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Summit NATO di Bruxelles: riuscite le iniziative del Consiglio Mondiale della Pace (WPC)

Qui di seguito il resoconto dell’incontro a cura del World Peace Council (Consiglio Mondiale della Pace) tenutosi a Bruxelles il 23 e 24 maggio 2017, in occasione del vertice NATO, a cui ha partecipato una delegazione del Comitato Contro La Guerra Milano.

Il Consiglio Mondiale della Pace ha concluso con successo le proprie azioni anti-Nato a Bruxelles, come era stato deciso nell’ultima Assemblea Mondiale in Brasile l’anno scorso, con la campagna “Si alla Pace – No alla Nato”.

Diversi membri e organizzazioni amiche hanno organizzato o stanno pianificando di tenere proteste anti-Nato nei loro rispettivi paesi, in particolare in Repubblica Ceca, in Norvegia, in Portogallo, in Italia, in Grecia, a Cipro, in Canada, negli Usa ed altrove.

Il Consiglio Mondiale della Pace ha partecipato all’evento pubblico di INTAL (il membro belga del CMP) del 23 Maggio a Bruxelles, dove tra gli altri hanno parlato la Presidente del CMP Socorro Gomes, il Segretario Esecutivo Iraklis Tsavdaridis, il membro della Segreteria Nazionale del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione Helena Quasqueiro, insieme alla coordinatrice di INTAL Veronique Coteur e ospiti invitati dall’Afghanistan e dalla Siria.

Il 24 Maggio il CMP ha tenuto con successo la sua conferenza Anti-Nato a Bruxelles, alla quale hanno partecipato più di 80 persone, rappresentanti 21 organizzazioni da 15 paesi (Belgio, Brasile, Grecia, Portogallo, Cipro, Turchia, Irlanda, Nepal, Repubblica Ceca, Serbia, Italia, Iran, Polonia, Usa e ospiti dall’Ucraina).

I rappresentanti di due organizzazioni internazionali, cioè dell’Associazione Internazionale degli Avvocati Democratici (IALD) con il suo Segretario Generale Jan Fermon, e la Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY) con il suo rappresentante Antigoni Kounoupi, hanno preso parte e preso parola alla conferenza.

Alla Conferenza Anti-Nato del CMP, la Presidente Socorro Gomes e il Segretario Generale Thanassis Pafilis hanno tenuto un intervento introduttivo seguito da tutti gli altri delegati della conferenza. Il benvenuto di apertura è stato fatto da Veronique Coteur di INTAL Belgio e la discussione è stata coordinata dal Segretario Esecutivo del CMP Iraklis Tsavdaridis.

La conferenza e tutti gli interventi hanno enfatizzato il carattere storico, criminale e reazionario della Nato, quale strumento armato dell’imperialismo, con una lunga lista di interventi, colpi di stato, aggressioni e guerre. In particolare la solidarietà del CMP ai popoli che lottano per la propria giusta causa e per la sovranità nazionale è stata espressa, con speciale attenzione ai popoli della Siria, dell’Ucraina, ai prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame e al popolo del Venezuela e al movimento per la Pace in Turchia.

La conferenza ha riaffermato la richiesta dello scioglimento della Nato a livello internazionale e il sostegno alla lotta delle forze amanti della pace dentro gli stati membri della Nato per il ritiro/disimpegno dalla Nato. Sono state sottolineate le responsabilità dei governi membri della Nato che supportano in maniera unanime le decisioni e le azioni della Nato, in particolare l’obiettivo del 2% del Pil di spese militari per ogni stato membro.

Nel tenere la propria conferenza anti-Nato a Bruxelles, che è sede dei quartieri generali di due organizzazioni imperialiste – la Nato e l’Unione Europea – il CMP ha sottolineato e denunciato la stretta collaborazione di queste a tutti i livelli e a detrimento dei popoli.

Tutti i partecipanti hanno concordato che il nemico dei popoli e della pace è la Nato, senza personalizzare, o ridurre la lotta a uno o l’altro dei leader della Nato.

Il summit della Nato ha ratificato tutte le decisioni prese l’anno scorso a Varsavia e ha dato attenzione speciale al coinvolgimento formale della Nato alla coalizione “contro il terrore” guidata dagli Usa in Siria ed Iraq, in teoria contro l’ISIS, che è stato in realtà creato, addestrato e usato dagli stessi imperialisti. Il summit dei capi di stato e dei governi ha deciso di supportare le operazioni militari in Siria ed Iraq con aerei radar AWACS, che utilizzeranno la base americana di Incirlik (Turchia) e che saranno riforniti via aria da speciali aerei americani, insieme al centro di coordinamento delle succitate operazioni. Queste decisioni si aggiungono a quelle già prese sull’invio di truppe Nato sulla cintura tra i paesi baltici e la Bulgaria, con una concreta distribuzione di forze tra gli stati membri. La Nato continua le sue politiche di guerra con l’installazione dello “Scudo di protezione anti missile” in Polonia e in Romania per proteggere la propria opzione di primo colpo nucleare ed evitare qualsiasi reazione successiva.

