parte del Consiglio di sicurezza di assumersi le proprie responsabilità inviando secondo la richiesta avanzata da uno Stato membro (la Siria), un’équipe specializzata per investigare sull’utilizzo di gas neurotossici da parte dell’opposizione siriana armata a Khan Al-Assal e ad  Aleppo[30]. Rifiuto perpetrato grazie alla volontà di quegli stessi Ministri degli esteri ad investigare ovunque in Siria! Noi cittadini non abbiamo forse diritto a qualche spiegazione!?

Quali giustificazioni avanzano i responsabili dei paesi NATO di fronte alla faciloneria e sabbia agli occhi delle esternazioni di Jabhat Al Nosra: dal gas Serin fino all’uccisione per cannibalismo di bambini!? Perché accusano il Governo siriano, il quale subisce queste efferatezze insieme al suo popolo? Perchè considerano insopportabile che l’esercito siriano difenda il suo popolo dale efferatezze di questi terroristi? Sì, terroristi, per loro stessa ammissione! Perchè, diversamente da altre opposizioni armate, Jabhat Al Nosra e le sue diramazioni non è che un’accozzaglia di mercenari, estremisti trafficanti. La manipolazione è più che evidente[31], e non servono spiegazioni[32]!

Nell’ultima relazione, Philip Coyle ricercatore principale presso il Centro di controllo per la non proliferazione degli armamenti a Washington, ha preso le distanze dalle accuse sull’uso di gas tossici. In assenza di « prove pubbliche evidenti dell’uso di gas Serin da parte del regime di Bashar, è difficile da parte degli esperti valutare la validità delle dichiarazioni dell’amministrazione », ha aggiunto « ciò cui assistiamo non pare somigliare ad un attacco al Serin!»

Conclusioni:

Tutto ciò sembra avere un nesso diretto con l’asse Europa – Eurasia – Asia dove si sviluppano dei processi che rimettono in causa l’ordine mondiale tale quale pare instaurarsi dopo la caduta del blocco sovietico. L’analisi fin qui presentata è ben lungi    dall’essere esaustiva. Occorrerebbe studiare in modo particolare ogni paese toccata dal vento delle « primavere arabe » e ciò che essi significano nelle regioni dove le superpotenze, analizzandone aspetti sociologici, economici, geografici, politici, strumentali e tecnologici e nel contempo il loro rapporto qualitativo e quantitativo con l’energia: produzione, consumo ed aquisizione… La crisi!

Di fronte a questa crisi cardiaca terrestre che fare? Di solito una crisi cardiaca viene trattata da specialisti, con metodi scientificamente approvati e sperimentati,  previo un protocollo clinico di osservazioni e sperimentazioni rigorose. Nel nostro caso, servirebbe esplorare bene tutte le arterie principali e secondarie, tutti i passaggi tra fonti di irrorazione principali, identificare i passaggi occlusi o difettosi. Quando un canale diventa impossibile, occorre proporne uno alternativo studiando l’opportunità di trapiantare una nuova arteria evitando un’eventuale reazione di  rigetto. Quando un passaggio è impervio diventa necessario identificare le cause del difetto, trovare meccanismi di riparazione e adattamento a livello sociologico, evolutivo, politico, geografico…

E’ ormai evidente che molti rimedi sotto le mani degli strateghi americani sono del tutto sterili e inefficaci. Ne è prova il blocco se non il fallimento mondiale nel trattare la crisi siriana, la crisi palestinese ed altre crisi che si asono succedute in Eurasia, in Europa centrale e in Medio Oriente dove il ritardo[33]insormontabile se non l’incapacità[34]degli USA nel terminare la costruzione del gasdotto Nabucco. Perché? A nostro avviso perchè i rimedi e le cure utilizzate sono inadeguati. Essi conducono in un sol colpo ad una trombosi venosa: del’Occidente. Non sono forse maturi i tempi per guardare all’Europa centrale ed orientale con un duplice sguardo, da un lato rivolto ad occidente e dall’altro ad oriente? In caso contrario ciò che riusciranno a perseguire, anche con metodi brutali, i decisori del mondo inviando flotte di soldati armati fino ai denti sarà la moltiplicazione delle crisi economiche[35]intimamente associate[36] e da esse derivanti!!!

