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8 aprile 2017: presidio del CCLGM davanti al Consolato USA di Milano

Abbiamo aderito senza riserve alla dichiarazione del Consiglio Mondiale della Pace sull’attacco missilistico USA contro la Siria, chiamando all’appello per un presidio davanti al Consolato degli Stati Uniti in Milano.
Confidiamo che la verità prevalga, anche attraverso il contributo di coloro che non si sono ancora rassegnati, nonostante la disinformazione abbia raggiunto livelli notevolissimi.
Non ci sfugge che la Tour Eiffel verrà oscurata per i morti di Svezia, mentre per quelli di San Pietroburgo si è dimostrata miope e colpevole indifferenza.
Dispiace rinvenire in questo clima una ispirazione che, già in passato, ha portato il mondo in un conflitto che divenne mondiale.
Di seguito alcune immagini del presidio
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Il nostro messaggio per il Console di Cuba a Milano

Egr. Sig. Console,
Oneida Baró Estrada
Cónsul General
Consejera

Il Comitato Contro la Guerra Milano, prova un profondo dispiacere per la morte di un Uomo che ha diretto la costruzione del Faro per il Sudamerica.
Oggi al Mondo manca il Comandante in capo Fidel, il suo esempio per la lotta contro l’imperialismo e le guerre devastanti.
Anche qui siamo rimasti un po più soli.
In un momento così negativo, il nostro dolore e la nostra riconoscenza dovranno risultare fecondi….Lui lo è stato e lo sarà per il futuro!

Hasta la Victoria siempre!

per il Comitato Contro la Guerra Milano,
Luigi Tranquillino

A 25 anni dalla Guerra del Golfo: no alla NATO e alle guerre di Zio Sam

16gennaio2015

Il 23 Ottobre 2015 presso la Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, nella sala Di Vittorio, proponemmo alla città il punto di vista del Comitato contro la Guerra – Milano e del Comitato Nazionale No Guerra No NATO invitammo Manlio Dinucci, Marinella Correggia ed Ugo Giannangeli.

Il nostro amico Manlio ci illustrò il percorso fatto dalla NATO, dal crollo del muro di Berlino, a partire dalla guerra all’Iraq, fino ai nostri giorni…

I video dell’iniziativa sono disponibili qui.

Il Comitato contro la Guerra – Milano sarà in piazza il 16 gennaio, sulla scorta di ciò che ha fatto a partire dall’estate del 2012, quando si è costituito. Da allora si è potuto vedere come si sia sviluppata una spinta espansionistica, della NATO e dei suoi amici, che si dispiega dalla Siria fino al Donbass.

In Ucraina abbiamo assistito al comizio del Senatore USA John Mc Cain in piazza Maidan per sostenere la cosiddetta “rivoluzione” che ha portato, tra gli altri, anche i filonazisti al governo del paese. Da pochi giorni il Partito Comunista Ucraino che nell’ultima consultazione in cui ha potuto liberamente presentarsi contava più del 13% degli elettori, è stato messo fuorilegge e i suoi dirigenti e militanti sono perseguitati, incarcerati e uccisi.
Non sottoscriviamo invece il documento Eurostop per il 16 gennaio, uscito dopo l’Assemblea del 21 Novembre scorso a Roma.

Sappiamo di “mediazioni” volte a rendere il 16 gennaio una data che arrechi nuova linfa ad un movimento contro la guerra in grave difficoltà; sappiamo anche che “le guerre” può esser inteso solo in un modo, qui sta il discrimine: sono le guerre che la NATO e l’UE hanno scatenato su Iraq, Yugoslavia, Libia e Siria…

Circa lo Yemen, i Sauditi Wahabiti che stanno bombardandolo, sono armati dagli USA e da paesi dell’UE, se non è zuppa è pane fortemente bagnato.

Un documento, quello di Eurostop, che risente di “dimenticanze” così come di posizioni fortemente contrastanti e contrastate, che non consente la nostra adesione.

Fiduciosi in un progetto volto non ai manicheismi, che si giovi di un’analisi scientifica – poichè come è ben noto i fatti hanno la testa dura – , orientato verso il progresso e l’emancipazione sociale.

Rassicuriamo quanti, come noi, credono che valga la pena di compiere lo sforzo per mantenere la propria autonomia di pensiero e onestà intellettuale.

Saremo in piazza a Milano il 16 gennaio perchè 25 anni fa iniziò un “nuovo corso” in cui sarebbero stati inscritti l’Iraq, la Yugoslavia, la Libia e la Siria: quattro luoghi, questi, dove si sta dispiegando l’intervento neocoloniale dell’occidente e di paesi ugualmente legati agli USA come Turchia e Petromonarchie.

In queste ore abbiamo maturato anche un’idea: così come esistono “comuni denuclearizzati” perchè non inserire nel programma amministrativo di una città come Milano un punto per avviare una “desaudizzazione” e una “deqatarizzazione” che porti al disinvestimento mobiliare ed immobilare nella città di Milano di quanti collaborino attivamente con i terroristi tagliagole che stanno torurando il Grande Medio Oriente e numerosi paesi dell’Africa.

Altro che crocefissioni e decapitazioni.

E infine: basta confusione, perchè quando si rimaneggia, si confonde e si agitano parole generiche, si fa solo un favore a chi la guerra imperialista la vuole davvero.