Zeidan e gli altri «bugiardi di guerra» che nessuno ricorda

di Marinella Correggia | da http://www.sibialiria.org

Pochi sanno cosa fece nel 2011 Ali Zeidan, il primo ministro libico «vittima» di un sequestro lampo nei giorni scorsi. I media e i loro giornalisti, ma anche le Organizzazioni non governative e le commissioni Onu, adesso riconoscono che la Libia è allo sfascio e tutto – anche il prezioso petrolio –  è in mano a bande armate e islamisti. Ma non rievocano il periodo che precedette la guerra Nato, conclusasi due anni fa dopo sette mesi di bombe.

Come mai la memoria è occultata? Perché tutti questi soggetti dovrebbero ammettere di aver detto o comunque diffuso le menzogne che, per mezzo della guerra Nato, sono la causa del caos violento di oggi.

Scrivono e dicono i media che il premier è stato sequestrato da «uno dei tanti gruppi che esercitano il potere nel paese, diviso fra sfere di influenza di diverse formazioni di ex ribelli e da rivalità per il controllo del monopolio della forza fra ministero dell’Interno e quello della Difesa». E spiegano il sequestro come una ritorsione – istigata da siti estremisti – per la cattura a Tripoli, compiuta dalle forze statunitensi, del sospetto affiliato di al Qaeda Abu Anas al Liby considerato fra gli ideatori degli attacchi ad ambasciate Usa nel lontano 1998.

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