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4 luglio: presidio al Consolato USA per l’indipendenza e la sovranità dei popoli

Siamo cittadini amanti della pace. Spesso i mezzi di comunicazione ci nascondono la verità.

Questo appello nasce da una volontà di mobilitazione contro la politica di aggressione, condotta dagli USA e dalla NATO con l’Unione Europea, che ha già provocato una violenta rottura degli equilibri in tutto il mondo: Medio Oriente, Africa, Sudamerica, Europa ed in Estremo Oriente.

Proprio Washington, i Paesi della NATO e l’Unione Europea, quelli che si arrogano il diritto di “esportare la democrazia” e difendere i diritti umani, arrivano al punto di bloccare l’arrivo dei vaccini in Venezuela, dopo che sono stati regolarmente pagati da Caracas al sistema internazionale COVAX; cercano da decenni di strangolare una piccola ma valorosa isola come Cuba attraverso il bloqueo; non dicono una parola su quello che è ormai noto come l’apartheid contro i palestinesi, esercitato con continue violazioni israeliane di risoluzioni ONU; sono rimasti a guardare il golpe in Bolivia, poco più di un anno fa. Oggi i boliviani hanno rimesso a posto le cose.

Il giornalismo oggi ha nuovamente indossato l’elmetto

Il colpevole silenzio della stampa ha tenuto nascosto che, in più occasioni, si sia sfiorato lo scoppio di una guerra devastante tra la NATO e la Federazione Russa. Col pretesto che la Russia non rispetti gli “standard” in materia di diritti civili, Washington e Bruxelles hanno votato per le sanzioni contro Mosca, le quali si stanno ritorcendo contro i lavoratori italiani ed europei, proprio in un momento nel quale i lavoratori stanno già pagando cara la pandemia. Le “esercitazioni militari” fatte ai confini della Russia, i tentativi di destabilizzazione della Bielorussia, la guerra in Donbass, quella in Siria, stanno portando il mondo su una strada molto pericolosa, così come le “esercitazioni” nel Mar Cinese appartengono anch’esse al repertorio delle provocazioni poste in essere dagli USA.

Questa politica ferocemente neocoloniale, condotta attraverso guerre per l’occupazione di territori ricchi di materie prime e risorse energetiche, è costata centinaia e centinaia di migliaia di morti, continuando a provocare emergenze umanitarie per milioni di profughi fuggiti dal proprio Paese.

Ci sono dei NO che aiutano a crescere,
il NO alla guerra che contraddistingue i sinceri democratici si esprimerà

A Milano dinanzi al Consolato USA
in Largo Donegani, domenica 4 luglio,
a partire dalle ore 18.00.

È previsto che si portino le bandiere dei Paesi che sono stati aggrediti militarmente, di cui si è tentato di cancellarne la sovranità con colpi di stato o con sanzioni tese a soffocarli.

Chiamiamo alla mobilitazione per una politica di pace che rispetti l’indipendenza e la sovranità dei Popoli
La guerra è contro i lavoratori. Non un soldo per la guerra

Per info e adesioni:
mail comitatocontrolaguerramilano@gmail.com – cell. 3383899559

Evento FB: https://fb.me/e/17u0wCPkY

È in corso la raccolta adesioni*:
CIP – Centro di Iniziativa Proletaria G. Tagarelli (Sesto San Giovanni)
Fronte Popolare di Liberazione del Popolo dello Sri Lanka (JVP Milano)
A. Catone, direttore della rivista MarxVentuno
Khader Tamimi, presidente della Comunità Palestinese della Lombardia
Yousef Salman, presidente della Comunità Palestinese di Roma e del Lazio
Enrico Vigna, portavoce per l’Italia del Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali
CIVG – Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia
La Casa Rossa (Milano)
Milan en Revolución (FRI – Ecuador)
Italia-Cuba Circolo di Parma
Partito Comunista – Milano
Patria Socialista – Milano
Circolo Culturale Giordano Bruno – Milano
Colectivo Colombia Paz y Justicia Social

