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Il 25 Aprile con la Brigata Garibaldi Immortale e internazionalista

25 aprile inNel corso degli anni la manifestazione del 25 Aprile ha assunto sempre più la forma di un grande contenitore.
Al suo interno si sono raccolte cose diversissime e incompatibili tra loro, al punto da determinare contraddizioni insanabili.
L’antifascismo non sta con il neocolonialismo di Macron, con i crimini degli USA o di Israele.

A 75 anni dagli scioperi del ’44, giova ricordare come l’antifascismo non possa stare con l’abolizione dell’articolo 18 per i licenziamenti, con la legge Fornero o il Jobs Act.
Per queste ragioni abbiamo voluto portare quei contenuti della Resistenza più veri, così attuali da essere imprescindibili proprio nel corteo ufficiale del 25 aprile a Milano.
Giusti contenuti, giusto il luogo; sono altri che invece erano fuori luogo.

In questo modo molti ci hanno riconosciuto le posizioni corrette, altri ci hanno invece conosciuti, venendo ad inserirsi nello spezzone della Brigata Garibaldi Immortale, con il quale hanno sfilato i Russi, in ricordo dei 26 milioni di caduti nella “Grande Guerra Patriottica”, insieme al veterano dell’Armata Rossa Semion Kantor, classe 1924.
Nello spezzone erano con noi altri striscioni, quello del Comitato Contro la Guerra Milano, quello degli africani per L’Africa libera dal franco CFA e dal neocolonialismo. Quello dei compagni del JVP “Fronte Popolare di Liberazione dello Sri Lanka”, lavoratori spesso soggetti a turni faticosi; lo striscione degli ecuadoriani che si battono per la libertà del loro vicepresidente Jorge Glass, incarcerato dal traditore Moreno, lo stesso che ha consentito l’arresto di Julian Assange nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.
Lo striscione che chiudeva lo spezzone del corteo era per “Maduro legittimo Presidente” del Venezuela Bolivariano.
Molti i cartelli con le foto di Assange, del quale il prossimo 2 maggio sapremo se la giustizia inglese ne disporrà l’estradizione richiesta dagli USA.

Per la prima volta, dopo tanti anni, lavoratori provenienti da 4 continenti, si sono ritrovati per discutere e dare a Milano una presenza progressista ed internazionalista nel corteo ufficiale del 25 Aprile, festa della liberazione.

L’intenzione è quella di non arretrare, come accaduto sin qui, ed anzi riprendere spazio. Con coraggio.

Comitato Contro la Guerra Milano
Casa Rossa
Ligera.

 

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Caracas, 2 ° Missione Internazionale di Solidarietà con il popolo venezuelano. 12 – 14 aprile 2019: intervento del delegato del CCLGM

Delegato CCLGMSappiamo bene quante ricchezze naturali ci siano qui in Venezuela, ma ciò che gli Stati Uniti e i suoi alleati dell’Unione Europea non possono tollerare, è l’esistenza di popoli liberi ed indipendenti che vogliono gestire le proprie risorse.

Per l’imperialismo un paese che non si allinea in modo subalterno al capitalismo, è un paese che deve essere schiacciato, perché è un cattivo esempio, soprattutto se gli yankee lo considerano all’interno del “cortile di casa”, come prevede la dottrina Monroe, ricordata proprio ultimamente dal signor Bolton. Per meglio praticarla, si sta proponendo al signor Bolsonaro di entrare nella NATO.

Per questa ragione in Venezuela la lotta di classe è durissima e una parte la combatte con violenza, con ferocia, in modo terrorista e criminale fino ad arrivare alla minaccia di un intervento armato che ne pieghi la resistenza popolare.

La maggioranza dei venezuelani lo sa bene ed è cosciente del fatto che nè gli USA, nè l’Unione Europea e tanto meno l’oligarchia hanno e avranno mai a cuore il benessere del popolo bolivariano.

Nell’Unione Europea e negli USA credevano (e non succederà mai) che con una crisi economica aggravata da un embargo criminale, insediando un presidente autoproclamato e conducendo, senza scrupoli, un continuo sabotaggio energetico (un vero e proprio atto di guerra) si sarebbe arrivati ad una sommossa popolare e militare.

Invece il popolo venezuelano sa che l’oligarchia al potere porterebbe privatizzazioni e dollarizzazione, eliminerebbe la redistribuzione dei proventi del petrolio, l’assegnazione di case popolari e la distribuzione dei generi di prima necessità contenuta nei CLAPS, inoltre alzerebbe le tariffe per luce, acqua, gas oggi tra le più economiche al mondo, così come il prezzo della benzina.

Noi sosteniamo con forza i compagni che sono in prima linea in questa lotta, ben sapendo che mettono in gioco la propria vita. Televisioni e giornali descrivono questi compagni come irriducibili fedelissimi di un dittatore affamatore e sanguinario contro il proprio popolo. Sul piedistallo mettono invece i venduti e traditori della patria, a cominciare dalla marionetta diretta dagli USA, che un giorno si e l’altro pure chiede l’invasione del proprio paese.

