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Non stiamo fermi a guardare: mobilitazione contro la guerra! Report e video

Come nelle intenzioni ci siamo ritrovati in Piazza S. Babila. Non ci è stato permesso di muoverci verso la Prefettura.Abbiamo sciolto il presidio. È stato un po’ complicato ma alla fine una “delegazione” ha raggiunto la Prefettura, abbiamo dunque consegnato nelle mani del Capo di Gabinetto la lettera con la quale ci rivolgiamo al Governo. Lettera che vi chiediamo di condividere e rilanciare, poiché il lavoro iniziato dovrà continuare per diffondere questa idea e far tornare a crescere un vero movimento che pretenda dal nostro Paese quella funzione dettata dalla sua Carta Costituzionale e fissata con l’art.11.

lettera al Governo sulla Siria

Breve video della mobilitazione:

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La guerra è contro i lavoratori, non un soldo per la guerra!

Chiamiamo all’appello contro la guerra: Non stiamo fermi a guardare!

MOBILITAZIONE – VENERDÌ’ 21 SETTEMBRE

ORE 18.00 IN PIAZZA SAN BABILA – MILANO

Siamo cittadini amanti della pace, sappiamo che spesso i mezzi di comunicazione ci nascondono la verità.

F-16-israelianiLa sera di lunedì 17 settembre dal Mediterraneo è partito un attacco missilistico, contro la Siria, proveniente da navi di varia nazionalità, tra cui francesi; al contempo aerei israeliani violavano per l’ennesima volta lo spazio aereo siriano, compiendo incursioni su quel Paese.

Durante questo deprecabile e sporco lavoro, contro un popolo già martoriato su cui gravano da anni pesanti sanzioni, è stato abbattuto un aereo russo, a bordo del quale erano 15 persone. Tutti morti.

Non possiamo far finta di niente, il pericolo di una guerra devastante si sta aggravando sempre di più.

CHIEDIAMO AL GOVERNO ITALIANO:

1) se vi sia stato un nostro coinvolgimento di qualsiasi tipo, anche logistico, in una azione militare come questa, contraria al Diritto Internazionale;

2) che condanni questa azione bellica, per la quale non esiste giustificazione;

3) di procedere alla sospensione immediata delle sanzioni che stanno colpendo la Siria ed il suo popolo, proprio mentre sta compiendo un grande sforzo volto a liberare il Paese da terroristi che provengono da altre nazioni, anche lontane.

Ci troviamo alle 18.00 venerdì 21 settembre a Milano,

in piazza San Babila.

Porteremo in Prefettura una lettera

con queste tre richieste rivolte al Governo.

Milano, 19 settembre 2018                               Comitato Contro La Guerra Milano

COMITATO CONTRO LA GUERRA MILANO
FB facebook.com/comitato.milano.5
EVENTO: www.facebook.com/events/289013258581147/
E-MAIL comitatocontrolaguerramilano@gmail.com
CELL. 338-3899559

Hanno ad ora aderito alla mobilitazione: L’Antidiplomatico, Comitato Ucraina Antifascista Bologna, Partito Comunista (Federazione di Milano), La Casa Rossa Milano.

Non stiamo fermi a guardare. Mobilitazione contro la guerra

“L’unica democrazia del medio oriente” cala la maschera

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Orban, Netanyahu, il cubo di Rubik – luglio 2017

Il 19 luglio la Knesset (il parlamento israeliano) ha approvato la legge costituzionale sullo Stato-nazione che definisce Israele come la patria storica del popolo ebraico, incoraggia la creazione di insediamenti riservati agli ebrei, declassa l’arabo da lingua ufficiale a lingua a statuto speciale, proclama tutta la città di Gerusalemme capitale, non definisce, ancora una volta, i confini dello Stato.

Ciò rappresenta un gravissimo salto qualitativo che istituzionalizza i principi di uno Stato teo-etnocratico e senza definirne i confini, implicitamente incoraggia l’occupazione di nuove colonie nei territori palestinesi e rappresenta l’ennesima evidente violazione del diritto internazionale, allontanando sempre più la possibilità di uno Stato palestinese.