Il 24 Maggio nel pomeriggio e dopo la conferenza, il CMP ha preso parte alla manifestazione anti-Nato (a cui hanno preso parte alcune migliaia di persone) che era stata organizzata da una coalizione di organizzazioni belghe, con un massiccio blocco militante dei membri e degli amici del CMP così come da lavoratori stranieri e immigrati che vivono in Belgio. La manifestazione anti-Nato ha percorso le strade e il centro di Bruxelles per due ore, preceduta da un concentramento alla Stazione Nord della città.

Come sempre, il Consiglio Mondiale della Pace ha organizzato i propri eventi a Bruxelles con risorse proprie e senza il finanziamento di alcuna istituzione, o governo.

– Da World Peace Council, “WPC anti-NATO actions successfully held in Brussels during the NATO summit” (http://www.wpc-in.org/…/wpc-anti-nato-actions-successfully-…)

– Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it (http://www.marx21.it/…/28093-summit-nato-di-bruxelles-riusc…)

Di seguito alcune immagini della conferenza e del corteo a cui ha partecipato con una sua delegazione di sei membri il Comitato Contro la Guerra Milano

Una esperienza quella del 23 e 24 maggio 2017 molto utile a rinsaldare rapporti con le organizzazioni che sono giunte a Bruxelles da oltre oceano, come nel caso dei brasiliani, dall’oriente, come nel caso degli iraniani, o dal cuore dei Balcani, come nel caso dei serbi.
Siamo contenti di avere partecipato perché l’impressione che ne abbiamo ricavato è di avere idee che sono comuni in molte parti del globo. Spesso, di fronte all’indifferenza e alla difficoltà di sfondarne il muro, è bene considerare che nel mondo popoli interi stanno battendosi per l’emancipazione, la giustizia sociale e contro l’oppressione di governi come quello yankee, capofila delle potenze che non hanno affatto abbandonato l’idea del dominio su altri popoli.

 

OGGI COME IERI: IL 25 APRILE CON LO STRISCIONE DELLA BRIGATA IMMORTALE

Partiti dalla “base” per la manifestazione del 25 aprile, con lo spezzone della Brigata Immortale, siamo giunti alle 13.15 circa in Palestro. Lì abbiamo posto gli striscioni a terra per indicare lo spazio della Brigata. Alle nostre spalle, in cima a un camion, campeggiava la scritta “NO ONE IS ILLEGAL”, questa è la “parola d’ordine” (oggi si dice “claim”) sulla quale sarà bene riflettere, per poi aprire una discussione con “realtà” come “Cantiere” o “Partigiani in ogni quartiere” che l’hanno fatta propria.

Alle 16 circa il corteo si incammina, una ventina di “sentinelli” passano sulla nostra sinistra scortati dalla Digos, diretti verso la testa del corteo, lì troveranno spazio tra coloro che sono più politicamente vicini, come i “patrioti europei”, tra i quali pare ci fosse qualcuno incoraggiato magari con una mancia…

All’interno della manifestazione ci sono pezzi di partiti organizzati con un kit o con magliette come quella che, in modo un po’ ruffiano ed offensivo, riporta la scritta “Bella ciao”. Una operazione, quella di “Bella ciao”, che ha comportato anche la fattura di gadget, come le borse, che si videro girare un paio di anni fa; secondo alcuni una idea diretta contro l’ANPI. E probabilmente in un momento nel quale a Roma il PD compie lo “strappo”, annunciando al mondo che non parteciperà alla manifestazione del 25 aprile nella Capitale, affiancandosi alla comunità ebraica che ritiene indesiderabile l’adesione alla manifestazione del 25 aprile data dalla rete romana di solidarietà con la Palestina, la pressione colà manifestatasi si sente fino a Milano… ed è così che qui l’ANPI perde l’equilibrio e ruzzola, scivolando sulla buccia di un comunicato all’interno del quale non possono stare insieme la memoria della Brigata Ebraica e le atrocità compiute dallo Stato ebraico d’Israele ai danni del popolo palestinese, fino ai giorni nostri, anche attraverso operazioni come quella che abbiamo ancora impressa nella memoria, a cui si è dato un nome lugubre che ben ne spiega la ferocia: piombo fuso… naturalmente sul popolo palestinese.

