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Dichiarazione del World Peace Council sulla scomparsa di Mikis Theodorakis

Cerimonia del Premio Internazionale Lenin per la Pace assegnato a Mikis Theodorakis nel 1983

Oggi milioni di persone piangono la scomparsa del grande compositore Mikis Theodorakis, il quale aveva dedicato la propria vita alla giusta causa del suo popolo in Grecia e a diverse altre lotte dei popoli nel mondo. Le sue composizioni, basate su poesie di famosi poeti greci ed altri di fama internazionale, hanno avvicinato i popoli a centinaia di canzoni e le sue melodie hanno accompagnato marce, comizi e proteste in decine di Paesi.
Mikis Theodorakis è morto all’età di 96 anni. Dopo essersi unito alla lotta di liberazione nazionale contro l’occupazione italiana e tedesca negli anni ’40, è stato arrestato e incarcerato molte volte, esiliato nei campi di isolamento delle isole greche e pesantemente torturato in quanto artista e militante comunista. La sua musica divenne famosa a livello internazionale e ispirò il movimento contro la giunta militare in Grecia dal 1967 al 1974. Mikis è stato eletto come deputato comunista all’interno del KKE negli anni ’80. Nel giugno 1983, durante la 12a Assemblea del Consiglio Mondiale per la Pace (World Peace Council) tenutasi a Praga, è stato eletto tra i vicepresidenti del World Peace Council.
Mikis Theodorakis è stato abbracciato dai popoli che lottano contro l’aggressione imperialista come in Palestina, Cipro, Turchia, Balcani, Medio Oriente e Cuba. Nel maggio 1983, Mikis è stato insignito del Premio Internazionale Lenin per la Pace in riconoscimento delle sue grandi opere.
Poco prima della sua scomparsa ha chiesto, in una lettera rivolta al Partito Comunista di Grecia (KKE), di voler “lasciare questo mondo da comunista” e di aver vissuto i momenti più importanti e grandi della sua vita sotto la bandiera del KKE.
Milioni di amanti della pace e combattenti per la pace ricorderanno Mikis Theodorakis, portando avanti la sua lotta per i sogni irrealizzati e le aspirazioni per un mondo di pace e giustizia sociale.
Il World Peace Council rende omaggio alla figura leggendaria Mikis Theodorakis ed esprime le proprie condoglianze alla sua famiglia ed ai suoi cari!
Il Segretariato del World Peace Council
Atene, 2 settembre 2021

Nella foto: cerimonia del Premio Internazionale Lenin per la Pace assegnato a Mikis Theodorakis nel 1983

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

Fonte WPC: http://www.wpc-in.org/statements/statement-demise-mikis-theodorakis

9 maggio: il Giorno della Vittoria

Come ogni anno, il 9 Maggio 2021 abbiamo portato un fiore ai valorosi soldati sovietici che ebbero modo di aiutare i nostri partigiani nella Resistenza. Mentre l’Unione Europea ha messo sullo stesso piano coloro che hanno aiutato i nostri partigiani, noi abbiamo ancora chiara la distinzione tra nazismo e comunismo. “Ogni essere umano che ami la libertà deve più ringraziamenti all’Armata Rossa di quanti ne possa pronunciare in tutta la sua vita” Ernest Hemingway

In ricordo degli antifascisti ucraini di Odessa morti per la libertà

Con lo striscione della Brigata Immortale, il 2 maggio 2021, davanti alla Stele dei 15 martiri di piazzale Loreto, abbiamo voluto ricordare i lavoratori, dei sindacalisti, degli antifascisti vittime della furia nazifascista scatenatasi 7 anni fa a Odessa contro la Casa dei sindacati. Di seguito, in un breve estratto del presidio, il momento in cui abbiamo deposto i fiori per commemorare la loro coerenza nella volontà di contrastare il governo insediatosi in seguito al golpe di piazza Maidan, all’interno del quale figuravano ministri con posizioni apertamente filonaziste.

Non una parola né un gesto di scusa invece da nessuno dei parlamentari cosiddetti “di sinistra”, qualcuno dei quali anzi, come l’onorevole Gianni Pittella (senatore del PD), si è spinto ad annunciare un futuro di libertà e democrazia in piazza Maidan a Kiev il 4 gennaio 2014. Forse il nostro Pittella non comprendeva cosa stesse succedendo? Comiziava buttando benzina sul fuoco ed infatti il febbraio successivo avvenne il golpe che avrebbe portato al potere un governo con alcuni ministri apertamente nazisti. Circa tre mesi dopo, il 2 maggio 2014 viene assaltata la Casa dei sindacati: era questo il futuro preannunciato da Pittella mentre portava “il saluto dell’Europa che crede nei valori della libertà e della democrazia” alla “libera Ucraina”? Quanti Pittella ci sono nel PD?

