Archivi tag: Ecuador

Nel 2019 in Bolivia, ora a Cuba

«L’invio di materiale bellico da parte degli ex Presidenti dell’Ecuador e dell’Argentina, Moreno e Macri, con la lettera di ringraziamento del generale Terceros, sono ulteriori prove che dimostrano come il colpo di Stato in Bolivia, così come il magnicidio ad Haiti eseguito da ex militari colombiani, siano l’attuazione di un secondo “Plan Cóndor” sotto la direzione degli USA.
Allertiamo i movimenti sociali dell’America Latina sul “Plan Cóndor 2” e sulla necessità di rafforzare la lotta per la pace, unita alla giustizia sociale e alla democrazia, per preservare la sovranità e l’indipendenza dei nostri Stati e la dignità dei nostri Popoli.»
Evo Morales Ayma, 10 luglio2021

Fonti:
https://www.facebook.com/EvoMASFuturo/posts/1296937430758279
https://twitter.com/evoespueblo/status/1413468225233330183

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

Plantón per il binomio Arauz-Rabascall – Milano, 20 febbraio 2021

Pubblichiamo gli interventi di una compagna del Frente Revolucionario Italia e dei compagni del Comitato Contro La Guerra Milano e di Casa Rossa

Sabato 20 febbraio 2021 il Comitato Contro La Guerra Milano e La Casa Rossa hanno aderito al presidio in piazza XXIV Maggio a Milano indetto dai compagni e dagli amici ecuadoriani del Frente Revolucionario Italia e dai Revolucionarios Correistas Sin Compromiso.
La comunità ecuadoriana si è riunita in piazza XXIV Maggio proprio perché il 24 maggio del 1822 si celebra il giorno dell’indipendenza dell’Ecuador dal colonialismo spagnolo.
Erano in piazza per protestare contro le sporche manovre provenienti dalla Colombia, strumento d’ingerenza nelle elezioni ecuadoriane per conto degli USA e della sua controllata Organizzazione degli Stati Americani (OEA), la cui finalità è screditare il candidato progressista alla presidenza e vincitore del primo turno elettorale del 7 Febbraio scorso, Andrés Arauz.
È stato sottolineato come l’oligarchia ecuadoriana, in combutta con la destra conservatrice latino americana e l’imperialismo USA e UE, stia cercando in tutti i modi di impedire una vittoria al ballottaggio del candidato progressista e correista, avvalendosi inoltre di false accuse per interdire la sua regolare partecipazione al secondo turno elettorale.
Per questi motivi sono importantissime le mobilitazioni del popolo ecuadoriano in difesa della propria sovranità, per convincere gli elettori fuori e dentro l’Ecuador del fatto che la vittoria di Arauz sarebbe un primo passo indispensabile per “Riprendersi la Patria”, fermare le vere e proprie persecuzioni politiche che hanno colpito lo stesso ex Presidente Rafael Correa e che hanno condotto all’ingiusta incarcerazione del Vice Presidente costituzionale Jorge Glas.
Non è quindi il momento delle polemiche, ma non ci è sfuggito l’arrivo di alcuni soggetti a circa un quarto d’ora dalla fine del presidio. Costoro hanno trasmesso una diretta, pubblicata alle 17:46 su una pagina Facebook denominata “Revolución.”, presentandola come segue:
<< MILITANTES Y SIMPATIZANTES DE LA REVOLUCIÓN CIUDADANA EN MILAN SE AUTOCONVOCAN EN EL “PLANTON DE LA INDIGNACIÓN” PARA RECHAZAR Y ESTAR EN ALERTA a el golpe electoral que se gesta en este momento en #Ecuador , Quieren impedir una segunda vuelta con interferencia ilegal de la Fiscalía y la Contraloría.
#NoTeDejesCNE
#GolpeALaDemocracia
– Apoyo al CNE para que denuncie al Contralor y a la Fiscal ante el TCE y pidan su destitución.
– Alertar a la misión electoral de la OEA y otros observadores. >> (https://www.facebook.com/RevolucionItalia/videos/289432745853216/)
Spiace constatare che sulla pagina Facebook di cui abbiamo parlato non comparisse la sigla del Frente Revolucionario Italia, il quale ha chiamato la comunità a riunirsi per il presidio a favore del binomio Arauz-Rabascall, indetto a partire dalle ore 16:00 di sabato 20 febbraio.

Comitato Contro La Guerra Milano

Elezioni presidenziali in Ecuador: Andrés Arauz affronterà Guillermo Lasso al secondo turno

Venerdì 19 febbraio, dopo 14 giorni d’attesa il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE*) dell’Ecuador ha annunciato sul suo sito ufficiale che, con il 100% dei voti scrutinati, il candidato dell’Unione per la speranza (UNES) Andrés Arauz è confermato al primo posto; mentre il secondo viene assegnato al candidato alla presidenza dell’alleanza politica di destra CREO, Guillermo Lasso.
I dati ufficiali confermano al primo posto Andrés Arauz con 3.032.906 voti (32,72%), al secondo Guillermo Lasso con 1.829.378 (19,74%) che ha così distanziato di 32.836 voti il terzo classificato Carlos Pérez con 1.796.542 (19,38%); infine al quarto posto Xavier Hervas con 1.453.460 (15,69).
Il presidente del CNE, Diana Atamaint, aveva precedentemente assicurato che dopo l’annuncio dei risultati elettorali del primo turno i candidati, o le organizzazioni politiche, potranno presentare eventuali ricorsi o azioni legali previste dalla legge.
Il vincitore del secondo turno elettorale tra Arauz e Lasso, che si dovrebbe tenere l’11 aprile 2021, assumerà la presidenza dell’Ecuador il 24 maggio per il periodo compreso tra il 2021 e il 2025.
Per coloro che volessero approfondire rimandiamo agli articoli che abbiamo pubblicato i giorni scorsi.
Comitato Contro La Guerra Milano, 19 febbraio 2021

