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Contributo del CCLGM al WPC – Londra, 26 – 27 maggio

london2In questi ultimi anni il Comitato Contro La Guerra Milano sta facendo lavoro di informazione, accompagnato dalla formazione dei suoi militanti sulla politica internazionale, nel tentativo di rivitalizzare un movimento sinceramente anti imperialista, che nel nostro paese è ridotto ai minimi termini. Organizziamo iniziative,presidi e manifestazioni in solidarietà ai popoli aggrediti in Medio oriente, in America Latina, nell’Europa Orientale, che non si vogliono piegare all’imperialismo occidentale di USA, UE, NATO e dei loro alleati. In particolar modo contro la guerra in Siria, a favore della resistenza in Donbass al governo filo nazista di Kiev, in difesa dell’ autodeterminazione del popolo venezuelano e di quelli dell’America Latina.

Il “pacifismo idealistico”, che in Italia è maggioritario, si sta rivelando incapace di mobilitare ed essere incisivo.

È un pacifismo non dialettico, che non fa i conti con le contraddizioni, non sapendo individuarle, e soprattutto non riconosce il nemico principale. È contro tutte le guerre, mette sullo stesso piano la guerra imperialista e la guerra di resistenza all’imperialismo o di liberazione; è il cosiddetto pacifismo che non distingue tra aggrediti e aggressori, soggiace alla disinformazione del mainstream ed a livello internazionale ha affinità con Amnesty International, Human Rights Watch, così come con l’International Peace Bureau.

Molto spesso i fatti si incaricano di descrivere una realtà ben diversa, quando i popoli devono combattere per la propria sovranità e indipendenza.

Gran parte della “sinistra” strumentalmente è vicina a questo tipo di pacifismo, con il risultato di avere posizioni che spesso e volentieri sconfinano in un filo atlantismo non dichiarato, ma ben praticato; un caso per tutti è quello della Palestina: non si può al tempo stesso stare con i Palestinesi, denunciando i crimini di Israele, e con i Curdi, dei quali si sta discutendo proprio in questi ultimi giorni, nella Knesset (parlamento israeliano), circa una legge che preveda l’aiuto di Israele alla nascita di uno stato curdo. La motivazione di tutto ciò sta nel fatto che le minoranze curde sono presenti, partendo da est, in Iran, Iraq, Siria e Turchia, paesi considerati ostili da Israele. Se questo non bastasse, è palese l’alleanza militare tra le milizie curde con gli USA, i quali fanno fare loro il lavoro militare più impegnativo e, come usualmente fanno, li scaricheranno nel momento in cui non servissero più, o fosse poco conveniente stare al loro fianco come nel caso di Afrin.

In tutto questo sta anche una insufficienza di analisi del fenomeno migratorio di massa. Per esempio, la Libia di Gheddafi aveva una riserva  corrispondente a 140 tonnellate di oro e 140 tonnellate di argento, la voleva impiegare  per costituire un fondo che consentisse di iniziare a stampare moneta per le 14 ex colonie africane che attualmente usano ancora il Franco CFA, garantito dalla Banca Centrale Francese e legato all’Euro. Inutile dire che il Franco CFA è una delle cause, se non quella decisiva, per la guerra mossa dai francesi per primi alla Libia, e dello svuotamento dell’ Africa Sub Sahariana da cui si emigra verso l’Europa. Questo genere di “pacifismo” non ha mosso un dito per la difesa della Libia, ed anzi, spesso e volentieri lo ritroviamo al fianco di chi, come durante il Regime Change libico, tesseva le lodi dei “liberatori” occidentali.

COMITATO CONTRO LA GUERRA MILANO

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La riunione regionale europea del WPC (Consiglio Mondiale della Pace) si è tenuta con successo a Londra dal 26 al 27 maggio

london1L’incontro regionale del WPC in Europa si è svolto con successo a Londra, il 26 e il 27 maggio 2018. L’incontro è stato ospitato dall’Assemblea britannica per la pace (BPA) dopo oltre 30 anni dall’ultima occasione. Il Meeting ha avuto luogo in una sede significativa, la Marx Memorial Library, a 200 anni dalla nascita di Karl Marx, le cui opere continuano a ispirare milioni di persone nel mondo.