Inoltre, mentre veniva messa ai voti la legge, si è tenuto a Gerusalemme l’incontro fra il premier Benjamin Netanyahu e il suo omologo ungherese Viktor Orban, definito da Bibi “un vero amico d’Israele”, in una tre giorni all’insegna dell’abbraccio culturale e politico in essere tra i due Paesi: l’uno fautore di una inequivocabile operazione di apartheid, l’altro legato all’identità nazista che ne ha connotato la storia. Un “abbraccio” caratterizzato da una ipocrita visita al Museo dell’Olocausto e dalla pretestuosa, quanto linguisticamente erronea, accusa di antisemitismo nei confronti di chi si schierasse contro il sionismo.

La decisione del parlamento israeliano si accompagna all’aumento della repressione lungo la barriera tra la striscia di Gaza e Israele, all’intensificazione dei venti di guerra contro l’Iran, al perpetrarsi dell’intervento diretto nella Guerra in Siria, con raid dell’aviazione in territorio siriano, incluso l’abbattimento di un caccia bombardiere nel Golan siriano occupato dove sono continui gli attacchi anche verso il Libano, e nel frattempo intervenendo direttamente per evacuare 800 Caschi Bianchi dal territorio siriano, rivelandone al mondo intero la non-neutralità.

Israele quindi si conferma, insieme al suo migliore alleato, gli USA, il principale pericolo per la pace mondiale.

La Knesset discute il disegno di legge sulla promozione dello Stato curdo

bandiere curda e israeliana

Un curdo con la bandiera israeliana e quella curda durante la manifestazione in sostegno del referendum sulla secessione a Erbil, in Iraq, il 16 settembre 2017. (Photo by Reuters)

Si ha notizia che il parlamento israeliano (Knesset) si stia occupando di un progetto di legge che esplori i modi attraverso i quali il governo di Tel Aviv possa aiutare i curdi a stabilire uno Stato indipendente che gli sia amico, all’interno di Siria, Iraq e Turchia, dove i sentimenti anti-israeliani sono forti.

La radio israeliana ufficiale ha riferito lunedì che la proposta è stata presentata alla legislatura da due partiti di destra, Likud e Yisrael Beiteinu.

La radio ha anche citato il deputato Yoav Kish, il quale ha detto che, alla luce dei recenti sviluppi regionali, riconoscere uno Stato curdo indipendente che sostenga il regime di Tel Aviv sarebbe nell’interesse di Israele.

“Esistono minoranze curde in Turchia, Siria ed Iraq. Tutti Paesi ostili ad Israele, a questi certamente occorre aggiungere l’Iran, che ha influenza sulla regione. Questo è il motivo per cui è necessario aiutare i curdi e condurre un processo che alla fine porti alla creazione di uno Stato curdo indipendente amico di Israele”, ha affermato.

“C’è una ragione per cui Israele è stato il primo a congratularsi pubblicamente per le mosse verso l’indipendenza dei curdi nel nord dell’Iraq”, ha aggiunto Kish.

Il Kurdistan ha tenuto un referendum sulla secessione dall’Iraq nel settembre 2017, sfidando le forti critiche di tutta la comunità internazionale, in particolare dei vicini dell’Iraq, Iran e Turchia.

Lo stato d’Israele è stato l’unico a riconoscere il plebiscito curdo.

In vista del voto, l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu affermava che Tel Aviv avrebbe sostenuto “gli sforzi legittimi del popolo curdo per raggiungere uno Stato tutto suo”.

Stando alle notizie, Israele è stato il principale acquirente di petrolio greggio proveniente dal Kurdistan iracheno nel 2017. Anche le società israeliane hanno effettuato investimenti nella regione semi-autonoma, in particolare nei campi dell’energia, delle costruzioni, delle telecomunicazioni e della sicurezza.

22 maggio 2018, Press TV (http://www.presstv.com/Detail/2018/05/22/562534/Israel-Kurd-independence)

Traduzione a cura del CCLGM