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Protesta delle comunità mediorientali l’11 gennaio, a Milano, in Stazione Centrale: video

Il Comitato Contro la Guerra Milano aderisce alla protesta delle comunità mediorientali, manifestando in loro sostegno contro la violazione del diritto internazionale, perpetrata dagli USA assassinando il generale Hajj Qassem Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis.

Entrambi molto amati in tutta la regione, per essersi particolarmente distinti nella volontà e la capacità manifestate con la lotta senza quartiere contro ISIS.

Nel video l’intervento di Luigi Tranquillino.

I video del nostro presidio del 6 gennaio, “Giù le mani dall’Iran”, con gli interventi.

È il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, sappiamo che siamo in fase di “costruzione”, la presenza è stata assicurata. Sono giunti in largo Donegani, davanti al consolato degli Stati Uniti, coloro che costituiscono un pezzo del movimento di Milano, e non solo, contro la guerra. Una guerra d’aggressione che vede ancora una volta gli USA protagonisti. La nostra pagina FB è stata oscurata fino a poche ore prima, quindi procederemo nei confronti di Facebook con una diffida dal porre in essere azioni che risultino pregiudizievoli per l’iniziativa del Comitato Contro la Guerra Milano. È giusto che sinceri democratici, amanti della pace, colpiti dall’atto di guerra all’Iran (perpetrato attraverso l’assassinio del generale Qasem Soleimani, ispirato dagli USA e da Israele) siano scesi in piazza a riaffermare il loro netto rifiuto per una logica guerrafondaia che ha anche tratti mafiosi. Le dichiarazioni di Trump sul “colpire duro” i 52 siti di interesse storico e culturale starebbero bene nei dialoghi di un film che ha per titolo “Il Dottor Stranamore”. Non dimentichiamo qui l’abbattimento dell’areo di linea ucraino, ben sapendo che nel settembre del 2018 un aereo russo fu abbattuto dalla contraerea siriana in una analoga situazione di guerra, nella quale erano coinvolte forze navali della Francia così come forze aeree di Israele. Ai morti civili dell’aereo di linea va il nostro pensiero, così come non possiamo evitare di considerare chi ha scatenato la dinamica bellica assassinando Qasem Soleimani e Abou Mahdi Mouhandis. Quei morti civili sono un’altra delle conseguenze del gesto criminale contro l’Iran e l’Iraq, compiuto dagli Stati Uniti.

⇑ Intervento di Luigi Tranquillino, del Comitato Contro la Guerra Milano

⇑ Intervento di Luigi Tranquillino, del Comitato Contro la Guerra Milano

⇑ Intervento di Marcello Gentile del Consiglio Mondiale della Pace (World Peace Council) e di alcuni amici ecuadoriani del Colectivo Milán en Revolución, che fa parte del Movimento Revolucion Ciudadana

⇑ Intervento di Luigi Tranquillino, del Comitato Contro la Guerra Milano

 

Protesta delle comunità mediorientali l’11 gennaio a Milano in Stazione Centrale

Aderiamo alla protesta delle comunità mediorientali, manifestando in loro sostegno contro la violazione del diritto internazionale, perpetrata dagli USA assassinando il generale Hajj Qassem Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis.

Entrambi molto amati in tutta la regione, per essersi particolarmente distinti nella volontà e la capacità manifestate con la lotta senza quartiere contro ISIS.

Sabato 11 gennaio in piazza Duca D’Aosta,
di fronte alla stazione Centrale,
dalle ore 14.00 alle 18.00

giù le mani dall'iran

Evento FB

 

GIÙ LE MANI DALL’IRAN: PRESIDIO AL CONSOLATO USA DI MILANO

GIÙ LE MANI DALL’IRAN: PRESIDIO AL CONSOLATO USA DI MILANO
LUNEDÌ 6 GENNAIO, ORE 17:00, LARGO GUIDO DONEGANI, MILANO

Andremo al Consolato statunitense perché l’assassinio del generale iraniano Qasem Soleimani, una figura di grande statura che ha acquisito il rispetto e l’amore del popolo iraniano e mediorientale, avendo combattuto con successo lo Stato Islamico (ISIS), è solo l’ultimo dei crimini di una guerra mai dichiarata degli Stati Uniti d’America.

Gli Stati Uniti hanno oppresso e affamato interi popoli in ogni parte del mondo, dalla Bolivia all’Argentina, dal Brasile al Venezuela, dalla Siria all’Iran, attuando azioni di guerra anche in Jugoslavia ieri, oggi in Libia e Iraq, applicando sanzioni economiche che ammazzano come le bombe anche se non fanno rumore.

In Italia gli USA controllano decine di basi militari, in alcune delle quali, come a Ghedi (Brescia) che dista circa 90 chilometri da Milano, detengono almeno una cinquantina di bombe nucleari sotto il loro comando esclusivo.

Chiedono inoltre al nostro Paese di destinare alle spese militari quel denaro che dovrebbe essere utilizzato per sostenere i nostri disabili, i nostri malati e le 11 milioni di famiglie che non riescono a curarsi, come ci dice il Rapporto Censis.

Gli Stati Uniti, assassinando il generale iraniano Soleimani per la loro smania di dominio volto alla rapina, ci stanno conducendo nell’abisso di una guerra di cui non è possibile prevedere le conseguenze.

Dire oggi GIÙ LE MANI DALL’IRAN significa anche dire
NO ALLA GUERRA E SÌ ALLA PACE.

E’ per questo che la pace è legata indissolubilmente alla libertà, che avremo quando le basi statunitensi, con le loro armi, torneranno negli Stati Uniti d’America.

La parola d’ordine, oggi come ieri, è YANKEE GO HOME, che tradotto in italiano significa ANDATEVENE, NON VI VOGLIAMO, TORNATE A CASA, NEGLI STATI UNITI.

GLIELO DIREMO LUNEDÌ 6 GENNAIO,
RITROVIAMOCI ALLE 17:00 IN LARGO GUIDO DONEGANI A MILANO.

Oggi i politici statunitensi che hanno scatenato la guerra nel mondo sono liberi, mentre il giornalista di WikiLeaks Julian Assange, che ha portato alla luce i loro crimini di guerra, è detenuto a Londra in attesa di un’udienza processuale di estradizione nella quale rischia fino a 170 di carcere negli USA. Il Comitato per la Liberazione di Julian Assange – Italia ci ha preannunciato che sarà presente con la raccolta di firme in suo sostegno.

Giù le mani dall'Iran - Presidio al Consolato USA di Milano - 06-01-2020