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Comunicato del PCPS (Comitato Palestinese per la Pace e la Solidarietà)

Palestinian Committee for Peace & Solidarity

اللجنة الفلسطينية للسلم والتضامن

To the Members and Friends of the WPC

PCPS

 

Call for action

 The Palestinian Committee for Peace and Solidarity (PCPS) salutes all peace loving people all over the world for their position of solidarity with the Palestinian people and their condemnation of US President Donald Trump’s decision to recognise Jerusalem as “capital of Israel”  which constitutes a violation of International law and all relevant UN resolutions about Jerusalem which consider Jerusalem as part of occupied the Palestinian land and its eastern part and as a capital of future Palestinian state.

The PCPS is calling upon  WPC member organisations to continue their actions of solidarity with  the just struggle of Palestinian people in order to end the occupation and for an independent State within the borders of June 4th 1967 with East Jerusalem as its capital , for the right of refugees to return according to the UN resolution 194 and the release of the Palestinian political prisoners from Israeli jails.

While we appreciate the statements of condemnation , we urge you to take up practical actions to isolate US imperialist policies and aggression against the peoples of the world and to force Donald Trump to  cancel his decision and at the same time exercise pressure on the governments in the countries to recognize Palestine as well as in the UN as full member State.

Ramallah/Palestine 9th December 2017

traduzione*:

Il Comitato Palestinese per la Pace e la Solidarietà (di seguito PCPS n.d.t.) saluta tutti I popoli amanti della pace nel mondo per le loro posizioni di solidarietà con il popolo palestinese e la loro condanna per la decisione del presidente USA Donald Trump di riconoscere Gerusalemme quale “capitale dello stato di Israele”, la quale costituisce una violazione del diritto internazionale e di tutte le più rilevanti risoluzioni dell’ONU riguardanti Gerusalemme, che considerano Gerusalemme come una parte del territorio palestinese occupato, e la sua parte orientale come la capitale del futuro stato palestinese.

Il PCPS chiede alle organizzazioni che fanno parte del WPC (Consiglio Mondiale della Pace) di continuare le loro azioni di solidarietà con la lotta del popolo palestinese per la fine dell’occupazione israeliana e per uno stato indipendente, all’interno dei confini risalenti al 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come sua capitale; per il diritto al ritorno accordato dalla risoluzione 194 dell’ ONU e il rilascio dei prigionieri politici palestinesi dalle carceri israeliane.

Mentre apprezziamo le dichiarazioni di condanna, urge che si mettano in atto azioni pratiche al fine di isolare la politica imperialista e di aggressione degli USA, contro interi popoli del mondo, e per indurre Donald Trump a recedere dalla sua decisione; allo stesso tempo nei vari paesi occorre esercitare pressione sui governi affinché riconoscano il diritto della Palestina di essere Stato membro a pieno titolo nell’Assemblea delle Nazioni Unite.

*a cura di LT e PDF del Comitato Contro la Guerra – Milano

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Presidio del 4 luglio davanti al Consolato U.S.A.: foto e video

Poche note sul presidio del 4 luglio 2017 a cura del Comitato Contro la Guerra Milano: a Milano c’è parecchio da fare..

Ci hanno fatto notare che le immagini del presidio al Consolato U.S.A. sono inframmezzate da altre che non appartengono a quella iniziativa.
Ben sapendolo dichiariamo che quello che appare è il frutto di una scelta.
Se nel presidio non erano presenti i personaggi che compaiono tra le foto dell’iniziativa, è però vero che il presidio con le sue bandiere si ispirava al pensiero di queste personalità, che hanno saputo segnare la storia del mondo… Ma qual’era questo pensiero? Era un pensiero che si collocava coerentemente, utilmente e dunque necessariamente nel campo antimperialista; la relazione di Fidel Castro con importanti rappresentanti dei paesi non allineati e altri, di nazioni impegnate in guerre di liberazione per la propria indipendenza, stabilisce inconfutabilmente che la politica estera di costoro era fondata sulla consapevolezza di quale fosse il nemico principale: gli Stati Uniti d’America.
Si noti che le bandiere presenti nel presidio erano quelle di nazioni inserite a vario titolo in black list da decenni, naturalmente intendiamo la black list del ben noto Zio Sam (U.S.A.).
Scorrendo le immagini si può notare come quella con le bandiere del Donbass preceda quella di Mozgovoy o quella con l’immagine di Castro ed Arafat preceda la bandiera della Siria, a significare il legame storico fra la Siria, la Palestina e Cuba.
Dobbiamo fissare un punto decisivo: la confusione che sta regnando quasi incontrastata è nemica della vera sinistra. Non esistono scorciatoie, talvolta per evitare gli acquitrini tocca dover percorrere la strada più lunga… Chi va piano va sano e va lontano, nelle sabbie mobili è facile rimetterci la pelle, se per evitarle si dovesse allungare la strada da percorrere.. pazienza, lo si farà sapendo però la giusta direzione.
Su tutto questo ritorneremo, proveremo a chiamare al confronto coloro che dovrebbero essere interessati al rimedio degli errori che, con evidenza, si stanno commettendo.
A Milano c’è parecchio da fare.

#SAVE THE DATE: 10 giugno con il Venezuela Bolivariano

Il Comitato Contro la Guerra Milano aderisce con piacere alla celebrazione del 5° anno di attività della Casa Rossa, contribuendo all’organizzazione dell’iniziativa.

Dalle 18,30 video, informazioni e testimonianze della resistenza popolare al tentativo di golpe sponsorizzato dagli USA (a breve il programma completo). In occasione del 5° anno di attività della Casa Rossa avremo una presenza… che sarà una sorpresa… 

Dalle 20 cena popolare per i 5 anni di Casa Rossa; menù: antipasti ~ pabellon venezuelano – macedonia – vino, acqua ⇒ 15 €
È gradita la prenotazione al   3383899559 entro giovedì 8 giugno.

5 compleanno casa rossa