La Responsabilità

Da tempo siamo di fronte alle immagini di guerra, quella visibile e quella tenuta nascosta, da tempo stiamo vedendo l’esodo, a cui spesso si dà il termine di “emergenza”, diretto verso le nazioni europee..
Veniamo martellati da spot promozionali per donazioni di pochi euro al mese per la fame di bimbi che stanno in Africa, così come per quelli che perdono la vista o soffrono di altre gravi patologie, legate alla mancanza di acqua potabile…E ci dicono: potrebbe morire!
I loro Paesi soffrono per causa della guerra economico-finanziaria così come a causa dei conflitti provocati dall’occidente in Africa, Medio Oriente, e ancora in altre zone geopoliticamente rilevanti come l’Afghanistan.
Vediamo le immagini di migranti che in massa cercano rifugio, durante il loro cammino, nelle stazioni ungheresi così come ai bordi dell’entrata nell’Eurotunnel della Manica, immagini di donne e bambini.
Eravamo a denunciare, con i nostri présidi davanti al Consolato USA, dinnanzi alle aviolinee del Qatar e dell’Arabia la politica di aggressione contro la Siria, e per il Donbass ci siamo recati al Consolato Ucraino nel Maggio 2014, per dire tutta la nostra avversione contro l’espansionismo USA-NATO, rivolto in questo caso all’accerchiamento della Russia.
In questi anni abbiamo lavorato, con continue iniziative, sapendo che gli effetti dell’imperialismo occidentale si sarebbero manifestati tragicamente…
Oggi essi sono nel dibattito politico, e le spinte generate da questa politica di aggressione e di rapina sotto i nostri occhi.
Ci siamo presi la responsabilità di parlare di Yugoslavia, Iraq, Libia, Siria, Donbass, mobilitando le menti più aperte, fervide e lungimiranti, coloro che hanno saputo prevedere cosa sarebbe accaduto in seguito…e non è finita.
Ma dove erano quelli che oggi si inteneriscono, si dicono addolorati e indignati, invocano un trattamento “umanitario” per coloro che sono stati indotti a fuggire dal loro luogo di origine, per raggiungere Paesi lontani in cerca di asilo?
Dobbiamo fare in modo che arrivi il giorno in cui una signora Pinotti non possa più ipocritamente manifestare la sua tristezza, per le immagini del bimbo morto rinvenuto sulla battigia in Turchia.
Noi ci siamo e ci saremo…
Lo diciamo sapendo che non sarà facile, ed anzi, sarà piuttosto faticoso.
Saper fare analisi e spingere in avanti, fuori da questa distopia micidiale quanto opprimente, è il compito che quest’epoca ci consegna, e sarebbe il compito dei molti che a parole si indignano ma non contribuiscono a questa lotta comune.

Luigi Tranquillino per il Comitato contro la Guerra – Milano

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