Fonte : Investig’Action – michelcollon.info

Bibliografia e Note:

[1] Il « Machrik », e non il « Machrek » nel vocabolario arabo è la migliore nozione di « Medio Oriente »

[2] Nabucco (Gasdotto) – Wikipedia – http://fr.wikipedia.org/wiki/Nabucco_(gazoduc)

[3]مجموعة مقالات للكاتب كفاح نصر نشرت منذ 2011 على موقع جهينة نيوز
http://www.jpnews-sy.com/ar/cats.php?subcat=76

[4] Summit del G7 1992 – Wikipedia
http://fr.wikipedia.org/wiki/Sommet_du_G7_1992

[5]Wikipedia اتفاقية كيوتو –
http://ar.wikipedia.org/wiki/%D8%A7…

[6] Consumo mondiale di gas naturale – planetoscope
http://www.planetoscope.com/Source-d-energie/1230-consommation-mondiale-de-gaz-naturel.html
«Circa ¼ del gas consumato in Europa proviene dalla Russia ed è assicurato da un unico fornitore, Gazprom. »

[7]أنابيب الغاز : الوجه الآخر للصراع على سورية – ناجي س. البستلني – 10.10.2012 – الإلكترونية اللبنانية
http://www.elnashra.com/news/show/533846/
 يقول “أنّ سوريا رفضت مرور خط غاز قطر الذي يحمل الغاز الإسرائيلي والمصري إلى تركيا، لوصله بأنبوب نابوكو”

[8] Arabian business البحرين تجري محادثات لشراء الغاز المسال من جازبروم – 7 مارس 2012 –
http://arabic.arabianbusiness.com/business/energy/2012/mar/7/69839/#.UcLaGucqyFQ
« يذكر ان محادثات استيراد الغاز من قطر متوقفة بطلب من السلطات القطرية منذ 2006 وتعد قطر أكبر منتج للغاز المسال في العالم بطاقة انتاجية تبلغ 77 مليون طن سنويا »

[9] Arabian business شركة قلهات للغاز العمانية تشتري 10% من “سينبوكو” اليابانية – 16 نوفمبر 2009 –
http://arabic.arabianbusiness.com/business/energy/2009/nov/16/31464/ – .UcLfLucqyFQhttp://arabic.arabianbusiness.com/b…
”وخلال السنة المالية 2009 قامت الشركة بشراء 0.86 مليون طن من الغاز الطبيعي المسال من السلطنة، و7.41 مليون طن من الغاز الطبيعي المسال من استراليا، و1.37 مليون طن من بروناي، و0.76 مليون طن من إندونيسيا، و2.62 مليون طن من ماليزيا، و0.8 مليون طن من قطر.” أي العشر من قطر وعمان والباقي من بعيد

[10]United States Central Command – Wikipedia
http://fr.wikipedia.org/wiki/United_States_Central_Command
« Diversamente da altri Unified Combatant Command, Il Quartier Generale CENTCOM non si colloca nella sua area operativa ma bensì a MacDill Air Force Base, a TampaFlorida, anche se un Quartier Generale ospitanet fino a 10.000 persone si trova dal  2003 presso la base aerea di Al Udeid in Qatar. »

[11]بيان(باللغة العربية) للجنرال الأمريكي ديفيد بتريوس، قائد القيادة المركزية الأمريكية، أمام لجنة القوات المسلحة في مجلس الشيوخ بخصوص المراجعة الإستراتيجية حول أفغانستان وباكستان وموقف القيادة الوسطى الأمريكية – 1 نيسان/أبريل 2009 – الموقع الرسمي للقيادة الوسطى الأمريكية
http://www.centcom.mil/ar/qatar/http://www.centcom.mil/ar/qatar/
يقول “ إن كافة هذه الجهود التعاونية ممكنة بسبب التسهيلات التي تقدمها القواعد والموانئ البحرية والموانئ في البحرين والكويت وقطر ودولة الإمارات المتحدة وغيرها من الدول للقوات الأمريكية”

[12] http://fr.wikipedia.org/wiki/Gazprom

« Nel 1989 in piena fase di riforme economiche strutturali, questo ministero fu trasformato in compagnia di Stato (государственный концерн) « Gazprom », divenuta Società per azioni statale (РАО) nel 1993. Il futuro Capo del Governo russo  Viktor Tchernomyrdine fu nominato alla direzione di  Gazprom dal 1989 al 1992. »

[13]Riserve considerevoli, il più grande giacimento per il futuro del gas
http://www.total.com/fr/dossiers/ga…

[14] Espressione in arabo designante la disfatta militare del  1967 : النكسة

[15] Joseph E. Stiglitz et Linda J. Bilmes, « Una guerra da 3000 milliardi di dollari », éd. Fayard.

