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25 APRILE A MILANO CONTRO LA GUERRA

CON LO STRISCIONE DELLA BRIGATA GARIBALDI IMMORTALE

Viva la Brigata Garibaldi che la storia ha consegnato alla immortalità per il coraggio, il sacrificio e la generosità con cui si è contraddistinta in una Resistenza che, tutti gli anni, il 25 aprile noi ricordiamo.

Oggi si sta alzando nuovamente la bufera: viene avvelenata una vecchia spia in Gran Bretagna, e, senza neppure accertare quali siano i responsabili, ben 25 paesi, molti dei quali membri della NATO, espellono 140 diplomatici russi.

Si scrive così il nuovo atto di un copione i cui folli autori hanno in mente il dominio del pianeta; per arrivarci vogliono convincerci dell’inevitabilità di una guerra, che sarebbe catastrofica come lo fu la guerra di aggressione all’Unione Sovietica, per la quale abbiamo pagato un caro prezzo.

In questi giorni in cui è altissimo il rischio di esplosione di un grave conflitto, di grandissime dimensioni, rivolgiamo dunque un appello per il 25 aprile agli antifascisti, ai lavoratori e ai sinceri democratici, affinché insieme si partecipi alla manifestazione ufficiale dietro lo striscione della Brigata Garibaldi Immortale, la quale ricorda a suo modo le manifestazioni tradizionali del 9 maggio che in Russia si svolgono in ricordo del “Reggimento immortale” (1), composto dai milioni di morti per la libertà, le cui immagini vengono portate in corteo dai loro discendenti. In Italia le gloriose Brigate Garibaldi che combattevano lo stesso nemico, con unità d’intento e idealmente solidali all’Armata Rossa, ci ricordano quale fu il prezzo della nostra liberazione.

Proprio per questi motivi occorre una presenza che segni la manifestazione del 25 aprile 2018, a 75 anni dalla resistenza di Stalingrado vittoriosa, che ricordi il sacrificio immane del popolo sovietico nella guerra di liberazione, per continuare la nostra lotta contro la guerra e contrastare le mire dei pazzi che pretendono di poter scatenare la guerra indisturbati.

Abbiamo un debito di riconoscenza con il popolo russo, la guerra di aggressione che ha subito dai nazisti tedeschi, ungheresi, romeni e dai fascisti italiani, lo sforzo successivo per sconfiggere i nazisti e liberare l’Europa, causò ben 26 milioni di morti ai sovietici, tra militari e civili; come dire un morto ogni 5 cittadini sovietici; l’Italia perse in quella guerra 300 mila vite umane, dunque un morto ogni 120 italiani.

Grazie Stalingrado, grazie Reggimento Immortale, grazie Brigata Garibaldi, la follia occidentale che continua contro il popolo russo non deve passare inosservata ed indisturbata, il 25 Aprile è anche per la pace!

LA GUERRA È CONTRO I LAVORATORI! NON UN SOLDO PER LA GUERRA!

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PER INFO:
E-MAIL comitatocontrolaguerramilano@gmail.com
BLOG comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com
FB www.facebook.com/comitato.milano.5
CELL. 3383899559

(1) In merito al Reggimento Immortale, segnaliamo il libro “La Grande Guerra Patriottica”, a cura di Enrico Vigna, grande conoscitore delle questioni inerenti l’Est europeo, che sarà presentato dallo stesso autore in Casa Rossa il prossimo 20 aprile, pochi giorni prima della partecipazione al 25 aprile con lo striscione della Brigata  Garibaldi Immortale, alla quale sarà presente… un veterano della stessa Grande Guerra Patriottica.
La vendita del libro è in sostegno del progetto “HURA” a favore dei veterani della RPD e del Donbass.
Per maggiori informazioni potete vedere sul blog di Casa Rossa o scrivere a lacasarossamilano@gmail.com.

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Cerimonia al Campo Russo del Cimitero Maggiore

Milano 9 Maggio: Cerimonia al Campo Russo del Cimitero Maggiore in ricordo dei soldati dell’Armata Rossa che sconfissero il Nazifascismo. La presenza dello striscione della ” Brigata Garibaldi Immortale” portato dai Compagni del Comitato Contro la Guerra Milano.

Ucraina e Isis: il vice di Obama rivela (per sbaglio) la verità

di Marcello Foa.