A 7 anni dalla Strage di Odessa noi non dimentichiamo

A sette anni dalla strage della Casa dei Sindacati di Odessa avvenuta il 2 maggio 2014, noi ricordiamo gli antifascisti (48 secondo i rapporti governativi, centinaia secondo i testimoni) che hanno perso la vita durante il rogo della Casa dei Sindacati ad opera delle bande neonaziste ucraine.
Un pensiero particolare va a Vadim Papura, all’epoca dei fatti appena diciassettenne e militante giovanile del Partito Comunista Ucraino. Morì assassinato anch’esso il 2 maggio 2014, durante l’assalto alla Casa dei Sindacati. Vadim oggi avrebbe 24 anni.
Mesi prima nell’inverno 2013-2014 rimanemmo inascoltati, quando in certi ambienti “progressisti” provammo a spiegare il pericolo della “rivoluzione” di EuroMaidan a Kiev. Di lì a poco si formò un governo all’interno del quale vi erano ministri dichiaratamente filonazisti.
L’aumento della tensione con la Russia che vediamo in questi giorni, anche attraverso gli attacchi ucraini contro il Donbass, è un’eredità dell’ingerenza di Washington, la quale promosse in ogni modo quello che correttamente viene definito il golpe di EuroMaidan in Ucraina. Così come oggi finanzia ed appoggia la linea aggressiva di Kiev.
A pochi giorni dalla celebrazione del 25 Aprile, non vogliamo dimenticare queste vittime della Strage di Odessa.

Pertanto, domenica 2 maggio a partire dalle ore 17.30, invitiamo i sinceri democratici e la cittadinanza a partecipare presso la Stele dei quindici Martiri in piazzale Loreto a Milano, portando un fiore in ricordo delle vittime della Strage di Odessa. Anche loro sono stati partigiani e volevano la libertà.

Evento FB: https://www.facebook.com/events/469931197610457

Il 25 Aprile con la Brigata Garibaldi Immortale e internazionalista

25 aprile inNel corso degli anni la manifestazione del 25 Aprile ha assunto sempre più la forma di un grande contenitore.
Al suo interno si sono raccolte cose diversissime e incompatibili tra loro, al punto da determinare contraddizioni insanabili.
L’antifascismo non sta con il neocolonialismo di Macron, con i crimini degli USA o di Israele.

A 75 anni dagli scioperi del ’44, giova ricordare come l’antifascismo non possa stare con l’abolizione dell’articolo 18 per i licenziamenti, con la legge Fornero o il Jobs Act.
Per queste ragioni abbiamo voluto portare quei contenuti della Resistenza più veri, così attuali da essere imprescindibili proprio nel corteo ufficiale del 25 aprile a Milano.
Giusti contenuti, giusto il luogo; sono altri che invece erano fuori luogo.

In questo modo molti ci hanno riconosciuto le posizioni corrette, altri ci hanno invece conosciuti, venendo ad inserirsi nello spezzone della Brigata Garibaldi Immortale, con il quale hanno sfilato i Russi, in ricordo dei 26 milioni di caduti nella “Grande Guerra Patriottica”, insieme al veterano dell’Armata Rossa Semion Kantor, classe 1924.
Nello spezzone erano con noi altri striscioni, quello del Comitato Contro la Guerra Milano, quello degli africani per L’Africa libera dal franco CFA e dal neocolonialismo. Quello dei compagni del JVP “Fronte Popolare di Liberazione dello Sri Lanka”, lavoratori spesso soggetti a turni faticosi; lo striscione degli ecuadoriani che si battono per la libertà del loro vicepresidente Jorge Glass, incarcerato dal traditore Moreno, lo stesso che ha consentito l’arresto di Julian Assange nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.
Lo striscione che chiudeva lo spezzone del corteo era per “Maduro legittimo Presidente” del Venezuela Bolivariano.
Molti i cartelli con le foto di Assange, del quale il prossimo 2 maggio sapremo se la giustizia inglese ne disporrà l’estradizione richiesta dagli USA.

Per la prima volta, dopo tanti anni, lavoratori provenienti da 4 continenti, si sono ritrovati per discutere e dare a Milano una presenza progressista ed internazionalista nel corteo ufficiale del 25 Aprile, festa della liberazione.

L’intenzione è quella di non arretrare, come accaduto sin qui, ed anzi riprendere spazio. Con coraggio.

Comitato Contro la Guerra Milano
Casa Rossa
Ligera.