La Knesset discute il disegno di legge sulla promozione dello Stato curdo

bandiere curda e israeliana

Un curdo con la bandiera israeliana e quella curda durante la manifestazione in sostegno del referendum sulla secessione a Erbil, in Iraq, il 16 settembre 2017. (Photo by Reuters)

Si ha notizia che il parlamento israeliano (Knesset) si stia occupando di un progetto di legge che esplori i modi attraverso i quali il governo di Tel Aviv possa aiutare i curdi a stabilire uno Stato indipendente che gli sia amico, all’interno di Siria, Iraq e Turchia, dove i sentimenti anti-israeliani sono forti.

La radio israeliana ufficiale ha riferito lunedì che la proposta è stata presentata alla legislatura da due partiti di destra, Likud e Yisrael Beiteinu.

La radio ha anche citato il deputato Yoav Kish, il quale ha detto che, alla luce dei recenti sviluppi regionali, riconoscere uno Stato curdo indipendente che sostenga il regime di Tel Aviv sarebbe nell’interesse di Israele.

“Esistono minoranze curde in Turchia, Siria ed Iraq. Tutti Paesi ostili ad Israele, a questi certamente occorre aggiungere l’Iran, che ha influenza sulla regione. Questo è il motivo per cui è necessario aiutare i curdi e condurre un processo che alla fine porti alla creazione di uno Stato curdo indipendente amico di Israele”, ha affermato.

“C’è una ragione per cui Israele è stato il primo a congratularsi pubblicamente per le mosse verso l’indipendenza dei curdi nel nord dell’Iraq”, ha aggiunto Kish.

Il Kurdistan ha tenuto un referendum sulla secessione dall’Iraq nel settembre 2017, sfidando le forti critiche di tutta la comunità internazionale, in particolare dei vicini dell’Iraq, Iran e Turchia.

Lo stato d’Israele è stato l’unico a riconoscere il plebiscito curdo.

In vista del voto, l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu affermava che Tel Aviv avrebbe sostenuto “gli sforzi legittimi del popolo curdo per raggiungere uno Stato tutto suo”.

Stando alle notizie, Israele è stato il principale acquirente di petrolio greggio proveniente dal Kurdistan iracheno nel 2017. Anche le società israeliane hanno effettuato investimenti nella regione semi-autonoma, in particolare nei campi dell’energia, delle costruzioni, delle telecomunicazioni e della sicurezza.

22 maggio 2018, Press TV (http://www.presstv.com/Detail/2018/05/22/562534/Israel-Kurd-independence)

Traduzione a cura del CCLGM

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Elezioni Venezuela: il saluto del Comitato Contro la Guerra Milano

Mvd1218112Sono diverse le feroci dittature che affamano e massacrano i propri popoli. I primi della lista sono il dittatore Nicolas Maduro Moros, successore del ben peggiore Hugo Chavez Frias e il dittatore Bashar Al-Assad. E’ “bizzarro”, che altri popoli ancora, affamati e massacrati dai propri aguzzini, si ostinino a non voler seguire i consigli del Paese più democratico al mondo e rifiutino persino decine di migliaia di bravi jihadisti istruiti e armati di tanta buona volontà dai nostri amici della NATO, dai nostri Paesi fratelli del Golfo, come le secolari democrazie Saudite e del Qatar, o dall’affidabile Turchia di Erdogan. Questi strani siriani, non vedono neppure di buon occhio la solidarietà dei sionisti verso i cosiddetti “Liberi Ribelli” del FSA (Free Syrian Army) o delle FDS (Forze Democratiche Siriane) che piacciono tanto alla nostra “sinistra rivoluzionaria”, Israele che li cura e accudisce sulle alture del Golan siriano occupato.

 

E che dire di questi venezuelani che rifiutano l’amicizia che Washington gli sta offrendo dal 1998, che addirittura rifiutano i bravi fascisti “guarimberos”,  o sono così stolti da non capire come si viva bene nella confinante Colombia, miglior amica degli USA, patria del fiorente commercio di cocaina e del democratico paramilitarismo (che ogni anno si occupa amorevolmente della eliminazione di decine di delegati sindacali), o del Brasile del presidente non eletto Temer, o del buon governo Macrì in Argentina, che finalmente ha riaperto le porte agli aiuti umanitari del Fondo Monetario Internazionale.

 

Domenica 20 maggio 2018 più di 9 milioni e 200 mila venezuelani si sono recati alle urne, sotto questa feroce dittatura che farebbe impallidire perfino Hitler, Mussolini, Franco, Videla e Pinochet (tutti carissimi amici e figli dell’Occidente democratico), la quale ha permesso a ben 3 candidati presidenti di opposizione di fare campagna elettorale su tutte le TV, radio, giornali privati del Paese, che ha permesso loro di fare propaganda attraverso manifesti e gigantografie in tutte le città, per non parlare dei comizi pubblici. La giornata elettorale si è svolta nella calma, senza incidenti e, sicuramente per paura o per costrizione, ben 6 milioni e 157 mila venezuelani, circa il 68% dei votanti, si sono ostinati a dare la loro preferenza al candidato del “Frente Amplio de la Patria”, così il feroce dittatore Nicolas Maduro Moros sarà Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela fino al 2025.