Questo è un esempio di come certe informazioni non circolino sui media occidentali. Un amico che pesca molto bene online mi ha inviato la segnalazione di alcuni articoli che recavano un titolo forte: “Il vicepresidente americano Joe Biden ammette di aver obbligato i Paesi europei ad adottare le sanzioni contro la Russia”.
Come mio dovere, verifico le fonti. E scopro che a dare questa notizia sono Russia Today e altre agenzie di stampa russe. Da esperto di spin mi sorge il dubbio che si tratti di una strumentalizzazione da parte di Mosca. E verifico ulteriormente. In pochi minuti.
Sì, Biden ha tenuto un lungo discorso sulla politica estera all’università di Harvard, discorso a cui i media americani hanno dato ampio spazio ma per evidenziare una battuta, anzi una gaffe su quanto sia frustrante fare il vicepresidente, espressa con un linguaggio molto colorito. Negli articoli, però, nessun riferimento alla frase sull’Europa.
Allora indago ulteriormente, vado sul sito della Casa Bianca dove è pubblicata la trascrizione integrale del discorso di Biden. E, come potete verificare voi stessi, la frase riportata dai media russi è corretta e l’indifferenza con cui è stata accolta dai media occidentali, ma anche europei significativa. Praticamente nessun giornalista ha saputo valutare la portata delle dichiarazioni di Biden. Il che è grave professionalmente, ma non sorprendente: a dare il tono sono state le agenzie di stampa e le tv all news che si sono soffermate sull’aspetto più leggero e sensazionale ovvero la gaffe di Biden; tutto il resto è passato in secondo piano. Anche sulla stampa più autorevole. Perché Biden poteva reggere un titolo, non due. E quelle dichiarazioni formulate nell’ambito di un lungo discorso in cui Biden ha toccato molti aspetti. Gli spin doctor della Casa Bianca si sono ben guardati dall’evidenziarle e sono scivolate via assieme ad altre.
Nessuna manipolazione, nessuna censura: se conosci le logiche e le debolezze dei media puoi orientarli a piacimento. Negli Stati Uniti, ma anche in Europa.
In realtà le dichiarazioni di Biden sono davvero sensazionali,una gaffe in termini diplomatici:

“Abbiamo dato a Putin una scelta semplice: rispetta la sovranità ucraina o avrai di fronte gravi conseguenze. E questo ci ha indotto a mobilitare i maggiori Paesi più sviluppati al mondo affinché imponessero un costo reale alla Russia.   “E’ vero che non volevano farlo. E’ stata la leadership americana e il presidente americano ad insistere, tante di quelle volte da dover mettere in imbarazzo l’Europa per reagire e decidere per le sanzioni economiche, nonostante i costi”.

L’ammissione è fortissima: è stata l’America a costringere l’Europa a punire Putin, contro la sua volontà.
Poi un’altra strabiliante ammissione, sull’Isis, che l’America combatte con toni accorati salvo poi ammettere che il pericolo per gli stessi americani non è così rilevante:

“Non stiamo affrontando un pericolo esistenziale per il nostro stile di vita o la nostra sicurezza. Hai due volte più possibilità di essere colpito da un fulmine per strada che di essere vittima di un evento terroristico negli Stati Uniti”.

Dunque l’Isis non è una minaccia seria, così come non lo è più il terrorismo negli Stati Uniti.
Quando qualcuno dice la verità – e chi più di un vicepresidente americano? – il mondo appare molto diverso rispetto alla propaganda ufficiale. In Ucraina e sul terrorismo.
Ma se i media non ne parlano, la propaganda diventa, anzi resta apparente verità. E la vera verità limitata ai pochi che la sanno davvero cogliere e trasmettere.

La Russia nella crisi siriana

di Spartaco A. Puttini, “Gramsci oggi”, N 3 anno 2013

Nel corso della crisi siriana la Russia è tornata a svolgere un ruolo di primo piano sulla scena mediorientale.

Con la sua guerra per procura contro Damasco l’Occidente punta a ri-colonizzare l’intero Vicino oriente spezzando la resistenza di un paese che ha sempre sbarrato la strada all’imperialismo e all’espansionismo sionista nella regione.

Uno dei risultati secondari che Washington si attendeva dalla sua guerra a bassa intensità contro la Siria era la totale estromissione della presenza russa dall’Oriente arabo. Ma la politica statunitense al momento ha fallito (e piuttosto clamorosamente) questo suo scopo.

Quali sono i motivi di fondo che hanno animato l’operato della diplomazia russa sul dossier siriano?

Quale è il significato della presenza della Russia nella regione? Come viene vista la crisi siriana dalle guglie del Cremlino? Per cercare di rispondere a questi interrogativi occorre avere presente il significato e la posta in gioco sottese alla crisi siriana.

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