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“L’unica democrazia del medio oriente” cala la maschera

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Orban, Netanyahu, il cubo di Rubik – luglio 2017

Il 19 luglio la Knesset (il parlamento israeliano) ha approvato la legge costituzionale sullo Stato-nazione che definisce Israele come la patria storica del popolo ebraico, incoraggia la creazione di insediamenti riservati agli ebrei, declassa l’arabo da lingua ufficiale a lingua a statuto speciale, proclama tutta la città di Gerusalemme capitale, non definisce, ancora una volta, i confini dello Stato.

Ciò rappresenta un gravissimo salto qualitativo che istituzionalizza i principi di uno Stato teo-etnocratico e senza definirne i confini, implicitamente incoraggia l’occupazione di nuove colonie nei territori palestinesi e rappresenta l’ennesima evidente violazione del diritto internazionale, allontanando sempre più la possibilità di uno Stato palestinese.

Inoltre, mentre veniva messa ai voti la legge, si è tenuto a Gerusalemme l’incontro fra il premier Benjamin Netanyahu e il suo omologo ungherese Viktor Orban, definito da Bibi “un vero amico d’Israele”, in una tre giorni all’insegna dell’abbraccio culturale e politico in essere tra i due Paesi: l’uno fautore di una inequivocabile operazione di apartheid, l’altro legato all’identità nazista che ne ha connotato la storia. Un “abbraccio” caratterizzato da una ipocrita visita al Museo dell’Olocausto e dalla pretestuosa, quanto linguisticamente erronea, accusa di antisemitismo nei confronti di chi si schierasse contro il sionismo.

La decisione del parlamento israeliano si accompagna all’aumento della repressione lungo la barriera tra la striscia di Gaza e Israele, all’intensificazione dei venti di guerra contro l’Iran, al perpetrarsi dell’intervento diretto nella Guerra in Siria, con raid dell’aviazione in territorio siriano, incluso l’abbattimento di un caccia bombardiere nel Golan siriano occupato dove sono continui gli attacchi anche verso il Libano, e nel frattempo intervenendo direttamente per evacuare 800 Caschi Bianchi dal territorio siriano, rivelandone al mondo intero la non-neutralità.

Israele quindi si conferma, insieme al suo migliore alleato, gli USA, il principale pericolo per la pace mondiale.

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