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International Conference “Peace and Prosperity vs. Wars and Poverty”

Nel ventennale della guerra alla Jugoslavia.
22 e 23 Marzo: Conferenza internazionale a Belgrado
“Peace and Prosperity versus Wars and Poverty”

belgrado 1

Il 22 e 23 Marzo scorsi, si è svolta a Belgrado la conferenza internazionale per ricordare, nel suo ventennale, l’aggressione alla Jugoslavia con i bombardamenti della NATO che dal 24 marzo del 1999 si sono protratti per ben 78 giorni.
Organizzata dal Forum Belgrado (BEOFORUM), che è il comitato serbo del Consiglio Mondiale della Pace (World Peace Council, WPC), ha visto la partecipazione di decine di organizzazioni da tutto il mondo e circa 80 interventi distribuiti nei due giorni.
E’ stato sottolineato dagli interventi il carattere criminale e fuori da qualsiasi regola del diritto internazionale dello scatenamento da parte della NATO, per la prima volta, di un conflitto nel cuore dell’Europa in difesa dei “diritti umani”, un’altra costante in tutti gli interventi e’ stato il collegamento tra l’aggressione alla Jugoslavia e quelli successivi, contro Libia, Siria e Venezuela.
Domenica 24 marzo, sempre a Belgrado, si è reso omaggio alle lapidi in memoria dei bimbi vittime dei bombardamenti e dei 16 giornalisti uccisi durante il bombardamento dell’edificio della TV pubblica Jugoslava e, per concludere, si è reso omaggio a tutte le vittime della “guerra umanitaria” sotto il monumento “Fuoco Eterno”. A queste celebrazioni, oltre alla presidente Socorro Gomez del Consiglio Mondiale della Pace e alla Segreteria del WPC, una folta delegazione arrivata da Salonicco del Comitato per la Pace e la Distensione (Eddy), che è l’organizzazione greca del WPC.
Invitato dal Forum Belgrado, era presente un delegato del Comitato Contro la Guerra Milano, sia alla conferenza che alle celebrazioni.

monumento del fuoco eterno

Monumento del Fuoco Eterno a Belgrado

Segue l’intervento integrale del Comitato contro la Guerra Milano.

BELGRADO MARZO 2019

La Jugoslavia, il vero volto della NATO, degli USA e dell’Unione Europea lo conosce bene e lo ha sperimentato sulla propria pelle, dopo che il crollo dell’ Unione Sovietica ha, tra le altre cose, consentito l’intervento della NATO.

L’occidente come luogo del benessere, della prosperità, del rispetto dei diritti umani, della democrazia, della libertà di stampa,dell’esportazione della democrazia e della pace è solamente l’immagine che la classe dominante cerca di dare attraverso il proprio megafono che è rappresentato dall’intero apparato mass-mediatico dell’informazione (meglio dire della dis-informazione).

Non si deve criticare l’ Unione Europea! Si rischia di passare per un guerrafondaio, perché nostalgico di quegli stati nazionali che per secoli in Europa si sono fatti la guerra, fino a scatenarne due mondiali.

Nessuno ricorda che la stessa Unione Europea ha emesso le sanzioni economiche contro la Serbia per impedirne la ricostruzione, per non farla rialzare dopo il passaggio dell’aviazione NATO nel 1999. Nessuno ricorda la partecipazione alla guerra di vari stati dell’Unione Europea, tra cui l’Italia.

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