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Comunicato del CCLGM sulla Palestina

446536474_109814Il trasferimento dell’ambasciata USA a Gerusalemme, avvenuto in seguito alla dichiarazione di Trump di riconoscere la capitale palestinese come capitale dello “Stato ebraico”, è un duro colpo all’indipendenza della Palestina nonché alla stabilità di tutto il Medio Oriente.

Lo scenario che si presenta a un secolo dall’accordo Sykes-Picot (1916) e dalla dichiarazione Balfour (1917) è devastante, con il 90% del territorio palestinese strappato ai suoi legittimi abitanti, la Striscia di Gaza ridotta alla fame e le guerre scatenate negli ultimi decenni contro i Paesi panarabi, storici alleati e difensori della Palestina: Iraq, Libano, Siria, Yemen e Iran.

Queste aggressioni sono sempre state caratterizzate dall’intesa tra gli USA e Israele, con l’asservimento di Stati privati della propria sovranità militare ed economica, con il sostegno dell’Unione Europea la cui politica estera è dettata dalla NATO a guida USA e dagli interessi delle maggiori potenze colonialiste come Francia e Gran Bretagna. In questo quadro l’Italia ha l’infame ruolo di “rampa di lancio” per gli attacchi in Africa e Medio Oriente e per le ingerenze che puntano ad accerchiare militarmente la Russia e intimidire la Cina.

Chiediamo ai più sinceri antimperialisti di collegare quanto accade in Medio Oriente con la strategia di dominio che ha impoverito l’America Latina “cortile di casa di Zio Sam”, accerchiato commercialmente Cuba e che punta a cancellare l’emancipazione bolivariana dal Venezuela e dalla Bolivia. La strategia di dominio che, come già al tempo del Vietnam, arriva oggi a mostrare i suoi artigli contro la Corea Del Nord.

Non può sfuggire il fatto che Cuba e Venezuela abbiano da decenni rapporti di amicizia con la Siria e con l’Iran, che i loro comunicati esprimano reciproca solidarietà e vicinanza di fronte all’aggressione imperialista che si sta avvalendo di ogni mezzo, compreso il terrorismo jihadista. Non si può ignorare le parole e gli aiuti che questi “Stati canaglia” rivolgono con ammirazione alla resistenza palestinese, così come i comunicati di solidarietà che tutte le organizzazioni palestinesi stanno rivolgendo a questi Stati in questi giorni.

È giusto dunque, considerando le peculiarità di ogni Stato, non perdere di vista il quadro complessivo, all’interno del quale sta la Siria antisionista e antimperialista, da sempre amica del popolo palestinese; per questo la distruzione della Siria colpisce anche il popolo palestinese, che sta dando il suo contributo a difenderla.

Queste le ragioni per cui il Comitato Contro la Guerra Milano sabato 19 maggio, alle 17, sarà in piazza San Babila per manifestare in sostegno del popolo palestinese.

Comitato Contro la Guerra Milano
17 maggio 2018

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I “rivoluzionari amerikani” di John McCain, Clinton, Obama e Trump

tweet mccain

La foto proviene dal tweet di McCain

Su una pagina facebook che non nominiamo, solo per tutelare i minori che potrebbero esserne male impressionati, è stato pubblicato quanto segue:

Le “fazioni” palestinesi, che normalmente sono in disaccordo su tutto, dopo l’attacco americano si sono tutte precipitate ad esprimere la loro solidarietà al “regime genocida” siriano.

Fin qui parrebbe essere questo un pezzo di cronaca; il problema è che questa “cronaca” starebbe a dimostrare come le organizzazioni in questione, ovvero Hamas, Fatah, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il Movimento per il Jihad Islamico in Palestina, il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina e il Movimento dei Mujahideen della Palestina, sono tutte a favore di un genocidio in Siria, condotto dall’attuale governo di Assad.

