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Mobilitazione davanti al Consolato USA a Milano

Il Comitato Contro La Guerra Milano concorda e fa propria la dichiarazione del Consiglio Mondiale della Pace.

Chiama pertanto alla mobilitazione per domani
SABATO 8 APRILE ALLE ORE 18
DAVANTI AL CONSOLATO USA IN LARGO DONEGANI.
per info e adesioni alla mobilitazione cell.: 338-3899559

Dichiarazione del Consiglio Mondiale della Pace sull’ attacco missilistico degli Stati Uniti contro obiettivi siriani
(in basso la versione in inglese)

Il Consiglio Mondiale della Pace denuncia e condanna i recenti attacchi missilistici degli Stati Uniti contro obiettivi siriani il 6 aprile, come un atto di un’ulteriore escalation dell’intervento imperialista in Siria e nella regione, giustificandola col presunto utilizzo di armi chimiche a Khan Sheikhoun città vicino Idleb da parte dell’esercito siriano, un crimine pretestuoso.
Il bombardamento americano della Siria costituisce non solo la violazione dei principi della Carta delle Nazioni Unite, ma è anche la continuazione delle politiche delle precedenti amministrazioni statunitensi da parte dell’amministrazione Trump. Dopo aver creato, addestrato e finanziato i gruppi armati mercenari di “ISIS” e altri, gli Stati Uniti, la NATO e l’UE con i propri alleati nella regione, stanno fornendo sostegno ai gruppi terroristici armati, attraverso gli attacchi contro l’esercito siriano, e non è la prima volta. Dietro questi attacchi ci sono i piani per la creazione di un “Grande Medio Oriente” per il controllo delle risorse energetiche e dei gasdotti e per ridisegnarne i confini con regimi “amici”. Il WPC esprime la sua solidarietà al popolo siriano e ai popoli della regione per il loro diritto di determinare liberamente e senza alcuna interferenza straniera il loro destino. Denunciamo anche l’ipocrisia e la doppia morale degli imperialisti, che sostengono e / o svolgono attacchi contro i popoli e le nazioni, creando centinaia di migliaia di rifugiati, e allo stesso tempo “versando lacrime” per gli sfollati che scappano per salvarsi la vita.
Il WPC invita i suoi membri e i suoi simpatizzanti a condannare gli interventi imperialisti e i loro piani nella regione, e ad esprimere solidarietà con i popoli attaccati ed in difficoltà.

La Segreteria del 7 aprile 2017 WPC

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ENGLISH VERSION

Statement of the World Peace Council on the missile attack of the USA against Syrian targets

The World Peace Council denounces and condemns the recent missile attacks of the USA against Syrian targets on 6th April,as an act of further escalation of the imperialist intervention in Syria and the region, based on the alleged use of chemical weapons in Khan Sheikhoun town near Idleb by the Syrian army, a crime with suspicious motives.
The US bombing of Syria constitutes not only the violation of the principles of the UN Charter but is also the continuation of the US policies of the previous US administrations, now by the Trump administration. After having created, trained and financed the armed mercenary groups of “ISIS” and others, the USA, NATO and the EU along with its allies in the region, are providing support to armed terrorist groups, through attacks on the Syrian army, not for the first time. Behind these attacks are the plans for the establishment of a “Greater Middle East” with the controll of energy resources and pipelines and with willing regimes and new borders. The WPC expresses its solidarity with the Syrian people and the peoples of the region for their rights to determine freely and without any foreign interference their fortunes. We denounce also the hyprocrisy and double moral of the imperialists, who support and/or carry out attacks on peoples and nations, driving hundreds of thousands to become refugees, and at the same time “shed tears” about the displaced people who run away for their lives.
The WPC calls upon its members and friends to condemn the imperialist interventions and plans in the region and to express their solidarity with the peoples in need.

The Secretariat of WPC 7th April 2017

– – – ADERISCONO ALLA MOBILITAZIONE – – –
Assadakah (Associazione Nazionale Italo Araba), Comitato Ucraina Antifascista Milano, PRC (Circolo Quarto Stato), La Casa Rossa, Partito Comunista (Lombardia)
RACCOLTA ADESIONI IN CORSO…

evento Facebook qui

La guerra è alle porte: i video del convegno

A Milano venerdì 23 Ottobre si è svolta presso la Camera del Lavoro Metropolitana una partecipata iniziativa promossa dal Comitato contro la Guerra Milano, in collaborazione con il Comitato No Guerra No NATO Nazionale, il cui titolo “La guerra è alle porte” è stato sviluppato da relazioni di Manlio Dinucci, Marinella Correggia ed Ugo Giannangeli. Il Consolato Venezuelano ha inviato il suo saluto così come il gruppo musicale “Banda Bassotti”; si è inoltre avuto modo di ascoltare il saluto di Jean Toschi Marazzani Visconti, che ha brevemente parlato della Yugoslavia “prima e dopo” l’intervento della NATO.
La Sala Di Vittorio (400 posti) era quasi piena.
Di seguito i video degli interventi:

Manifestazione NO WAR in occasione della visita di Barack Obama a Roma

Manifestazione indetta da varie organizzazioni politiche e di base,
per dire a Barack Obama, in visita a Roma sabato 27 marzo 2014,

NO WAR – NO MUOS – NO TTIP
La manifestazione si è tenuta in via Veneto, vicino all’Ambasciata degli Stati Uniti.

