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Gabriel Aguirre Segretario Generale del COSI Venezuela ospite del CCLGM

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Il Comitato Contro La Guerra Milano sta ospitando il Segretario Generale del Comité Solidaridad International (COSI) Gabriel Aguirre, dopo che lo stesso ha partecipato alla Commissione Diritti Umani dell’ONU che ha sede in Ginevra.

Il COSI è l’organizzazione venezuelana membro, dal 1971, del Comitato Direttivo del Consiglio Mondiale della Pace (World Peace Council), che è la più grande organizzazione internazionale di pace, antimperialista, democratica, indipendente e non allineata, fondata nel 1949 e presente in più di 100 paesi nel mondo.

 

In occasione della sua visita a Milano, il CCLGM ha organizzato una settimana di incontri, da Lunedì 8 Luglio a Venerdì 12 Luglio, tra il Segretario Generale Gabriel Aguirre ed Associazioni e Partiti.
L’obiettivo è focalizzare l’impatto che stanno producendo in Venezuela le sanzioni contro il Paese volute dagli USA e dall’Unione Europea, sanzioni che stanno attaccando in modo feroce i diritti umani dei venezuelani.
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Venerdì 12 luglio: Le sanzioni uccidono i diritti umani

venerdì 12 luglio 2019

dalle ore 20 presso la Casa Rossa

via Monte Lungo 2 – Milano [MM1 Turro]

ORE 20 BUFFET POPOLARE CON SOTTOSCRIZIONE

dalle 21

LE SANZIONI UCCIDONO I DIRITTI UMANI

IL COMITATO CONTRO LA GUERRA MILANO INCONTRERÀ

GABRIEL AGUIRRE

Segretario Generale del Comitè de Solidaridad Internacional [CO.S.I.]*

GIAN CARLO DI MARTINO

Console Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Milano

cosi* Il CO.S.I. è l’organizzazione venezuelana membro, dal 1971, del Comitato Direttivo del Consiglio Mondiale della Pace (World Peace Council), che è la più grande organizzazione internazionale di pace, antimperialista, democratica, indipendente e non allineata, fondata nel 1949 e presente in più di 100 paesi nel mondo

Per info:
cell. 3383899559
e-mail lacasarossamilano@gmail.com
FB www.facebook.com/lacasa.rossa.3/

COSI venezuela 12 luglio 19

Caracas, 2 ° Missione Internazionale di Solidarietà con il popolo venezuelano. 12 – 14 aprile 2019: intervento del delegato del CCLGM

Delegato CCLGMSappiamo bene quante ricchezze naturali ci siano qui in Venezuela, ma ciò che gli Stati Uniti e i suoi alleati dell’Unione Europea non possono tollerare, è l’esistenza di popoli liberi ed indipendenti che vogliono gestire le proprie risorse.

Per l’imperialismo un paese che non si allinea in modo subalterno al capitalismo, è un paese che deve essere schiacciato, perché è un cattivo esempio, soprattutto se gli yankee lo considerano all’interno del “cortile di casa”, come prevede la dottrina Monroe, ricordata proprio ultimamente dal signor Bolton. Per meglio praticarla, si sta proponendo al signor Bolsonaro di entrare nella NATO.

Per questa ragione in Venezuela la lotta di classe è durissima e una parte la combatte con violenza, con ferocia, in modo terrorista e criminale fino ad arrivare alla minaccia di un intervento armato che ne pieghi la resistenza popolare.

La maggioranza dei venezuelani lo sa bene ed è cosciente del fatto che nè gli USA, nè l’Unione Europea e tanto meno l’oligarchia hanno e avranno mai a cuore il benessere del popolo bolivariano.

Nell’Unione Europea e negli USA credevano (e non succederà mai) che con una crisi economica aggravata da un embargo criminale, insediando un presidente autoproclamato e conducendo, senza scrupoli, un continuo sabotaggio energetico (un vero e proprio atto di guerra) si sarebbe arrivati ad una sommossa popolare e militare.

Invece il popolo venezuelano sa che l’oligarchia al potere porterebbe privatizzazioni e dollarizzazione, eliminerebbe la redistribuzione dei proventi del petrolio, l’assegnazione di case popolari e la distribuzione dei generi di prima necessità contenuta nei CLAPS, inoltre alzerebbe le tariffe per luce, acqua, gas oggi tra le più economiche al mondo, così come il prezzo della benzina.

Noi sosteniamo con forza i compagni che sono in prima linea in questa lotta, ben sapendo che mettono in gioco la propria vita. Televisioni e giornali descrivono questi compagni come irriducibili fedelissimi di un dittatore affamatore e sanguinario contro il proprio popolo. Sul piedistallo mettono invece i venduti e traditori della patria, a cominciare dalla marionetta diretta dagli USA, che un giorno si e l’altro pure chiede l’invasione del proprio paese.