L’incontro è stato presieduto dal Coordinatore regionale CPPC Portogallo (Felipe Ferreira) e dall’Assemblea britannica per la pace (Liz Payne), mentre era presente anche il segretario esecutivo WPC Iraklis Tsavdaridis. I movimenti di pace dalla Gran Bretagna, dal Portogallo, dalla Grecia, da Cipro, dalla Turchia, dalla Spagna, dall’Italia, dal Belgio, dalla Repubblica Ceca, dalla Serbia, dalla Germania, dall’Irlanda, dalla Svizzera e dagli ospiti dei movimenti di pace degli Stati Uniti e dell’Iran, hanno discusso della crescente aggressività dell’imperialismo in tutto il mondo, si sono scambiati punti di vista ed esperienze sulla lotta in ogni paese e si sono coordinati. L’incontro regionale del WPC ha ribadito il suo impegno a lottare contro la NATO per il suo scioglimento e a lottare in ogni stato membro per disimpegnarsi da essa, contro i piani e le azioni imperialiste dell’UE attraverso la PESCO,i gruppi di battaglia e l’esercito dell’UE ,ad esprimere serie preoccupazioni riguardo l’escalation delle minacce e degli interventi imperialisti in Medio Oriente che aumentano i pericoli di una guerra generalizzata di dimensioni globali. L’Assemblea ha approvato risoluzioni sulla situazione dell’ Iran , di Cipro e un appello regionale in vista del vertice NATO a Bruxelles.

La discussione del WPC in Europa si è sviluppata sulla base del piano d’azione globale del WPC, sulle attività anti-NATO che si terranno il 6 e 7 luglio a Bruxelles in collaborazione con INTAL Belgio e nel quadro della campagna WPC “Yes to Peace – No to NATO” (“SI alla pace – NO alla NATO “). Inoltre il WPC  ha espresso il proprio sostegno allo svolgimento della Conferenza internazionale contro le basi militari straniere degli Stati Uniti e della NATO che si terrà a Dublino / Irlanda il 16-18 novembre 2018.

Appello Sì alla pace!
No alla NATO!
No al vertice di Bruxelles della NATO 2018

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Facciamo appello a tutte le organizzazioni e ai militanti in Europa che difendono la causa della Pace, per promuovere azioni contro la NATO e il suo vertice che si terrà a Bruxelles, per la dissoluzione di questo blocco politico-militare e in favore della lotta di ogni popolo all’interno di ogni stato membro della NATO per il ritiro da questa organizzazione militare. Sappiamo che la NATO esiste ormai da quasi 70 anni e che durante questo intero periodo ha continuato ad aumentare i suoi membri, espandendo la sua sfera di influenza, la sua aggressività e le sue pretese contro i popoli. Sappiamo che la NATO ha continuato a esistere, senza  interruzioni del suo ruolo, attraverso i cambiamenti dei governi in tutti i suoi stati membri, compresi gli Stati Uniti. Sappiamo che è importante concentrarsi sull’aumento della pressione e dell’attenzione pubblica nei confronti della NATO e della sua natura imperialista, invece di concentrarsi su un particolare leader. Riaffermando e portando avanti la campagna del WPC “Yes to Peace! No to NATO! “, mettendo i governi dei paesi membri della NATO di fronte alle loro responsabilità, facciamo appello alla mobilitazione e alle iniziative in ogni paese, sostenendo:

