A Slaviansk è in corso il genocidio della popolazione civile

Ecco i racconti dei testimoni

“Sergio questo (racconto) è di un’amica… Lei ha visto di persona… Le truppe ucraine sono arrivate in città. Loro sanno chi erano i partigiani. Hanno preso una donna e un uomo, li hanno legati per i piedi a un blindato e li hanno trascinati ancora vivi attorno alla piazza, poi hanno preso i corpi sfigurati e insanguinati, li hanno caricati su una macchina e li hanno portati via. Poi Ludmilla (non si capisce bene, ndr) sono entrati in un appartamento, hanno preso un bambino di sei anni e l’hanno portato in piazza, l’hanno legato a un’insegna pubblicitaria e là è rimasto fino a che non hanno portato il padre-partigiano, quando è arrivato il padre lo hanno fucilato di fronte a tutti questo ha visto Egor con sua figlia, la bambina ha avuto uno stress tale che è diventata balbuziente, parla male, ha dodici anni. Igor in un secondo ha preso la figlia e la moglie ed è fuggito a Belgorod. Ma niente, l’importante non l’ho detto. Loro fanno la pulizia così (…) Vanno nelle case, negli appartamenti, vanno in giro con i cani. fucilano tutti gli uomini fino a trent’anni, senza tribunale, senza indagine. Senza chiacchiere, senza fare domande, senza interrogatori sull’Ucraina, sulla Novorossija questo a loro non importa… Semplicemente li fucilano davanti ai parenti. Igor mi dice che sono squadre di punizione e io piango e lui piange nel telefono. Lui è in stato di choc . Questo è successo ieri e l’altro ieri. A quanto pare i bombardamenti sono una cosa più umana di quanto sta accadendo adesso a Slaviansk. I cadaveri giacciono nelle strade e nelle case e negli appartamenti. Non li conta nessuno, nessuno registra, nessuno li raccoglie”

Con preghiera di diffondere quanto più possibile. Una preghiera in più per coloro che parlano altre lingue. Traducete dove potete questo testo per i paesi di cui conoscete la lingua.
8 luglio 2014
Ivan Prozenko.

Annunci