Archivi tag: Medio Oriente

Dichiarazione del WPC sulla Palestina

Dichiarazione del World Peace Council sulla recente brutale oppressione a Gerusalemme da parte di Israele

Il Consiglio Mondiale per la Pace esprime la sua veemente condanna alla brutale oppressione dei palestinesi nella Gerusalemme occupata da parte delle forze di sicurezza israeliane e dei coloni armati. Denunciamo in particolare l’attacco ai civili palestinesi attorno alla moschea di Al Aqsa e le azioni violente di sfratto delle famiglie palestinesi nel quartiere Sheikh Jarrah a Gerusalemme.
Le azioni di cui sopra non solo violano i diritti umani fondamentali dei palestinesi di Gerusalemme, ma costituiscono anche una chiara violazione dello Status internazionale di Gerusalemme, come descritto nelle numerose risoluzioni delle Nazioni Unite. Questa è la continuazione degli sforzi del regime di occupazione israeliano per procedere con la giudaizzazione della città di Gerusalemme, pienamente avallata dalle amministrazioni statunitensi e tollerata dall’Unione Europea.
Queste azioni mirano alla “pulizia etnica” di Gerusalemme ed al furto di terre, azioni paragonabili ad una politica “in stile apartheid” contro il popolo palestinese.

Il WPC esprime la sua piena solidarietà e sostegno alla giusta causa del popolo palestinese per la fine dell’occupazione di tutti i territori palestinesi, compresa Gerusalemme Est, e lo smantellamento degli insediamenti in Cisgiordania e Gerusalemme. Chiediamo il rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi dalle carceri israeliane, il diritto al ritorno dei profughi palestinesi alle loro case e ribadiamo la nostra richiesta per la creazione di uno Stato palestinese indipendente e vitale entro i confini precedenti al 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come sua capitale.

Fine dell’occupazione ora! Palestina libera!

10 maggio 2021

Il Segretariato del World Peace Council

Fonte: http://www.wpc-in.org/statements/statement-wpc-about-recent-brutal-oppression-jerusalem-israel

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

25 Aprile 2021 e la Brigata Immortale: liberazione per l’Italia e internazionalismo per i popoli

Per il 25 Aprile 2021 ci saremo, con lo striscione della Brigata Immortale. Faremo una videoconferenza per la Liberazione, la quale è inseparabile dall’internazionalismo. Anche quest’anno, viste le condizioni, il Veterano dell’Armata Rossa Semion Kantor, il quale ha compiuto ormai 96 anni, ci farà avere un suo saluto dalla Russia.

Sarà una iniziativa misurata, tratterà della nostra Liberazione e della tensione internazionale che si sta sensibilmente innalzando; sapendo che all’epidemia seguiranno ulteriori gravi problemi per il Paese. Avremo contributi di Casa Rossa e del Comitato Contro La Guerra Milano.

Saranno presenti:

ROMAN GORSKIY il quale introdurrà il saluto del nonno SEMION KANTOR, VETERANO DELL’ARMATA ROSSA

ADA GALANO, Coordinadora Nacional de Cubanos Residentes  en Italia – CONACI

Dott. YOUSEF SALMAN, Presidente della Comunità Palestinese di Roma e del Lazio

Ricordare la nostra Liberazione significa anche non dimenticare la situazione attuale ai confini tra Ucraina e Russia (Donbass), quella del popolo palestinese così come la condizione attuale del popolo cubano che è oppresso dal bloqueo.

Domenica 25 aprile 2021 alle ore 18.00 in diretta sulle seguenti pagine Facebook:

Comitato Contro La Guerra Milano
www.facebook.com/comitato.milano.5

La Casa Rossa
www.facebook.com/lacasa.rossa.3

Verranno segnalate altre eventuali  partecipazioni prossimamente, in questi giorni.
Evento FB: https://www.facebook.com/events/247425180438692

Il signor Biden, la guerra e il “Grande Medio Oriente”

Partiamo dai fatti. Una base statunitense in Iraq viene colpita da un attacco missilistico il 15 febbraio. Nei giorni successivi, il 26 febbraio, il Pentagono ordina un raid aereo sul territorio siriano. Dunque gli Stati Uniti, colpiti in Iraq, rispondono bombardando in Siria.
Per rimettere ordine in questi fatti che coinvolgono due nazioni, passiamo a trattare episodi accaduti nel corso degli ultimi tredici mesi.
Siamo all’inizio del 2020, all’aeroporto di Baghdad viene assassinato attraverso un drone del Pentagono Qassem Soleimani, generale della Forza Quds iraniana. Nelle ore successive a questo episodio il Parlamento iracheno vota un documento che richiede il ritiro delle truppe straniere dal proprio Paese. Al tempo stesso interdice l’uso dello spazio aereo iracheno. Gli USA hanno rivendicato l’uccisione di Soleimani, un assassinio fuori da ogni regola del diritto internazionale.
A partire da Teheran, passando per Baghdad e giungendo fino a Damasco, Soleimani è considerato un eroe: un uomo che si è caratterizzato per i rapporti internazionali e per la lotta contro l’ISIS, al quale ha inflitto colpi durissimi. Imponenti manifestazioni lo hanno commemorato in Iran, in Iraq così come a Damasco ed Aleppo.
Oggi siamo a trent’anni dal gennaio del 1991, anno dell’attacco all’Iraq con l’operazione “Desert Storm”, compiuta attraverso una forza militare composta dalla coalizione di ben 35 nazioni capeggiate dagli Stati Uniti. A trent’anni dal gennaio del 1991 gli statunitensi sono ancora sul suolo iracheno; il Parlamento dell’Iraq si è espresso, ma gli Stati Uniti mantengono basi in quella nazione. Le hanno nell’Ovest ad al-Asad e nel Nord ad Erbil, in Iraq.