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Presidio contro la guerra a Milano: comunicato del CCLGM

Nelle prime ore di venerdì 13 Aprile, visto che nessuna organizzazione piccola o grande batteva un colpo, abbiamo deciso di indire un presidio contro la guerra ormai alle porte. Abbiamo la colpa, se così si può dire, di non averlo fatto prima, indubbiamente è stato un bene porre rimedio ad una latitanza che si è andata via via facendo sempre più chiara, nessuno chiamava all’appello.

È sotto gli occhi di tutti la necessità di mettere a fuoco quanto il pacifismo di maniera abbia denunciato con chiarezza tutti i suoi limiti.

Crediamo giusto dunque salutare quelle organizzazioni che, meno disattente, hanno ritenuto di recare la propria adesione e la presenza ad un presidio convocato sia pure nel giro di una quarantina di ore.

Circa 24 ore dopo, all’alba di sabato mattina, un attacco missilistico ha colpito la Siria, c’è poco da stare allegri. Considerare scongiurato il pericolo sarebbe irresponsabile.

Il nostro parere è che lo spirito di responsabilità debba indurre a comprendere e a far comprendere come sia bene tenere alta la guardia, continuando a sensibilizzare la popolazione sulla gravità della situazione, in vista di altre possibili mobilitazioni.

Di sicuro un segnale lo daremo anche il 25 Aprile sfilando con lo striscione della Brigata Garibaldi Immortale. Per la liberazione e per la Pace.

Comitato Contro la Guerra Milano
14 aprile 2018

www.facebook.com/comitato.milano.5/

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Presidio a Milano contro la guerra

GIÙ LE MANI DALLA SIRIA!
SABATO 14 APRILE 2018 –  ORE 18.00
PRESIDIO-MANIFESTAZIONE
MILANO – PIAZZA SAN BABILA

 “L’Italia ripudia la guerra come strumento d’offesa alla libertà degli altri popoli
e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”
Costituzione della Repubblica Italiana – Art.11

Questo appello nasce dalla volontà dei soggetti promotori di mobilitarsi contro la politica di aggressione, condotta dalla NATO – USA in testa, che ha già provocato una violenta rottura degli equilibri in tutto il Medio Oriente, in parte del continente africano, in Europa.

Stiamo assistendo alla solita commedia, il cui copione è ben noto: ancora una volta con finanziamenti degli USA e, allo stesso tempo, mercenari, filonazisti, jihadisti, golpisti, consiglieri militari della NATO. Migliaia di morti civili sono il tragico risultato.

Come in Iraq, dove risultarono inesistenti le tanto declamate armi di distruzione di massa, anche in questa occasione si crea un pretesto per muovere guerra alla Siria. A Douma, liberata in queste ore dall’esercito arabo siriano, si sarebbero usate armi chimiche, causando perdite di vite umane tra i civili. Prima ancora di accertare se sia accaduto realmente, si vorrebbe lanciare un attacco missilistico sulla Siria. Un silenzio totale invece avvolge la tragedia dello Yemen, da più di due anni attaccato dall’Arabia Saudita con armi fornite dagli USA e, tra gli altri, anche dall’Italia. Come sempre due pesi e due misure..

Non è mai stato così alto il rischio di una guerra devastante tra la NATO, che potrebbe avere l’appoggio delle petromonarchie così come di Israele, e la Federazione Russa. La Siria infatti ha una storica amicizia con l’Unione Sovietica prima, con la Russia oggi; per questo ha chiesto il suo aiuto nella lotta contro i terroristi armati, addestrati e finanziati dagli USA, è evidente che in queste circostanze un attacco alla Siria equivale ad una dichiarazione di guerra alla Russia

Chiediamo l’impegno di quanti aderiranno a scendere in piazza prima che sia troppo tardi.
La prima vittima della guerra è la verità.
La guerra è contro i lavoratori. Non un soldo per la guerra

Comitato contro la guerra – Milanoimmagine

PER INFO:
E-MAIL comitatocontrolaguerramilano@gmail.com
BLOG comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com
FB www.facebook.com/comitato.milano.5
CELL. 3383899559

