Pandora TV News 3 settembre 2014 – Il nemico immaginario

1.
Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha dovuto smentire dopo poche ore la notizia da lui stesso diffusa questa mattina di un cessate il fuoco concordato con Putin. Dal Cremlino gli hanno fatto notare che la Russia non è direttamente coinvolta nel conflitto. Quindi non può concordare un cessate il fuoco.
L’evento è l’ultimo in ordine di tempo di una serie di mosse goffe e sconclusionate, le cui drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
L’est dell’Ucraina raso al suolo, un milione di sfollati, migliaia di civili uccisi, per non parlare delle 300 vittime innocenti del volo MH17 (sulle quali è calato il silenzio).
E poi le ricadute sull’economia dell’Unione europea, in acclarata recessione. Francia e Germania hanno già perso il 12% nelle vendite di automobili in Russia. Ed è solo l’inizio.

2.
Tuona Lady Pesc (alias Federica Mogherini). Avverte Mosca di tenere conto delle sanzioni “prima che arrivino a incidere in modo pesante sulla vita quotidiana dei cittadini”.
Ignora, la Mogherini, che le sanzioni Russe stanno costando all’agroalimentare italiano più di un milione di euro al giorno (400 milioni l’anno?). Sono già centinaia i licenziati in un settore agonizzante. Allarme di Confindustria: vanificati decenni di investimenti in Russia. Con la prospettiva concreta che la sindrome ucraina si abbatta anche sul comparto della meccanica, dell’abbigliamento e del turismo.

3.
L’Italia ha inviato 90 paracadutisti della Folgore in Estonia. Si uniranno a una forza NATO in grado di reagire in 48 ore a un’aggressione esterna.
Un esercito dell’alleanza atlantica senza precedenti composto da 1000 no 4000 (New York Times) secondo altri 10.000 soldati, creato per far fronte alla crisi Ucraina.
Ma l’Ucraina:
a) non è membro della NATO;
b) non ha subito aggressioni esterne.

4.
Il punto a) è incontrovertibile. Della presunta invasione russa non c’è traccia nei dettagliati resoconti degli osservatori OSCE in Ucraina, disseminati sulla frontiera con la Russia. Persino il New York Times (del 2 settembre 2014) ha dovuto ammettere che “non è stato possibile verificare direttamente” le notizie relative a una invasione russa. Si continua, da mesi, a insistere sulla presenza di fino a quattromila volontari russi in Ucraina, in regioni in prevalenza abitate da… russi.

5.
Una potenza militare come la Russia non avrebbe mai invaso un paese nemico con qualche migliaio di uomini. Pensarlo (e scriverlo) è ridicolo. Serve un numero maggiore di ultras in una curva per sperare di riuscire in una invasione di campo durante una partita di calcio. Alè!

6.
La verità è che Kiev ha perso la guerra (che all’inizio chiamava “operazione antiterrorismo”). Evidentemente gli oligarchi, Igor Kolomoiski in testa, hanno smesso di finanziare i mercenari che hanno condotto l’operazione di pulizia etnica nell’est del Paese in vece e per conto di un esercito Ucraino mal equipaggiato, demotivato e incline alla diserzione in massa.

7.
Kiev ha perso. Non serve per capirlo il presunto documento segreto della Nato pubblicato online da Der Spiegel. Report top secret che rende nota, tra l’altro, la notevole superiorità dell’esercito russo (ma vah! n.d.r), molto più forte e meglio equipaggiato di quello ucraino (con il sottinteso che la Russia starebbe combattendo in Ucraina, dove avrebbe effettuato anche raid aerei). Un vero scoop, ovviamente subito ripreso dalla stampa italiana, che da solo dimostra come il “documento segreto” sia una emerita patacca.

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