Continua a leggere

Dichiarazione del WPC sull’annessione dei territori palestinesi da parte dello Stato di Israele

All’attenzione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra e delle Missioni diplomatiche degli Stati presso le Nazioni Unite a Ginevra
DICHIARAZIONE del Consiglio Mondiale della Pace (WPC)
Lunedì 29 giugno 2020

PER CHI È COINVOLTO

wpcIl Consiglio mondiale della pace (WPC), così come la International Organisation of Peace Movements in collaborazione con il sistema delle Nazioni Unite di New York, Ginevra e Vienna, dopo 70 anni al servizio delle cause di pace e amicizia tra i popoli, esprime la più viva preoccupazione e disaccordo verso l’annessione dei territori palestinesi della Valle del Giordano da parte dello Stato d’Israele, programmata per il 1° luglio 2020.

Vorremmo richiamare la vostra attenzione sull’ininterrotta occupazione dei territori palestinesi, iniziata il 5 giugno 1967 (inclusa Gerusalemme Est) e che, nonostante gli Accordi di Oslo del 1993, ha attraversato diverse fasi ed è avanzata attraverso gli insediamenti illegali dello Stato d’Israele in Cisgiordania, la costruzione della barriera di separazione israeliana, l’assedio della Striscia di Gaza, le violenze continue nei confronti dei cittadini palestinesi, così come il furto delle terre di Gerusalemme Est e gli sforzi del governo israeliano di mettere in atto la giudaizzazione della città, andando contro ogni decisione delle Nazioni Unite.

Sottolineiamo la nostra forte disapprovazione verso la posizione di tutti i governi che hanno approvato, tollerato o supportato queste violazioni del diritto internazionale da parte dello Stato d’Israele, le quali hanno alimentato le aggressive mire espansionistiche verso il Popolo e lo Stato di Palestina.

Per decenni abbiamo contrastato ogni politica di oppressione nei confronti del popolo palestinese e abbiamo supportato la soluzione del conflitto attraverso la creazione di uno Stato di Palestina indipendente, autonomo e autosufficiente, all’interno dei confini precedenti il 4 giugno 1967, con capitale Gerusalemme Est, insieme a Israele.

La recente decisione dell’amministrazione statunitense di spostare la propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme e la conseguente identificazione di quest’ultima come “indivisa capitale di Israele”, così come la legge sulla cittadinanza riguardante tutti i cittadini non ebrei di Israele e il “Piano di Pace” degli Stati Uniti riguardante il conflitto israelo-palestinese, dimostrano le intenzioni di Israele e Stati Uniti nell’ignorare i diritti inalienabili del popolo palestinese e del loro Stato. Inoltre, il “Piano di Pace” degli Stati Uniti comporta l’annessione del 30% della Cisgiordania (l’area della Valle del Giordano, aree a nord del Mar Morto e ampi insediamenti in Cisgiordania), la quale è stata recentemente annunciata dal governo di Israele ed è prevista per il 1° luglio 2020.

Il Consiglio mondiale per la pace dichiara il rifiuto e il ripudio dei piani sopra citati, i quali vanno contro ogni interpretazione del diritto internazionale e contro l’opinione della stragrande maggioranza degli stati e dei popoli mondiali. Questi piani costituiscono un’evidente violazione delle decisioni delle Nazioni Unite e porteranno ad un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita del popolo palestinese. I piani di annessione comportano ulteriore instabilità e ostacolano la pace dell’intero Medio Oriente.

Facciamo appello al Consiglio di sicurezza e al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, a tutti gli stati membri delle Nazioni Unite e a tutti coloro che si oppongono alle guerre, affinché condannino la crescente occupazione delle terre palestinesi attraverso il piano del 1° luglio, o attraverso altri progetti simili, e riaffermiamo la nostra solidarietà verso il popolo palestinese e il suo diritto all’autodeterminazione:

– Per la fine dell’occupazione israeliana e uno stato di Palestina indipendente all’interno dei confini del 1967, con capitale Gerusalemme.

– Per il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite e degli stati membri dello stato di Palestina in quanto membro effettivo delle Nazioni Unite.

– Per l’abolizione degli insediamenti e l’allontanamento degli occupanti, la rimozione della barriera di separazione e il diritto dei profughi palestinesi di ritornare nelle loro case.

– Per il rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi dalle carceri di Israele.

Non ci può essere pace in Medio Oriente senza giustizia!

A nome del segretariato WPC

Socorro Gomes – Presidente
Thanassis Pafilis – Segretario Generale

[Traduzione a cura del CCLGM]