È IN CORSO LA RACCOLTA ADESIONI, ad ora sono pervenute: Centro di Iniziativa Proletaria Tagarelli – S.S. Giovanni (Milano), Marx21.it,  Sez. ANPI “Bassi – Viganò” – Milano, “La Casa Rossa” – Milano, Comitato Lavoratori Precoci – Lavoro GiovaniPartito Comunista – Milano, Comitato Lavoro – Milano, Ass.ne Italia-Cuba – Milano, Ass.ne Italia-Cuba – Parma, GC Milano, Circolo ANPI Abbiategrasso “Giovanni Pesce Visone”, l’Antidiplomatico , PCI – Fed. di Milano, Scintilla, Ass.ne Italia-Cuba Circolo Camilo Cienfuegos (Abbiategrasso- Magenta MI), Circolo Vegetariano VV.TT., CNJ Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia

 

appello del CCLGM - 14 aprile 2018

Gli USA uccidono cento soldati dell’Esercito arabo siriano

Rally on Capitol Hill Supports Possible US Military Strike On SyriaMartedì 6 febbraio, 2 giorni fa, José Ramón Balaguer, addetto alle relazioni internazionali per il comitato centrale del Partito Comunista di Cuba, ha sottolineato che Cuba sarà sempre con la Siria, elogiando le vittorie dell’esercito e i suoi sacrifici, la fermezza del popolo siriano e la saggezza della dirigenza siriana che hanno avuto il maggior merito nel fermare il complotto contro la Siria, tenuto conto che la questione siriana ha importanza perché da lì originerà il nuovo quadro mondiale.

Solo dopo poche ore gli USA bombardavano truppe dell’Esercito arabo siriano uccidendo numerosi soldati siriani, ben cento, stando alle dichiarazioni degli USA. Secondo la corrispondente da Istanbul per il TG3 i soldati morti sono il “prezzo” pagato dai siriani che hanno attaccato l’YPG (Unità di Protezione Popolare), sostenuto dagli USA, suoi alleati, poiché “il regime” vorrebbe “mettere le mani” sui ricchi giacimenti di petrolio situati nei pressi di Deir Ezzor.

Facciamo notare che Deir Ezzor è una città della Siria, come potrebbe esserlo Arezzo per l’Italia, dunque la pretesa “inconfessabile” del governo siriano sarebbe quella di riconquistare un giacimento del suo territorio.

La Russia, alleata di Damasco da decenni, ha dichiarato che gli Stati Uniti operano militarmente sul suolo siriano in modo illegale. In queste condizioni è fin troppo evidente che la tensione si acuisca.

Sono quasi 7 anni che la guerra di aggressione imperialista contro la Siria si sviluppa, nell’indifferenza di molti e nella accondiscendenza di troppi, ignorando che, ad esempio, proprio la Palestina subirebbe le più gravi ripercussioni in seguito alla distruzione di Paesi come la Siria o l’Iran. Qui a Milano siamo stati gli unici a ergerci contro l’aggressione degli USA alla Siria, non da leoni della tastiera, bensì organizzando presidi sotto l’unica sede che ha un senso: il Consolato degli Stati Uniti d’America.

Abbiamo le orecchie tese, siamo in ascolto… Mentre scriviamo è la sera di giovedì 8 febbraio. Cento ne sono morti per il loro Paese. Il tempo che trascorre speriamo aiuti a comprendere il valore delle vite di questi soldati siriani. Sappiamo anche che fino ad oggi, di fronte ad altre tragedie siriane, questo non è successo; questa volta però temiamo si sia giunti al livello di guardia. Siamo infatti d’accordo con Cuba che in Siria si stia giocando una drammatica partita che definirà il nuovo ordine mondiale. In questo caso è bene capire cosa stia succedendo, in quel quadrante dal quale provengono riflessi che ci riguardano molto da vicino, anche in tema di immigrazione.

Comitato Contro La Guerra Milano