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Gli USA uccidono cento soldati dell’Esercito arabo siriano

Rally on Capitol Hill Supports Possible US Military Strike On SyriaMartedì 6 febbraio, 2 giorni fa, José Ramón Balaguer, addetto alle relazioni internazionali per il comitato centrale del Partito Comunista di Cuba, ha sottolineato che Cuba sarà sempre con la Siria, elogiando le vittorie dell’esercito e i suoi sacrifici, la fermezza del popolo siriano e la saggezza della dirigenza siriana che hanno avuto il maggior merito nel fermare il complotto contro la Siria, tenuto conto che la questione siriana ha importanza perché da lì originerà il nuovo quadro mondiale.

Solo dopo poche ore gli USA bombardavano truppe dell’Esercito arabo siriano uccidendo numerosi soldati siriani, ben cento, stando alle dichiarazioni degli USA. Secondo la corrispondente da Istanbul per il TG3 i soldati morti sono il “prezzo” pagato dai siriani che hanno attaccato l’YPG (Unità di Protezione Popolare), sostenuto dagli USA, suoi alleati, poiché “il regime” vorrebbe “mettere le mani” sui ricchi giacimenti di petrolio situati nei pressi di Deir Ezzor.

Facciamo notare che Deir Ezzor è una città della Siria, come potrebbe esserlo Arezzo per l’Italia, dunque la pretesa “inconfessabile” del governo siriano sarebbe quella di riconquistare un giacimento del suo territorio.

La Russia, alleata di Damasco da decenni, ha dichiarato che gli Stati Uniti operano militarmente sul suolo siriano in modo illegale. In queste condizioni è fin troppo evidente che la tensione si acuisca.

Sono quasi 7 anni che la guerra di aggressione imperialista contro la Siria si sviluppa, nell’indifferenza di molti e nella accondiscendenza di troppi, ignorando che, ad esempio, proprio la Palestina subirebbe le più gravi ripercussioni in seguito alla distruzione di Paesi come la Siria o l’Iran. Qui a Milano siamo stati gli unici a ergerci contro l’aggressione degli USA alla Siria, non da leoni della tastiera, bensì organizzando presidi sotto l’unica sede che ha un senso: il Consolato degli Stati Uniti d’America.

Abbiamo le orecchie tese, siamo in ascolto… Mentre scriviamo è la sera di giovedì 8 febbraio. Cento ne sono morti per il loro Paese. Il tempo che trascorre speriamo aiuti a comprendere il valore delle vite di questi soldati siriani. Sappiamo anche che fino ad oggi, di fronte ad altre tragedie siriane, questo non è successo; questa volta però temiamo si sia giunti al livello di guardia. Siamo infatti d’accordo con Cuba che in Siria si stia giocando una drammatica partita che definirà il nuovo ordine mondiale. In questo caso è bene capire cosa stia succedendo, in quel quadrante dal quale provengono riflessi che ci riguardano molto da vicino, anche in tema di immigrazione.

Comitato Contro La Guerra Milano

 

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