Una manifestazione questa dove non sono mancati quelli che hanno esposto le bandiere del Free Syrian Army (finanziato, addestrato e armato dagli USA), mettendo in scena una provocazione che solo lo spirito di responsabilità ha evitato sfociasse in scontro fisico.
Naturalmente non un rigo sulla stampa, perché è evidente che se a Milano si consente a Qatar, Arabia Saudita ed Emirati vari, di fare affari come meglio credono, diventa poi difficile per lo stato e le sue istituzioni contrastare certe manifestazioni di simpatia per gruppi come il Free Syrian Army, che notoriamente sono foraggiati anche dalle “petromonarchie” del Golfo.

Ultime ma non dimenticate le donne di “NON UNA DI MENO”, la cui presenza ha arricchito indubbiamente la manifestazione. Dopodiché, speriamolo, in questa città bisognerà pensare anche ad una quotidianità che è fatta anche di chiusura dei consultori familiari, penuria di servizi sociali o magari di guerra che genera anch’essa quei migranti per cui poi magari si organizzano feste di solidarietà.

Durante tutto il corteo, con musica spesso assordante, i turisti del 25 aprile non sono mancati, così come i loro numerosi selfie.

In questo panorama che ha fatto definire la manifestazione come un grande “raccoglitore”, ma qualcuno ha usato anche altri termini, va detto che si sono avute manifestazioni di simpatia ed approvazione per una visione più “classica”, benché legata  all’attualità: quella che ha visto in piazza anche lo striscione della Brigata Immortale. Sotto quello striscione abbiamo avuto la ventura di avere la presenza di Semion Kantor, soldato sovietico nella Guerra Patriottica, un uomo che oggi, a 92 anni, ci è stato vicino e per questo gli siamo grati.

Mobilitazione davanti al Consolato USA a Milano

Il Comitato Contro La Guerra Milano concorda e fa propria la dichiarazione del Consiglio Mondiale della Pace.

Chiama pertanto alla mobilitazione per domani
SABATO 8 APRILE ALLE ORE 18
DAVANTI AL CONSOLATO USA IN LARGO DONEGANI.
per info e adesioni alla mobilitazione cell.: 338-3899559

Dichiarazione del Consiglio Mondiale della Pace sull’ attacco missilistico degli Stati Uniti contro obiettivi siriani
(in basso la versione in inglese)

Il Consiglio Mondiale della Pace denuncia e condanna i recenti attacchi missilistici degli Stati Uniti contro obiettivi siriani il 6 aprile, come un atto di un’ulteriore escalation dell’intervento imperialista in Siria e nella regione, giustificandola col presunto utilizzo di armi chimiche a Khan Sheikhoun città vicino Idleb da parte dell’esercito siriano, un crimine pretestuoso.
Il bombardamento americano della Siria costituisce non solo la violazione dei principi della Carta delle Nazioni Unite, ma è anche la continuazione delle politiche delle precedenti amministrazioni statunitensi da parte dell’amministrazione Trump. Dopo aver creato, addestrato e finanziato i gruppi armati mercenari di “ISIS” e altri, gli Stati Uniti, la NATO e l’UE con i propri alleati nella regione, stanno fornendo sostegno ai gruppi terroristici armati, attraverso gli attacchi contro l’esercito siriano, e non è la prima volta. Dietro questi attacchi ci sono i piani per la creazione di un “Grande Medio Oriente” per il controllo delle risorse energetiche e dei gasdotti e per ridisegnarne i confini con regimi “amici”. Il WPC esprime la sua solidarietà al popolo siriano e ai popoli della regione per il loro diritto di determinare liberamente e senza alcuna interferenza straniera il loro destino. Denunciamo anche l’ipocrisia e la doppia morale degli imperialisti, che sostengono e / o svolgono attacchi contro i popoli e le nazioni, creando centinaia di migliaia di rifugiati, e allo stesso tempo “versando lacrime” per gli sfollati che scappano per salvarsi la vita.
Il WPC invita i suoi membri e i suoi simpatizzanti a condannare gli interventi imperialisti e i loro piani nella regione, e ad esprimere solidarietà con i popoli attaccati ed in difficoltà.