 

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Comunicato del CCLGM sulla Palestina

446536474_109814Il trasferimento dell’ambasciata USA a Gerusalemme, avvenuto in seguito alla dichiarazione di Trump di riconoscere la capitale palestinese come capitale dello “Stato ebraico”, è un duro colpo all’indipendenza della Palestina nonché alla stabilità di tutto il Medio Oriente.

Lo scenario che si presenta a un secolo dall’accordo Sykes-Picot (1916) e dalla dichiarazione Balfour (1917) è devastante, con il 90% del territorio palestinese strappato ai suoi legittimi abitanti, la Striscia di Gaza ridotta alla fame e le guerre scatenate negli ultimi decenni contro i Paesi panarabi, storici alleati e difensori della Palestina: Iraq, Libano, Siria, Yemen e Iran.

Queste aggressioni sono sempre state caratterizzate dall’intesa tra gli USA e Israele, con l’asservimento di Stati privati della propria sovranità militare ed economica, con il sostegno dell’Unione Europea la cui politica estera è dettata dalla NATO a guida USA e dagli interessi delle maggiori potenze colonialiste come Francia e Gran Bretagna. In questo quadro l’Italia ha l’infame ruolo di “rampa di lancio” per gli attacchi in Africa e Medio Oriente e per le ingerenze che puntano ad accerchiare militarmente la Russia e intimidire la Cina.

Chiediamo ai più sinceri antimperialisti di collegare quanto accade in Medio Oriente con la strategia di dominio che ha impoverito l’America Latina “cortile di casa di Zio Sam”, accerchiato commercialmente Cuba e che punta a cancellare l’emancipazione bolivariana dal Venezuela e dalla Bolivia. La strategia di dominio che, come già al tempo del Vietnam, arriva oggi a mostrare i suoi artigli contro la Corea Del Nord.

Non può sfuggire il fatto che Cuba e Venezuela abbiano da decenni rapporti di amicizia con la Siria e con l’Iran, che i loro comunicati esprimano reciproca solidarietà e vicinanza di fronte all’aggressione imperialista che si sta avvalendo di ogni mezzo, compreso il terrorismo jihadista. Non si può ignorare le parole e gli aiuti che questi “Stati canaglia” rivolgono con ammirazione alla resistenza palestinese, così come i comunicati di solidarietà che tutte le organizzazioni palestinesi stanno rivolgendo a questi Stati in questi giorni.

È giusto dunque, considerando le peculiarità di ogni Stato, non perdere di vista il quadro complessivo, all’interno del quale sta la Siria antisionista e antimperialista, da sempre amica del popolo palestinese; per questo la distruzione della Siria colpisce anche il popolo palestinese, che sta dando il suo contributo a difenderla.

Queste le ragioni per cui il Comitato Contro la Guerra Milano sabato 19 maggio, alle 17, sarà in piazza San Babila per manifestare in sostegno del popolo palestinese.

Comitato Contro la Guerra Milano
17 maggio 2018

I “rivoluzionari amerikani” di John McCain, Clinton, Obama e Trump

tweet mccain

La foto proviene dal tweet di McCain

Su una pagina facebook che non nominiamo, solo per tutelare i minori che potrebbero esserne male impressionati, è stato pubblicato quanto segue:

Le “fazioni” palestinesi, che normalmente sono in disaccordo su tutto, dopo l’attacco americano si sono tutte precipitate ad esprimere la loro solidarietà al “regime genocida” siriano.

Fin qui parrebbe essere questo un pezzo di cronaca; il problema è che questa “cronaca” starebbe a dimostrare come le organizzazioni in questione, ovvero Hamas, Fatah, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il Movimento per il Jihad Islamico in Palestina, il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina e il Movimento dei Mujahideen della Palestina, sono tutte a favore di un genocidio in Siria, condotto dall’attuale governo di Assad.

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Presidio contro la guerra a Milano: comunicato del CCLGM

Nelle prime ore di venerdì 13 Aprile, visto che nessuna organizzazione piccola o grande batteva un colpo, abbiamo deciso di indire un presidio contro la guerra ormai alle porte. Abbiamo la colpa, se così si può dire, di non averlo fatto prima, indubbiamente è stato un bene porre rimedio ad una latitanza che si è andata via via facendo sempre più chiara, nessuno chiamava all’appello.

È sotto gli occhi di tutti la necessità di mettere a fuoco quanto il pacifismo di maniera abbia denunciato con chiarezza tutti i suoi limiti.

Crediamo giusto dunque salutare quelle organizzazioni che, meno disattente, hanno ritenuto di recare la propria adesione e la presenza ad un presidio convocato sia pure nel giro di una quarantina di ore.

Circa 24 ore dopo, all’alba di sabato mattina, un attacco missilistico ha colpito la Siria, c’è poco da stare allegri. Considerare scongiurato il pericolo sarebbe irresponsabile.

Il nostro parere è che lo spirito di responsabilità debba indurre a comprendere e a far comprendere come sia bene tenere alta la guardia, continuando a sensibilizzare la popolazione sulla gravità della situazione, in vista di altre possibili mobilitazioni.

Di sicuro un segnale lo daremo anche il 25 Aprile sfilando con lo striscione della Brigata Garibaldi Immortale. Per la liberazione e per la Pace.

Comitato Contro la Guerra Milano
14 aprile 2018

www.facebook.com/comitato.milano.5/

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