[16]Consumo mondiale di gas – planetoscope
http://www.planetoscope.com/Source-d-energie/1230-consommation-mondiale-de-gaz-naturel.html
« L’Europa del gas raggruppa 25 paesi che consumano 471Gm3 »

[17] Nord Stream – Wikipedia – http://fr.wikipedia.org/wiki/North_Stream

[18] South Stream – Wikipedia – http://fr.wikipedia.org/wiki/South_Stream

[19]4 دول أوروبية توقع اتفاق خط أنابيب « نابوكو » لنقل الغاز- 14 يونيو 2009 – أنقرة – الشرق الأوسط – على طالب
http://www.aawsat.com/details.asp?i…;;article=527418#.UcNJLecqyFQ
« وقال وزير البترول المصري سامح فهمي خلال اجتماع للاتحاد الأوروبي والزعماء الإقليميين في تركيا من أجل التوقيع على اتفاقيات مشروع « نابوكو » إن خط أنابيب الغاز العربي المزمع من شأنه أن يكون مصدرا محتملا لإمداد « نابوكو » بالغاز. »

[20]تسريب أميركي لمشروع “الشرق الأوسط الكبير” – فهمي الهويدي – 4 فبراير 2004 – الشرق الأوسط
[21] http://www.mondialisation.ca/le-nou…

[22] My bet against it : No Kurdish state in the next 4 years – 27 June 2012 – Olaf Simons – Positivists
 http://positivists.org/blog/archive…
« With Bernard Lewis and the plan he sketched in the late 1970s, the entire Middle Eastern map rearranged under borders that pay more respect to the ethnic and religious division lines  »

[23] http://www.time.com/time/magazine/a…,9171,919991,00.html

[24] http://cosmos.ucc.ie/cs1064/jabowen…
– si veda anche « THE ISRAELI TERRORISM FILE, A Moral Corruption », by MOSHE SHARETT, LIVIA ROKACH, NOAM CHOMSKY, ISRAEL SHAHAK, ODED YINON, RONALD BLEIER &…, editor GGB REPRINTS, 2003, page 24 (en français) & page 32 (in English).
Yinon suggerisce che « the Arab States should be destroyed from within by exploiting their internal religious and ethnic tensions : “Lebanon’s total dissolution into five provinces serves as a precedent for the entire Arab world including Egypt, Syria, Iraq, and the Arabian Peninsula and is already following that track. The dissolution of Syria and Iraq later on into ethnically or religiously unique areas such as in Lebanon, is Israel’s primary target on the Eastern front in the long run, while the dissolution of the military power of those states serves as the primary short term target. Syria will fall apart, in accor-dance with its ethnic and religious structure, into several states such as in present day Lebanon  »
– nell’articolo del 17-02-2013, apparso su AFRIQUE REDACTION, sotto il titolo « L’éclatement du monde arabe : Un plan sioniste contre le monde arabe », il redattore capo ROGER BONGOS dice « Noi evochiamo il testo di Oded Yinon, estratto dalla rivista Confluences méditerranée (n°61, printemps 2007) sotto il titolo  « Une stratégie persévérante de dislocation du monde arabe », anch’esso dedicato al riassetto ggenralizzato dell’insieme geografico. L’autore si richiama platealmente nel 1982 alla suddivisione in tre zone dell Iraq (sciiti, sunniti e curdi) e ad una balcanizzazione completa del Libano, Sudan, Egitto, Libia della penisola arabica ecc. Secondo alcuni “ingenui” è impossibile che un « semplice » giornalista israeliano possa aver elaborato un piano simile. Se ne deduce che Oded Yinon era collegato al ministero Affari Esteri dello Stato ebraico. E’ una coincidenza che il suo programma somigli straordinariamente all’assetto del mondo arabo dopo il 2011»!

[25]http://www.informationclearinghouse.info/article1438.htm
 A New Israeli Strategy Toward 2000 : « Israel’s new strategic agenda can shape the regional environment in ways that grant Israel the room to refocus its energies back to where they are most needed : to rejuvenate its national idea, which can only come through replacing Israel’s socialist foundations with a more sound footing ; and to overcome its “exhaustion”, which threatens the survival of the nation » !