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La nuova strategia di guerra della Nato

di Manlio Dinucci | da il Manifesto

ucraina_esercitoRIUNITI A BRUXELLES I MINISTRI DELLA DIFESA

Una Pinotti raggiante di gioia, per la sua prima volta alla Nato (il sogno di una vita), ha partecipato alla riunione dei ministri della difesa svoltasi il 26-27 febbraio al quartier generale di Bruxelles.

Primo punto all’ordine del giorno l’Ucraina, con la quale – sottolineano i ministri nella loro dichiarazione – la Nato ha una «distintiva partnership» nel cui quadro continua ad «assisterla per la realizzazione delle riforme». Prioritaria «la cooperazione militare» (grimaldello con cui la Nato è penetrata in Ucraina). I ministri «lodano le forze armate ucraine per non essere intervenute nella crisi politica» (lasciando così mano libera ai gruppi armati) e ribadiscono che per «la sicurezza euro-atlantica» è fondamentale una «Ucraina stabile» (ossia stabilmente sotto la Nato).
I ministri hanno quindi trattato il tema centrale della Connected Forces Initiative, la quale prevede una intensificazione dell’addestramento e delle esercitazioni che, unitamente all’uso di tecnologie militari sempre più avanzate, permetterà alla Nato di mantenere un’alta «prontezza operativa ed efficacia nel combattimento». Per verificare la preparazione, si svolgerà nel 2015 una delle maggiori esercitazioni Nato «dal vivo», con la partecipazione di forze terrestri, marittime e aeree di tutta l’Alleanza. La prima di una serie, che l’Italia si è offerta di ospitare.

Viene allo stesso tempo potenziata la «Forza di risposta della Nato» che, composta da unità terrestri, aeree e marittime fornite e rotazione dagli alleati, è pronta ad essere proiettata in qualsiasi momento in qualsiasi teatro bellico. Nell’addestramento dei suoi 13mila uomini, svolge un ruolo chiave il nuovo quartier generale delle Forze per le operazioni speciali che, situato in Belgio, è comandato dal vice-ammiraglio statunitense Sean Pybus dei Navy SEALs.

La preparazione di queste forze rientra nel nuovo concetto strategico adottato dall’Alleanza, sulla scia del riorientamento strategico statunitense. Per spiegarlo meglio è intervenuto a Bruxelles il segretario alla difesa Chuck Hagel, che ha da poco annunciato un ridimensionamento delle forze terrestri Usa da 520mila e circa 450mila militari. Ma, mentre riduce le truppe, il Pentagono accresce le forze speciali da 66mila a 70mila, con uno stanziamento aggiuntivo di 26 miliardi di dollari per l’addestramento. Gli Usa, spiega Hagel, «non intendono più essere coinvolti in grandi e prolungate operazioni di stabilità oltremare, sulla scala di quelle dell’Iraq e l’Afghanistan». È il nuovo modo di fare la guerra, condotta in modo coperto attraverso forze speciali infiltrate, droni armati, gruppi (anche esterni) finanziati e armati per destabilizzare il paese, che preparano il terreno all’attacco condotto da forze aeree e navali. La nuova strategia, messa a punto con la guerra di Libia, implica un maggiore coinvolgimento degli alleati.

In tale quadro il ministro Pinotti ha ricevuto l’onore di avere a Bruxelles un colloquio bilaterale col segretario Hagel che, si legge in un comunicato del Pentagono, «ha ringraziato la Pinotti per la sua leadership e per il forte contributo dell’Italia alla Nato, inclusa la missione Isaf». Hagel ha anche espresso il solenne «impegno di continuare a cercare modi per approfondire la relazione bilaterale con l’Italia». C’è da aspettarsi quindi ancora di più dalla «relazione bilaterale» con gli Usa, oltre agli F-35, al Muos di Niscemi, al potenziamento di Sigonella e delle altre basi Usa sul nostro territorio, all’invio di forze italiane nei vari teatri bellici agli ordini di fatto del Pentagono. Soprattutto ora che ministro della difesa è Roberta Pinotti, la cui «leadeship» ha contribuito a far salire l’Italia al decimo posto tra i paesi con le più alte spese militari del mondo: 70 milioni di euro al giorno, secondo il Sipri, mentre si annunciano nuovi tagli alla spesa pubblica.