Comunicato del Comitato Contro la Guerra – Milano (4 settembre 2014)

Collegandoci al comunicato del 27 luglio 2014, diciamo alcune cose. Dopo la giornata del 26 luglio sappiamo che ci sono stati altri momenti in cui a Milano si è manifestata la gazzarra all’interno della quale si poteva trovare qualche sostenitore dei cosiddetti “Liberi Ribelli” siriani. Allo stesso tempo vi erano sostenitori della Resistenza Palestinese. Se ciò non bastasse, è consegnata agli annali la presenza di coloro che mostravano le insegne dei Fratelli Musulmani così come quella di quanti erano lì, nella gazzarra, per i Giovani Musulmani d’Italia. Una cosa inaccettabile ma rivelatrice del tempo in cui vive una sinistra che, lungi dall’avere una analisi scientifica, si mostra cacofonica in modo permanente; ad essa non può andare il nostro consenso. Non pretendiamo, dicendolo, che qualcuno si stracci le vesti, meglio sarebbe si incamminasse davvero sulla via di Damasco. Dopo aver detto quello che pensiamo circa l’accrocchio di portatori di concezioni e idee così diverse tra loro, ci sentiamo di sottolineare che quanti ospitano nei loro siti tesi abnormi per la sinistra, come quelle che abbiamo potuto leggere, fungendo da “spazio che ospita un dibattito”, ad esempio sulla Siria, sconfinano nel terreno dell’ambiguità più paludosa.

Sulla nostra amica Marinella Correggia pensiamo di non dover spendere troppe parole: brava.

Purtroppo troviamo insostenibile questa leggerezza che a detta di molti, i quali stanno prendendone coscienza, è irresponsabile e improduttiva. Per questo, piaccia o no, ci riproponiamo di portare le idee a confronto. Abbiamo detto con il comunicato del 27 luglio che lo avremmo fatto, confermiamo oggi di essere pronti per farlo: si parli delle questioni e, per chiunque avesse intenzione di sottrarsi al confronto, si sappia che non c’è altra strada. Ci rivolgiamo al “campo palestinese” di Milano e abbiamo già in mente alcune realtà alle quali comunicheremo questa necessità. Non tanto nostra, ma della città che non può essere avvilita in un campo confusionario.

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