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“Armenia: un Paese pacifico in lotta e l’espansione della Turchia”: il video

Poco si è parlato dell’aggressione avviata lo scorso settembre dall’Azerbaigian contro gli armeni che abitano in Artsakh (Nagorno Karabakh). La Turchia supporta militarmente le forze azerbaigiane, anche avvalendosi di gruppi mercenari jihadisti, nel solco della politica di espansione del sultano Erdogan. In una regione ulteriormente incendiata dalla Primavera Araba, dalle guerre che si sono succedute e dal conseguente rafforzamento internazionale di Israele e delle petromonarchie, questa nuova aggressione rischia pericolosamente di sconvolgere un tessuto politico ed etnico già messo a dura prova dalla caduta dell’Unione Sovietica. Un conflitto che si affaccia direttamente sui confini dell’Iran, che rafforza la destabilizzazione in corso nei Paesi che circondano la Russia e in cui, ancora una volta, è coinvolto un membro di rilievo della NATO come la Turchia.

Il Comitato Contro la Guerra Milano ne parla con il Professor Baykar Sivazliyan, Presidente dell’Unione degli Armeni d’Italia.

Protesta delle comunità mediorientali l’11 gennaio, a Milano, in Stazione Centrale: video

Il Comitato Contro la Guerra Milano aderisce alla protesta delle comunità mediorientali, manifestando in loro sostegno contro la violazione del diritto internazionale, perpetrata dagli USA assassinando il generale Hajj Qassem Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis.

Entrambi molto amati in tutta la regione, per essersi particolarmente distinti nella volontà e la capacità manifestate con la lotta senza quartiere contro ISIS.

Nel video l’intervento di Luigi Tranquillino.

I video del nostro presidio del 6 gennaio, “Giù le mani dall’Iran”, con gli interventi.

È il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, sappiamo che siamo in fase di “costruzione”, la presenza è stata assicurata. Sono giunti in largo Donegani, davanti al consolato degli Stati Uniti, coloro che costituiscono un pezzo del movimento di Milano, e non solo, contro la guerra. Una guerra d’aggressione che vede ancora una volta gli USA protagonisti. La nostra pagina FB è stata oscurata fino a poche ore prima, quindi procederemo nei confronti di Facebook con una diffida dal porre in essere azioni che risultino pregiudizievoli per l’iniziativa del Comitato Contro la Guerra Milano. È giusto che sinceri democratici, amanti della pace, colpiti dall’atto di guerra all’Iran (perpetrato attraverso l’assassinio del generale Qasem Soleimani, ispirato dagli USA e da Israele) siano scesi in piazza a riaffermare il loro netto rifiuto per una logica guerrafondaia che ha anche tratti mafiosi. Le dichiarazioni di Trump sul “colpire duro” i 52 siti di interesse storico e culturale starebbero bene nei dialoghi di un film che ha per titolo “Il Dottor Stranamore”. Non dimentichiamo qui l’abbattimento dell’areo di linea ucraino, ben sapendo che nel settembre del 2018 un aereo russo fu abbattuto dalla contraerea siriana in una analoga situazione di guerra, nella quale erano coinvolte forze navali della Francia così come forze aeree di Israele. Ai morti civili dell’aereo di linea va il nostro pensiero, così come non possiamo evitare di considerare chi ha scatenato la dinamica bellica assassinando Qasem Soleimani e Abou Mahdi Mouhandis. Quei morti civili sono un’altra delle conseguenze del gesto criminale contro l’Iran e l’Iraq, compiuto dagli Stati Uniti.

⇑ Intervento di Luigi Tranquillino, del Comitato Contro la Guerra Milano

⇑ Intervento di Luigi Tranquillino, del Comitato Contro la Guerra Milano

⇑ Intervento di Marcello Gentile del Consiglio Mondiale della Pace (World Peace Council) e di alcuni amici ecuadoriani del Colectivo Milán en Revolución, che fa parte del Movimento Revolucion Ciudadana

⇑ Intervento di Luigi Tranquillino, del Comitato Contro la Guerra Milano