  • No all’aumento delle spese militari per la guerra, Si alla redistribuzione della ricchezza per il progresso sociale e per la Pace:
  • Ritiro di tutte le forze della NATO coinvolte nell’aggressione e nell’occupazione militare;
  • La fine del ricatto, della destabilizzazione e della guerra imperialista di aggressione contro Stati e popoli sovrani;
  • Supporto ai rifugiati e alle altre vittime di guerre che la NATO, gli USA e l’UE promuovono e perseguono;
  • Chiusura delle basi militari in territorio straniero e smantellamento dei sistemi anti-missile USA e NATO;
  • Abolizione delle armi nucleari, delle altre armi di distruzione di massa e disarmo generale;
  • Opposizione all’ulteriore allargamento della NATO, in particolare nei paesi nordici, nei Balcani, nell’Europa orientale e a Cipro;
  • Scioglimento della NATO;
  • Rispetto dei principi della carta fondativa delle Nazioni Unite per la sovranità e l’uguaglianza dei popoli e degli stati.

Sì alla pace! No alla NATO!

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Per il rispetto della causa palestinese

Il Comitato Contro La Guerra Milano si riconosce nel comunicato del PCPS (https://comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com/2017/12/11/comunicato-del-pcps-comitato-palestinese-per-la-pace-e-la-solidarieta), membro del World Peace Council (Consiglio Mondiale per la Pace).

E’ dunque imbarazzante per noi vedere come, in occasione del presidio tenutosi a Milano il 9 dicembre contro la decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, si possano mostrare le bandiere di presunti “eserciti liberi” addestrati proprio dagli USA e che hanno goduto del sostegno di guerrafondai come il senatore John McCain nonché del supporto di Israele, che ha curato nei propri campi ospedalieri, nel Golan occupato, i cosiddetti “ribelli siriani” feriti in battaglia.

9dic17Milano

Ciò costituisce una grave provocazione contro il codice di onestà e coerenza a cui dovrebbero ispirarsi tutti i sinceri progressisti che sono in difesa dell’emancipazione della Palestina.

A più riprese, dal 2013, la causa palestinese è stata strumentalizzata da organizzazioni vicine al Free Syrian Army, esercito mercenario formato nel 2011 per combattere il governo siriano, e i cui miliziani sono spesso confluiti tra le fila di al-Nusra, di ISIS e poi all’interno delle forze curde nel Nord della Siria, a seconda della convenienza strategica di fronte ai meriti ottenuti dall’Esercito Arabo Siriano nella lotta contro il terrorismo.

Permettere che certe bandiere compaiano ancora nelle mobilitazioni pro-palestinesi significa non voler comprendere che l’eventuale disgregazione di Paesi come la Siria, così come l’Iran, da parte dell’alleanza tra Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita, sarebbe disastrosa per la stessa Palestina.

Le organizzazioni più coerenti, come il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), si sono espresse più volte sulla questione e sanno bene da che parte stare: con l’Asse della Resistenza, che comprende la Siria nella sua integrità e la rispettiva bandiera panaraba con le due stelle verdi.

Comitato Contro La Guerra Milano

Comunicato del PCPS (Comitato Palestinese per la Pace e la Solidarietà)

Palestinian Committee for Peace & Solidarity

اللجنة الفلسطينية للسلم والتضامن

To the Members and Friends of the WPC

PCPS

 

Call for action

 The Palestinian Committee for Peace and Solidarity (PCPS) salutes all peace loving people all over the world for their position of solidarity with the Palestinian people and their condemnation of US President Donald Trump’s decision to recognise Jerusalem as “capital of Israel”  which constitutes a violation of International law and all relevant UN resolutions about Jerusalem which consider Jerusalem as part of occupied the Palestinian land and its eastern part and as a capital of future Palestinian state.

The PCPS is calling upon  WPC member organisations to continue their actions of solidarity with  the just struggle of Palestinian people in order to end the occupation and for an independent State within the borders of June 4th 1967 with East Jerusalem as its capital , for the right of refugees to return according to the UN resolution 194 and the release of the Palestinian political prisoners from Israeli jails.