*Adesioni aggiornate al 30 giugno ’21

In ricordo degli antifascisti ucraini di Odessa morti per la libertà

Con lo striscione della Brigata Immortale, il 2 maggio 2021, davanti alla Stele dei 15 martiri di piazzale Loreto, abbiamo voluto ricordare i lavoratori, dei sindacalisti, degli antifascisti vittime della furia nazifascista scatenatasi 7 anni fa a Odessa contro la Casa dei sindacati. Di seguito, in un breve estratto del presidio, il momento in cui abbiamo deposto i fiori per commemorare la loro coerenza nella volontà di contrastare il governo insediatosi in seguito al golpe di piazza Maidan, all’interno del quale figuravano ministri con posizioni apertamente filonaziste.

Non una parola né un gesto di scusa invece da nessuno dei parlamentari cosiddetti “di sinistra”, qualcuno dei quali anzi, come l’onorevole Gianni Pittella (senatore del PD), si è spinto ad annunciare un futuro di libertà e democrazia in piazza Maidan a Kiev il 4 gennaio 2014. Forse il nostro Pittella non comprendeva cosa stesse succedendo? Comiziava buttando benzina sul fuoco ed infatti il febbraio successivo avvenne il golpe che avrebbe portato al potere un governo con alcuni ministri apertamente nazisti. Circa tre mesi dopo, il 2 maggio 2014 viene assaltata la Casa dei sindacati: era questo il futuro preannunciato da Pittella mentre portava “il saluto dell’Europa che crede nei valori della libertà e della democrazia” alla “libera Ucraina”? Quanti Pittella ci sono nel PD?

I video del nostro presidio del 6 gennaio, “Giù le mani dall’Iran”, con gli interventi.

È il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, sappiamo che siamo in fase di “costruzione”, la presenza è stata assicurata. Sono giunti in largo Donegani, davanti al consolato degli Stati Uniti, coloro che costituiscono un pezzo del movimento di Milano, e non solo, contro la guerra. Una guerra d’aggressione che vede ancora una volta gli USA protagonisti. La nostra pagina FB è stata oscurata fino a poche ore prima, quindi procederemo nei confronti di Facebook con una diffida dal porre in essere azioni che risultino pregiudizievoli per l’iniziativa del Comitato Contro la Guerra Milano. È giusto che sinceri democratici, amanti della pace, colpiti dall’atto di guerra all’Iran (perpetrato attraverso l’assassinio del generale Qasem Soleimani, ispirato dagli USA e da Israele) siano scesi in piazza a riaffermare il loro netto rifiuto per una logica guerrafondaia che ha anche tratti mafiosi. Le dichiarazioni di Trump sul “colpire duro” i 52 siti di interesse storico e culturale starebbero bene nei dialoghi di un film che ha per titolo “Il Dottor Stranamore”. Non dimentichiamo qui l’abbattimento dell’areo di linea ucraino, ben sapendo che nel settembre del 2018 un aereo russo fu abbattuto dalla contraerea siriana in una analoga situazione di guerra, nella quale erano coinvolte forze navali della Francia così come forze aeree di Israele. Ai morti civili dell’aereo di linea va il nostro pensiero, così come non possiamo evitare di considerare chi ha scatenato la dinamica bellica assassinando Qasem Soleimani e Abou Mahdi Mouhandis. Quei morti civili sono un’altra delle conseguenze del gesto criminale contro l’Iran e l’Iraq, compiuto dagli Stati Uniti.

⇑ Intervento di Luigi Tranquillino, del Comitato Contro la Guerra Milano

⇑ Intervento di Luigi Tranquillino, del Comitato Contro la Guerra Milano

⇑ Intervento di Marcello Gentile del Consiglio Mondiale della Pace (World Peace Council) e di alcuni amici ecuadoriani del Colectivo Milán en Revolución, che fa parte del Movimento Revolucion Ciudadana

⇑ Intervento di Luigi Tranquillino, del Comitato Contro la Guerra Milano