Coloro che sono amanti della pace sanno bene che per combattere l’imperialismo è essenziale appoggiare i popoli indomiti e liberi che non vogliono piegarsi. Non è un caso che il Consiglio Mondiale della Pace nell’ultimo anno e mezzo sia passato da Hanoi, Damasco e oggi Caracas. Popoli che l’imperialismo, nonostante le sofferenze provocate, non è ancora riuscito a sconfiggere . Oggi è qui, in Siria così come in Donbass, che si combatte la vera lotta mondiale.

Celebrare ieri il giorno del ritorno del Comandante Chavez al palazzo presidenziale di Miraflores, il 14 aprile del 2002, non ha riguardato solamente il Venezuela, perché la figura di Hugo Chavez Frias ha rappresentato e rappresenta la lotta antimperialista nel mondo.

Difendere la libertà e la sovranità dei popoli, oggi più che mai, passa necessariamente dalla difesa del legittimo governo bolivariano, dalla difesa del legittimo governo arabo siriano così come dalla difesa delle Repubbliche autonome del Donbass che lottano contro il governo filo nazista di Kiev.

Caracas, 2 ° Missione Internazionale di Solidarietà con il popolo venezuelano. 12 – 14 aprile 2019

Report 2^ Missione Internazionale di Solidarietà con il popolo venezuelano, 12 – 14 aprile

presidium_pcv_meeting_1Si è svolta a Caracas la 2^ Missione Internazionale di Solidarietà con il popolo venezuelano,dal 12 al 14 aprile 2019, organizzata dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e dal Consiglio Mondiale della Pace, con la partecipazione di 87 delegati internazionali di 67 organizzazioni in rappresentanza di 45 paesi, tra cui una delegazione del Comitato Contro la Guerra Milano.
La data non è stata scelta casualmente, ma coincide con il diciassettesimo anniversario del Colpo di Stato, che il giorno 11 aprile 2002 ha riportato al potere politico l’oligarchia venezuelana con il proprio esponente Pedro Carmona Estanga (detto “Carmona il Breve”) come presidente di transizione, fino a quando una straordinaria reazione popolare, il 14 aprile del 2002, ha riportato al Palazzo di Miraflores (il palazzo presidenziale a Caracas) il Presidente legittimo Hugo Rafael Chavez Frias.

Questa missione arriva meno di un mese dopo l’organizzazione, da parte del Forum Belgrado, membro del Consiglio Mondiale della Pace, della conferenza internazionale in occasione del ventesimo anniversario dei bombardamenti NATO sulla Ex Jugoslavia e sei mesi dopo la missione di solidarietà con il popolo siriano a Damasco organizzata sempre dal CMP e dalla FMGD: tre popoli indomiti, liberi e sovrani, aggrediti in modo criminale, per non volersi piegare all’imperialismo.

1° giorno
Nella mattinata del primo giorno della missione si è reso omaggio al Padre della Patria, il Liberatore Simon Bolivar. Durante il pomeriggio si è tenuto un incontro tra il Presidente legittimo Nicolas Maduro Moros, la segreteria del Consiglio Mondiale della Pace, il coordinatore della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e il Comitato Internazionale di Solidarietà e Lotta per la Pace (COSI, l’organizzazione venezuelana membra del CMP); in seguito si è svolto l’incontro con tutta la delegazione internazionale della missione e con i movimenti studenteschi universitari e medi bolivariani.
Nicolas Maduro ha chiesto ai movimenti internazionali per la pace sostegno al Venezuela, organizzando marce, conferenze, facendo informazione e raccontando la verità nei propri paesi su ciò che realmente è la Repubblica Bolivariana del Venezuela per contrastare la disinformazione.
È intervenuto Icovos Tofari, Presidente della FMGD, che ha denunciato come alcuni delegati provenienti da paesi occidentali siano stati interrogati dalle autorità degli aereoporti di partenza per il solo fatto di essere diretti in Venezuela.
È intervenuta Socorro Gomez, Presidente del Consiglio Mondiale della Pace, presentando brevemente il CMP e ricordando i 70 anni di esistenza dell’organizzazione; ha inoltre sottolineato come il Presidente Nicolas Maduro sia oggi un esempio di resistenza non soltanto per l’America Latina, ma per il mondo.
Il Presidente Bolivariano ha continuato il suo intervento, rispondendo alla minaccia di invasione del Presidente del Brasile, Bolsonaro, definendolo un pazzo, un fascista e dicendo che non è mai accaduto nella storia che il Brasile minacciasse di invasione un suo vicino e concludendo che questa gravissima minaccia gli si ritorcerà contro. L’incontro si è chiuso con i festeggiamenti per la consegna dell’appartamento popolare numero 2.600.000 e con l’obbiettivo della “Mission Vivenda” di arrivare a consegnare entro il 2025 cinque milioni di case popolari.

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