La Segreteria del 7 aprile 2017 WPC

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ENGLISH VERSION

Statement of the World Peace Council on the missile attack of the USA against Syrian targets

The World Peace Council denounces and condemns the recent missile attacks of the USA against Syrian targets on 6th April,as an act of further escalation of the imperialist intervention in Syria and the region, based on the alleged use of chemical weapons in Khan Sheikhoun town near Idleb by the Syrian army, a crime with suspicious motives.
The US bombing of Syria constitutes not only the violation of the principles of the UN Charter but is also the continuation of the US policies of the previous US administrations, now by the Trump administration. After having created, trained and financed the armed mercenary groups of “ISIS” and others, the USA, NATO and the EU along with its allies in the region, are providing support to armed terrorist groups, through attacks on the Syrian army, not for the first time. Behind these attacks are the plans for the establishment of a “Greater Middle East” with the controll of energy resources and pipelines and with willing regimes and new borders. The WPC expresses its solidarity with the Syrian people and the peoples of the region for their rights to determine freely and without any foreign interference their fortunes. We denounce also the hyprocrisy and double moral of the imperialists, who support and/or carry out attacks on peoples and nations, driving hundreds of thousands to become refugees, and at the same time “shed tears” about the displaced people who run away for their lives.
The WPC calls upon its members and friends to condemn the imperialist interventions and plans in the region and to express their solidarity with the peoples in need.

The Secretariat of WPC 7th April 2017

– – – ADERISCONO ALLA MOBILITAZIONE – – –
Assadakah (Associazione Nazionale Italo Araba), Comitato Ucraina Antifascista Milano, PRC (Circolo Quarto Stato), La Casa Rossa, Partito Comunista (Lombardia)
RACCOLTA ADESIONI IN CORSO…

evento Facebook qui

In Brasile si rafforza la mobilitazione popolare contro gli attacchi del governo golpista

di Cebrapaz

Traduzione di Marcello Gentile

Come sapete, il Brasile sta vivendo un colpo di Stato che, a parte la sua illegittimità e violazione del nostro diritto democratico di voto, si basa su rapidi e sistematici attacchi contro i nostri diritti sociali ed economici, mira ai lavoratori per i successi delle nostre lotte che abbiamo continuato a promuovere per una maggiore giustizia sociale.

Ora, invece di progredire, il governo illegittimo,risultato dal colpo di stato del 2016 (non solo contro il presidente Dilma Rousseff, ma contro i suoi oltre 54 milioni di elettori), ci impone lo stesso programma che è stato sconfitto alle elezioni del 2014, con una crociata contro la nostra sicurezza sociale. Si prega di leggere il nostro ultimo comunicato sulla nostra lotta:

IN BRASILE SI RAFFORZA LA MOBILITAZIONE CONTRO GLI ATTACCHI DEL GOVERNO GOLPISTA

Il Frente Povo Sem Medo e il Frente Brasil Popular, di cui il Centro Brasiliano di Solidarietà con i Popoli e lotta per la pace (Cebrapaz) è membro, hanno promosso il rafforzamento della mobilitazione dei brasiliani e delle brasiliane in difesa della democrazia e dei suoi diritti, che sono sotto attacco di un governo nato da un colpo di stato parlamentare, giudiziario e mediatico dal 2016. La mobilitazione di più di un milione di persone durante gli scioperi e le manifestazioni in tutto il paese sono la testimonianze di questa crescente forza.

Oltre alle manifestazioni di massa in varie città contro la riforma della sicurezza sociale promossa dal governo illegittimo di Michel Temer, più di 1.500 membri dei movimenti sociali hanno occupato l’edificio del Ministero delle Finanze a Brasilia il 15 marzo durante la Giornata Nazionale di Mobilitazione e sciopero contro la riforma della previdenza sociale , convocata da entrambi i Fronti Popolari.

Tuttavia, anche di fronte alla crescente mobilitazione popolare contro gli attacchi del governo golpista, Temer ha osato dire che la gente comincia a capire la presunta necessità dei “sacrifici”.

I movimenti che denunciano le menzogne dei promotori del colpo di stato su un enorme deficit nella sicurezza sociale (una bugia creata per giustificare l’attacco diretto contro i lavoratori) hanno citato dati del Dipartimento Inter-Union di statistica e studi socio-economici (Dieese) pubblicato nel 2016, secondo cui la sicurezza sociale ha, di fatto, un surplus (superavit).

Tra i progetti per il “regresso”, che si aggiunge alla riforma della sicurezza sociale del governo Temer, c’è l’emendamento costituzionale N. 95, che blocca gli investimenti pubblici in settori quali la sanità e l’istruzione per due decenni.

Dal 2016 Cebrapaz denuncia il colpo di stato che ha rimosso dal governo legittimo il presidente Dilma Rousseff, attaccando la democrazia brasiliana e la volontà sovrana del popolo. Questo golpe è inserito in un quadro globale di avanzamento del conservatorismo e delle forze reazionarie, sostenute dal programma imperialista degli Stati Uniti. Questa è una lotta per il quale i brasiliani hanno ricevuto la solidarietà da vari movimenti e governi di tutto il mondo.

Cebrapaz fa parte del “Frente Brasil Popular” fin dall’inizio, nel 2015, e vari dei suoi centri in diversi stati federali hanno partecipato alle mobilitazioni degli ultimi giorni.