While we appreciate the statements of condemnation , we urge you to take up practical actions to isolate US imperialist policies and aggression against the peoples of the world and to force Donald Trump to  cancel his decision and at the same time exercise pressure on the governments in the countries to recognize Palestine as well as in the UN as full member State.

Ramallah/Palestine 9th December 2017

traduzione*:

Il Comitato Palestinese per la Pace e la Solidarietà (di seguito PCPS n.d.t.) saluta tutti I popoli amanti della pace nel mondo per le loro posizioni di solidarietà con il popolo palestinese e la loro condanna per la decisione del presidente USA Donald Trump di riconoscere Gerusalemme quale “capitale dello stato di Israele”, la quale costituisce una violazione del diritto internazionale e di tutte le più rilevanti risoluzioni dell’ONU riguardanti Gerusalemme, che considerano Gerusalemme come una parte del territorio palestinese occupato, e la sua parte orientale come la capitale del futuro stato palestinese.

Il PCPS chiede alle organizzazioni che fanno parte del WPC (Consiglio Mondiale della Pace) di continuare le loro azioni di solidarietà con la lotta del popolo palestinese per la fine dell’occupazione israeliana e per uno stato indipendente, all’interno dei confini risalenti al 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come sua capitale; per il diritto al ritorno accordato dalla risoluzione 194 dell’ ONU e il rilascio dei prigionieri politici palestinesi dalle carceri israeliane.

Mentre apprezziamo le dichiarazioni di condanna, urge che si mettano in atto azioni pratiche al fine di isolare la politica imperialista e di aggressione degli USA, contro interi popoli del mondo, e per indurre Donald Trump a recedere dalla sua decisione; allo stesso tempo nei vari paesi occorre esercitare pressione sui governi affinché riconoscano il diritto della Palestina di essere Stato membro a pieno titolo nell’Assemblea delle Nazioni Unite.

*a cura di LT e PDF del Comitato Contro la Guerra – Milano

Comunicato del Comitato Esecutivo del WPC, Hanoi, 23-25 ​​novembre 2017

Traduzione a cura di Roberta Fildani per il Comitato Contro la Guerra Milano

La riunione del Comitato Esecutivo (CE) del WPC si è svolta con successo nella capitale della Repubblica Socialista del Vietnam, ad Hanoi, dal 23 al 25 novembre, ospitata dal Comitato per la Pace del Vietnam. Alla prima riunione del  CE dopo l’Assemblea Mondiale del WPC del 2016 a Sao Luis /Brasile hanno partecipato 44 delegati che rappresentavano 26 organizzazioni provenienti da altrettanti paesi.

Il CE ha dedicato una sessione speciale al centenario della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre e al suo servizio alla lotta per la pace, come deciso dall’ultima Assemblea del WPC. La conclusione fondamentale dell’incontro è stata che questo straordinario e significativo evento del 20° secolo ha cambiato il corso dell’umanità e ha aperto la strada a ulteriori trasformazioni e rivoluzioni sociali, economiche e politiche, dimostrando che la lotta della gente può vincere e creare nuove società libere da dominio imperialista e sfruttamento. Pertanto la Rivoluzione d’Ottobre rimane una fonte d’ispirazione per i popoli.

Tenendo il nostro CE nella capitale del Vietnam, Hanoi, esprimiamo il nostro profondo rispetto e apprezzamento al popolo vietnamita, che ha combattuto vittoriosamente contro i fascisti giapponesi e i colonialisti francesi e contro gli imperialisti statunitensi nelle loro guerre in Vietnam, e che hanno ottenuto notevoli risultati nella costruzione del Socialismo e dello sviluppo nazionale, nonostante le conseguenze della guerra che perdurano tuttora, tra cui milioni di vittime grazie al tossico “Agente Arancio”, usato allora dall’esercito americano. Il WPC esprime tutta la sua solidarietà al popolo vietnamita per tutto quanto sopra.

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