Ultimi sviluppi delle elezioni presidenziali in Ecuador
https://comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com/2021/02/18/ultimi-sviluppi-delle-elezioni-presidenziali-in-ecuador/
Yaku Pérez: come il candidato “eco-socialista” in Ecuador aiuta la destra, appoggiato dagli Stati Uniti
https://comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com/2021/02/09/yaku-perez-come-il-candidato-eco-socialista-in-ecuador-aiuta-la-destra-appoggiato-dagli-stati-uniti/
Elezioni presidenziali del 7 febbraio 2021 in Ecuador
https://comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com/2021/02/07/elezioni-presidenziali-del-7-febbraio-2021-in-ecuador/
Il video di “Ecuador ed elezioni presidenziali: Lista 1 per Arauz e Rabascall”
https://comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com/2021/02/04/il-video-di-ecuador-ed-elezioni-presidenziali-lista-1-per-arauz-e-rabascall/

*Consejo Nacional Electoral del Ecuador: https://cne.gob.ec/

Ultimi sviluppi delle elezioni presidenziali in Ecuador

In attesa del ballottaggio che si dovrebbe tenere l’11 aprile prossimo e di conoscere chi sarà lo sfidante di Andrés Arauz, non era difficile prevedere che i poteri interni ed esterni all’Ecuador, a cominciare dagli Stati Uniti e dalla loro controllata Organizzazione degli Stati Americani (OEA), già protagonista del colpo di stato contro Evo Morales nell’autunno 2019, incominciassero la loro campagna sporca per impedire che Arauz arrivi alla Presidenza.
Il primo segnale che va in questa direzione, è una nuova provocazione alla quale non è estraneo il governo colombiano, con la complicità del regime di Lenin Moreno in Ecuador attraverso i magistrati di entrambi i Paesi sudamericani. Nuovamente si utilizza il “lawfare” (l’uso politico della magistratura). A tale proposito si ricorda cosa sia successo gli scorsi anni in Brasile contro Lula da Silva, in Paraguay contro Fernando Lugo, in Argentina contro Cristina Fernández de Kirchner e in Ecuador contro lo stesso ex Presidente Rafael Correa.
La rivista colombiana “SEMANA” ha dato nei giorni scorsi la notizia, già ampiamente viralizzata nelle piattaforme mediatiche internazionali, che il Fiscal General colombiano (è una sorta di Procuratore Generale, ma che rappresenta la pubblica accusa), Francisco Barbosa, si sia recato dalla sua collega in Ecuador, il procuratore generale Diana Salazar (già protagonista della montatura giudiziaria contro l’ex Presidente Rafael Correa affinché non potesse ricandidarsi alla vice presidenza) per discutere dell’improbabile finanziamento di 80 mila dollari da parte dei guerriglieri dell’Esercito di Liberazione Nazionale della Colombia (ELN) alla campagna elettorale di Arauz. Una cosa che risulta non solo improbabile ma lunare, viste le condizioni dell’ELN.
Di ciò non è stata presentata alcuna prova, se non una supposta evidenza che sarebbe stata trovata in un computer di uno dei leader dell’ELN, Andrés Vanegas Londoño detto “Uriel”, assassinato dalle autorità colombiane lo scorso ottobre.

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Yaku Pérez: come il candidato “eco-socialista” in Ecuador aiuta la destra, appoggiato dagli Stati Uniti

Pubblichiamo l’annunciato articolo tratto dal lavoro di inchiesta dei giornalisti di The GrayZone.
Vien da dire “niente di nuovo”. Cose già viste nei decenni scorsi in Italia e che ancora oggi vediamo: una “estrema sinistra rivoluzionaria globalista” che, gratta gratta, è direttamente al soldo dell’imperialismo o nel migliore dei casi funzionale ai suoi piani. Stesso discorso vale per quella finta sinistra che a noi piace definire 0,01 light senza grassi o all’aspartame, tanto dolce ma che fa male, la quale impedisce che nel nostro Paese nasca una forza di massa in grado di rappresentare la classe operaia ed il mondo del lavoro come fu in un tempo ormai lontano; che con un programma conseguente ci accompagni fuori dalle rovine che Draghi e l’Unione Europea ci stanno servendo su un piatto d’argento.
Comitato Contro La Guerra Milano

Yaku Pérez è il nome del candidato alla presidenza del partito Pachakutik che è riuscito a dividere il voto della sinistra in Ecuador, durante il primo turno delle elezioni presidenziali che si sono tenute la scorsa domenica 7 febbraio.
Pérez si presenta come un candidato “progressista” con una finta campagna ambientalista di “sinistra”, che gode di un ampio sostegno accordato dai grandi imprenditori della destra conservatrice ecuadoriana e soprattutto dal regime degli Stati Uniti.
Nei sondaggi Pérez è apparso molto al di sotto del candidato della sinistra progressista Andrés Araúz e del candidato Guillermo Lasso, un banchiere che rappresenta la destra più reazionaria del Paese.
In un’inchiesta scritta dal giornalista statunitense Ben Norton, vice caporedattore del portale The GrayZone, intitolata “Come il candidato eco-socialista  golpista, appoggiato dagli Stati Uniti in Ecuador, aiuta la destra”. Pérez è descritto come un uomo sostenuto dagli Stati Uniti pronunciatosi a favore di colpi di Stato in Bolivia, Brasile, Venezuela e Nicaragua. Nell’inchiesta si dice inoltre che «la sua presunta campagna ambientalista di “sinistra” è promossa da lobbisti corporativi di destra».

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