Coloro che sono amanti della pace sanno bene che per combattere l’imperialismo è essenziale appoggiare i popoli indomiti e liberi che non vogliono piegarsi. Non è un caso che il Consiglio Mondiale della Pace nell’ultimo anno e mezzo sia passato da Hanoi, Damasco e oggi Caracas. Popoli che l’imperialismo, nonostante le sofferenze provocate, non è ancora riuscito a sconfiggere . Oggi è qui, in Siria così come in Donbass, che si combatte la vera lotta mondiale.

Celebrare ieri il giorno del ritorno del Comandante Chavez al palazzo presidenziale di Miraflores, il 14 aprile del 2002, non ha riguardato solamente il Venezuela, perché la figura di Hugo Chavez Frias ha rappresentato e rappresenta la lotta antimperialista nel mondo.

Difendere la libertà e la sovranità dei popoli, oggi più che mai, passa necessariamente dalla difesa del legittimo governo bolivariano, dalla difesa del legittimo governo arabo siriano così come dalla difesa delle Repubbliche autonome del Donbass che lottano contro il governo filo nazista di Kiev.

Caracas, 2 ° Missione Internazionale di Solidarietà con il popolo venezuelano. 12 – 14 aprile 2019

Report 2^ Missione Internazionale di Solidarietà con il popolo venezuelano, 12 – 14 aprile

presidium_pcv_meeting_1Si è svolta a Caracas la 2^ Missione Internazionale di Solidarietà con il popolo venezuelano,dal 12 al 14 aprile 2019, organizzata dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e dal Consiglio Mondiale della Pace, con la partecipazione di 87 delegati internazionali di 67 organizzazioni in rappresentanza di 45 paesi, tra cui una delegazione del Comitato Contro la Guerra Milano.
La data non è stata scelta casualmente, ma coincide con il diciassettesimo anniversario del Colpo di Stato, che il giorno 11 aprile 2002 ha riportato al potere politico l’oligarchia venezuelana con il proprio esponente Pedro Carmona Estanga (detto “Carmona il Breve”) come presidente di transizione, fino a quando una straordinaria reazione popolare, il 14 aprile del 2002, ha riportato al Palazzo di Miraflores (il palazzo presidenziale a Caracas) il Presidente legittimo Hugo Rafael Chavez Frias.

Questa missione arriva meno di un mese dopo l’organizzazione, da parte del Forum Belgrado, membro del Consiglio Mondiale della Pace, della conferenza internazionale in occasione del ventesimo anniversario dei bombardamenti NATO sulla Ex Jugoslavia e sei mesi dopo la missione di solidarietà con il popolo siriano a Damasco organizzata sempre dal CMP e dalla FMGD: tre popoli indomiti, liberi e sovrani, aggrediti in modo criminale, per non volersi piegare all’imperialismo.

1° giorno
Nella mattinata del primo giorno della missione si è reso omaggio al Padre della Patria, il Liberatore Simon Bolivar. Durante il pomeriggio si è tenuto un incontro tra il Presidente legittimo Nicolas Maduro Moros, la segreteria del Consiglio Mondiale della Pace, il coordinatore della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e il Comitato Internazionale di Solidarietà e Lotta per la Pace (COSI, l’organizzazione venezuelana membra del CMP); in seguito si è svolto l’incontro con tutta la delegazione internazionale della missione e con i movimenti studenteschi universitari e medi bolivariani.
Nicolas Maduro ha chiesto ai movimenti internazionali per la pace sostegno al Venezuela, organizzando marce, conferenze, facendo informazione e raccontando la verità nei propri paesi su ciò che realmente è la Repubblica Bolivariana del Venezuela per contrastare la disinformazione.
È intervenuto Icovos Tofari, Presidente della FMGD, che ha denunciato come alcuni delegati provenienti da paesi occidentali siano stati interrogati dalle autorità degli aereoporti di partenza per il solo fatto di essere diretti in Venezuela.
È intervenuta Socorro Gomez, Presidente del Consiglio Mondiale della Pace, presentando brevemente il CMP e ricordando i 70 anni di esistenza dell’organizzazione; ha inoltre sottolineato come il Presidente Nicolas Maduro sia oggi un esempio di resistenza non soltanto per l’America Latina, ma per il mondo.
Il Presidente Bolivariano ha continuato il suo intervento, rispondendo alla minaccia di invasione del Presidente del Brasile, Bolsonaro, definendolo un pazzo, un fascista e dicendo che non è mai accaduto nella storia che il Brasile minacciasse di invasione un suo vicino e concludendo che questa gravissima minaccia gli si ritorcerà contro. L’incontro si è chiuso con i festeggiamenti per la consegna dell’appartamento popolare numero 2.600.000 e con l’obbiettivo della “Mission Vivenda” di arrivare a consegnare entro il 2025 cinque milioni di case popolari.

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