[26] WordPress, du 14/06/2013, WASHINGTON POUSSE L’ÉMIR DE QATAR À CÉDER SON TRÔNE
http://avicennesy.wordpress.com/2013/06/14/washington-pousse-lemir-de-qatar-a-ceder-son-trone/

[27] Journal Zaman, un quotidiano filo-governativo turco. Dal 30/05/2013,
La polizia turca ha trovato gas sarin presso i terroristi  d’Al Nosra: Bahar Kimyongür
La traduzione: http://lucien-pons.over-blog.com/article-la-police-turque-a-trouve-du-gaz-sarin-chez-les-terroristes-d-al-nosra-118198015.html
« Ieri mattina all’alba, la Direction générale de la Sécurité (Emniyet Genel Müdürlügü) ha condotto un’operazione ad Adana, nel Sud della Turchia, contro cellule dell’organizzazione terroristica Jabhat Al Nosra, iniziatori dell’insurrezione in Sirie. Dopo aver sventato molteplici attentati, le unità antiterrorismo della polizia turca hanno effettuato perquisizioni in dodici differenti abitazioni e proceduto al controllo di routine di versi punti di accesso alla città. La polizia turca ha scovato 2 kg di gas sarin! »
La fonte: http://www.zaman.com.tr/gundem_adan…

[28] Le Monde.fr, du 01/06/2013, Iraq: smantellamento di una cellula di Al-Qaïda che fabbrica armi chimiche.
http://www.lemonde.fr/proche-orient…

[29] « I ribelli hanno utilizzato armi chimiche e fatto uso di gas », ha dichiarato Del Ponte il 05/05/2013 !
http://www.lemonde.fr/proche-orient/article/2013/05/06/les-rebelles-syriens-ont-utilise-du-gaz-sarin-selon-carla-del-ponte_3171289_3218.html.

[30] nella medesima fonte il 05/06/2013, Benji, Siria.Laurent Fabius mente sull’utilizzo di gas sarin
http://lesmoutonsenrages.fr/2013/06/05/syrie-laurent-fabius-confirme-lutilisation-de-gaz-sarin/

[31] – Agoravox, du 02/05/2013, Professeur Chems Eddine Chitour, « SARIN, La nouvelle ADM du pauvre : Un remake de l’invasion de l’Irak ? »
http://www.agoravox.fr/tribune-libre/article/sarin-la-nouvelle-adm-du-pauvre-un-135222

– Ensemble pour la France, 10/06/2013, Alain Corvez, Un complotto contro la Siria,
Chalon, un consiglio strategico sulla questione siriana
http://mpf75.blogspot.fr/2013/06/un-complot-contre-la-syrie-chalon-un.html

– Egalite et Reconciliation, 24/06/2013, “La crisi siriana non è una guerra civile tra siriani”,
Intervento del colonello Alain Corvez al colloquio sulla Syria del 19 giugno l’Assemblée nationale :
http://www.egaliteetreconciliation.fr/La-crise-syrienne-n-est-pas-une-guerre-civile-entre-Syriens-18759.html

– Allain Jules, du 20/06/2013, SYRIE. “Envoyé Spécial”, il giornale “Le Monde”, et leurs rebelles plus forts que le gaz sarin
http://allainjules.com/2013/06/20/syrie-envoye-special-le-journal-le-monde-et-leurs-rebelles-plus-forts-que-la-gaz-sarin/

– Comite Valmy, du 19/06/2013, Jean Geronimo, La Siria e la guerra dell’informazione. La sindrome irachena.
Vladimir Putin « E’ inaccettabile che lo scenario libico si ripeta in Siria».
http://www.comite-valmy.org/spip.php?article3590

[32]– Mcclatchydc, du 14/06/2013, by Matthew Schofield | McClatchy Washington Bureau, Chemical weapons experts still skeptical about U.S. claim that Syria used sarin
http://www.mcclatchydc.com/2013/06/14/194016/chemical-weapons-experts-still.html#.Ucwu6jsqyFR#storylink=cpy

– Palestine-solidarite.org, du 28 mai 2013, Badia Benjelloun, Décryptage opération arme chimique du Monde par un médecin spécialiste. http://www.palestine-solidarite.org/analyses.Badia_Benjelloun.280513.htm

http://www.alwatan.sy/view.aspx?id=748http://www.alwatan.sy/view.aspx?id=748

[35] Joseph E. Stiglitz et Linda J. Bilmes, « Une guerra da 3000 milliardi di dollari », éd. Fayard.
Egli afferma: « Basti dire che abbiamo fatto una guerra per assicurarci petrolio a buon mercato e abbiamo tristemente fallito.Le compagnie petrolifere sono le uniche beneficiarie di questa guerrra, ma l’economia americana nel suo complesso ha pagato un prezzo altissimo».

[36] Guerra del gas e del petrolio. Sue motivazioni economiche – Planète Révelation – 11.05.2012:
http://www.planete-revelations.com/t10817-guerre-du-gaz-et-du-petrole-sous-fond-economique

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